edizione numero
283
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
settembre 2011
Rapporto OXFAM 2011: successi e fallimenti nella lotta alla fame in tre paesi emergenti: India, Brasile e Vietnam
Rapporto OXFAM 2011: successi e fallimenti nella lotta alla fame in tre paesi emergenti: India, Brasile e Vietnam
Brasile e India sono entrambi paesi emergenti che fanno parte del gruppo dei BRIC (vedi nota ); tuttavia sulla questione della fame, sono due paesi profondamente diversi.
L’India, nonostante il raddoppio economico tra il 1990 e il 2005, non ha assolutamente diminuito il numero di coloro che soffrono la fame. Anzi, questi cittadini sono aumentati di 65 milioni, un’Italia intera in più che va a letto a stomaco vuoto.
Oggi, un affamato su quattro nel pianeta vive in India.
In Brasile, invece, dove la crescita economica è stata più lenta, la fame è scesa a un ritmo incredibile, diminuendo di un terzo tra il 2000 e il 2007.
Perchè questa differenza così marcata?
Ci sono, certamente, diversi fattori in gioco, ma alla fine tutto può essere ricondotto all’azione dei governi. In Brasile, una leadership politica determinata sostenuta da un movimento popolare guidato dai più poveri è il fattore determinante di questo successo. In India, il governo ha presidiato un lungo periodo di crescita diseguale concentrata soprattutto nel settore dei servizi e nelle aree urbane, mentre la maggior parte degli affamati viveva nelle aree rurali.
Con l’applicazione di una politica redistributiva, la fame avrebbe ancora potuto essere ridotta. Tuttavia, l’India ha tristemente evitato di dare priorità alla lotta alla fame o di sviluppare una strategia coerente. Iniziative ambiziose, come il National Rural Employment Guarantee Act – volto a garantire 100 giorni di lavoro pagato a donne e uomini che vivono nelle aree rurali – o un grande programma di sussidi per l’acquisto dei fertilizzanti sono stati finora incapaci di essere approvati per la mancanza di sostegno politico.
In Brasile, è vero l’opposto. Il paese ha adottato una strategia trasversale di respiro nazionale – il progetto Fame Zero – lanciata nel 2003 e composta di 50 iniziative collegate, dai trasferimenti di denaro alle madri single a servizi di supporto per i produttori di cibo di piccola scala.
Fame Zero è stata sostenuta in prima persona dall’allora presidente, Luiz Inácio Lula da Silva.
Nonostante i rapidi benefici, Fame Zero è stata il risultato di vent’anni di attivismo della società civile brasiliana e dei movimenti sociali. Il loro contributo è stato fondamentale nell’espandere gli orizzonti e nell’arrivare all’elezione di politici in grado di fare la differenza.
La crescita non è necessariamente inclusiva, cioè non detto che coinvolga tutte le componenti della società. Una delle ragioni per cui l’India ha fallito nel combattere la fame nonostante la crescita economica sta nella mancata diffusione di occupazione e nella mancata redistribuzione del reddito. Ricerche recenti indicano che la maggioranza delle persone più povere non vivono nei paesi più poveri, ma nei paesi a medio reddito: sono coloro che sono lasciati indietro dal miracolo economico che aumenta in media i redditi.
Il Vietnam ha scelto una strada diversa, sviluppando l’Hunger Eradication and Poverty Reduction Programme nel 1998 per eliminare la fame cronica e ridurre la diseguaglianza a livello nazionale.
Nel 2010 il paese ha già dimezzato la fame – raggiungendo il primo obiettivo di sviluppo del millennio con cinque anni di anticipo.
Una precedente riforma agraria e la prosecuzione dello sviluppo agricolo sono stati fattori in grado di accendere la scintilla per poi sviluppare il settore manifatturiero e una più ampia industrializzazione.
La strategia ha funzionato: da importatore, il Vietnam è ora il secondo maggior esportatore di riso del mondo e il tasso di povertà è sceso radicalmente, dal 58% al 18% nel 2006.
Oggi queste strategie nazionali per la creazione di posti di lavoro e di crescita inclusivi devono essere integrati con approcci per affrontare la vulnerabilità, tramite misure di adattamento al cambiamento climatico, protezione sociale, e strategie di riduzione dei rischi.
( vedi articolo precedente “GIUSTIZIA ALIMENTARE le tre proposte di Oxfam”)
(tratto da: “ COLTIVA. Il cibo. La vita. Il pianeta. “ Rapporto OXFAM 2011)
Link https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2011/06/R_OIT_Giugno.pdf
Nota
BRIC: acronimo per Brasile Russia India e Cina, paesi che condividono una grande popolazione: Russia e Brasile oltre il centinaio di milioni di abitanti, Cina e India oltre il miliardo di abitanti, un immenso territorio, abbondanti risorse naturali strategiche e, cosa più importante, sono stati caratterizzati da una forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale, soprattutto nella fase iniziale del XXI secolo. ( Wikipedia )
Enrico Tranchina