POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
settembre 2011
Giustiza Alimentare : le tre proposte di OXFAM
Rapporto 2011 di Oxfam “ COLTIVA. Il cibo. La vita. Il pianeta.”
Coltivare un futuro migliore in un mondo dalle risorse limitate

“Dobbiamo affrontare la questione della fame
globale non solo in relazione alla produzione,
ma anche in relazione alla marginalità,
all’aumento delle diseguaglianze,
all’ingiustizia sociale.
Viviamo in un mondo in cui produciamo più
cibo che mai e nel quale coloro che soffrono
la fame non sono mai stati così tanti.”
Olivier de Shutter, Conferenza della FAO, Novembre 2009

All’inizio del 2011 si contavano 925 milioni di persone affamate, ma i disastri atmosferici e la crescita dei prezzi alimentari potrebbero riportare, entro la fine dell’anno, questa cifra a 1 miliardo, che è stato il picco storico del 2008.
In un mondo che produce una quantità di cibo che sarebbe più che sufficiente a nutrire tutti, un’enormità di persone va a letto a stomaco vuoto.

Il Rapporto di Oxfam traccia una complessa e profonda analisi delle cause politiche sociali, culturali, economiche e finanziarie di questa situazione disastrosa.
Senza urgenti e radicali interventi, non resta che prevedere un futuro di fame, disuguaglianza , vulnerabilità, competizione tra le multinazionali e tra gli stati stessi per l’accaparramento delle risorse. Ed anche un prossimo collasso ecologico.

La ricerca di Oxfam non si limita a registrare questi dati di allarme ma, con incoraggiante energia ed ottimismo, avanza una proposta circostanziata per tre grandi cambiamenti necessari a fronteggiare la situazione:

1 - Un nuovo sistema di governo globale
Per evitare le crisi alimentari,la priorità principale dei governi dev’essere quella di affrontare la fame e ridurre la vulnerabilità – creando occupazione e investendo in adattamento climatico, riduzione del rischio di disastri e protezione sociale.
Un nuovo sistema di governo globale – commerciale, umanitario, dei mercati finanziari, e della finanza per il clima – deve essere creato per ridurre i rischi associati agli shock futuri e per una risposta più efficace e tempestiva alle crisi quando avvengono.

2 - Un nuovo futuro agricolo
Dare priorità alle esigenze delle piccole fattorie nei paesi in sviluppo, nelle quali è possibile aumentare la produttività, intensificare la produzione in modo sostenibile, aumentare la
resilienza (capacità di resistere agli shock esterni) e ridurre la povertà. I governi e le aziende devono adottare politiche e pratiche che assicurino l’accesso dei coltivatori alle risorse naturali, alla tecnologia e ai mercati.
Dobbiamo anche invertire l’attuale misallocazione di risorse che vede la maggioranza delle risorse pubbliche investite a sostegno delle fattorie agro-industriali del Nord del Mondo.

3 - Un nuovo futuro ecologico
Si può costruire mobilitando investimenti e modificando i comportamenti di aziende e consumatori, e giungere a stipulare accordi globali per la distribuzione equa delle risorse limitate.
Raggiungere un accordo globale sul clima è, in questo senso, fondamentale.
Per fare tutto questo, dobbiamo superare e neutralizzare gli interessi precostituiti. C’è una tendenza crescente a farlo: questi problemi sono sempre più in alto nell’agenda
politica, spinti dagli eventi e dall’attivismo della società civile, o inseriti dai leader per ragioni morali.
Sebbene le banche resistano a ogni tentativo di riforma con le unghie e con i denti, l’indignazione pubblica ha promosso l’approvazione di provvedimenti legislativi negli Stati Uniti, un primo passo verso simili disposizioni nel Regno Unito e altrove.
Un’imposta sulle transazioni finanziarie è nell’agenda dell’Unione Europea e del G20, accanto a misure per controllare la speculazione sulle materie prime e riformare il commercio agricolo.
Nonostante interessi particolari e locali continuino a distorcere le modalità di erogazione dell’aiuto alimentare in molti paesi ricchi, in Canada una campagna è riuscita a slegare completamente questa forma di aiuto in modo da renderlo completamente efficace e adesso il Canada guida i negoziati internazionali volti a ottenere lo stesso.

Campagne mediatiche e di pressione internazionali :
Il G20 può iniziare un processo di riforma internazionale quest’anno – affrontando la speculazione sulle materie prime, mettendosi d’accordo sulle nuove risorse di finanza innovativa per il cambiamento climatico, e raggiungendo il consenso sulle restrizioni all’export, sulle riserve di cibo e sull’aumento della trasparenza sul mercato delle materie prime.
Ma il G20 rappresenta principalmente le grandi potenze alimentari.
La governance del sistema alimentare deve diventare più ampia e includere quei paesi più vulnerabili alle crisi e agli shock.

Il Comitato delle Nazioni Unite sulla Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS) rappresenta un forum nel quale una nuova governance può essere negoziata e raggiunta.
Il CFS sta già lavorando su questioni critiche come la volatilità dei prezzi, l’investimento sui terreni, il cambiamento climatico e la protezione dei contadini durante le crisi.
Soprattutto, il CFS è l’unico spazio in cui tutti i governi, la società civile, le istituzioni internazionali e il settore privato possono negoziare formalmente misure per assicurare la sicurezza alimentare a livello internazionale.
Il CFS rappresenta oggi la nostra miglior speranza di dare vita ad una nuova era di cooperazione – un sistema di regole multilaterali che permette ai governi di agire collettivamente nell’interesse globale, risolvere conflitti, allineare politiche ed allocare risorse in modo più efficace.



Vedi successivo articolo “ Rapporto OXFAM: successi e fallimenti nella lotta alla fame in tre paesi emergenti: India, Brasile e Vietnam”


(tratto da: “ COLTIVA. Il cibo. La vita. Il pianeta. “ Rapporto OXFAM 2011)
Link https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2011/06/R_OIT_Giugno.pdf
Enrico Tranchina

 
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