POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
febbraio 2011
Il Comune di Pian di Scò (AR), primo in Toscana, aderisce a "CasaClima"
Un progetto per migliorare l'efficienza energetica, abbattere radicalmente la dispersione termica e ridurre i consumi energetici degli edifici. Incentivare l’uso delle rinnovabili e ridurre i consumi: da obbligo etico a obbligo legislativo.

Dal vecchio certificato climatico per la classificazione delle abitazioni alla certificazione “CasaClima”: un piano strategico per il miglioramento dell’efficienza energetica e della sostenibilità delle abitazioni è stato adottato dal Comune di Pian di Scò in provincia di Arezzo, con delibera del Consiglio Comunale.

Si tratta di un significativo punto di svolta verso un’edilizia di qualità, orientata alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2.
La delibera del Consiglio Comunale prevede modifiche al Regolamento Edilizio e introduce lo standard di certificazione energetica “CasaClima” su base volontaria.

Una certificazione che non sostituisce la certificazione nazionale, ma offre una serie di garanzie in più: il controllo geotermico del progetto, della documentazione, del valore di trasmittanza dei vari elementi di un edificio (con eventuale richiesta di integrazione di correzioni al progetto), della documentazione fotografica dei cantieri, della corrispondenza dei materiali dichiarati con i materiali istallati, il sopralluogo in cantiere per verificare i sistemi di posa, gli avvisi di non regolarità nell’esecuzione dei lavori. Tutti elementi non previsti dalla certificazione nazionale o, in certi casi, previsti a livello teorico, ma non sempre effettivamente attuatii a livello pratico.

L’adesione al sistema “CasaClima” viene incentivata dallo scomputo degli oneri di urbanizzazione, per agevolare e sostenere economicamente per tutti coloro che intendono costruire secondo criteri di ecoefficienza.
Contestualmente l’amministrazione comunale di Pian di Scò, proprio per sviluppare sempre più un’edilizia energeticamente più sostenibile, ha scelto di permettere nell’ambito del proprio territorio e delle proprie competenze, la realizzazione di edifici nella sola classe A nazionale.

CasaClima (o KlimaHaus) è un metodo di certificazione energetica degli edifici ideato nel 2002 da Norbert Lantschner in attuazione della Direttiva Cee 2002/91/Ce formulata sulla base delle misure di settore previste dal protocollo di Kyōto.
Il progetto, nato dall’esigenza di adempiere ad una direttiva europea e poi convertito in normativa dalla Provincia di Bolzano, ha ottenuto un tale successo da portare l’Alto Adige ad esempio concreto di buona pratica, all’avanguardia a livello nazionale e internazionale.

L’idea di progettare e costruire edifici ad uso abitativo e lavorativo ad alta efficienza energetica risale già a diversi decenni fa, soprattutto nelle nazioni europee dal clima continentale come Germania, Austria e Scandinavia. Anche in Italia, almeno nelle zone del nord, i dati dell’ufficio statistico provinciale di Bolzano - da dove è partita la ricerca - indicano che il 54 % del totale del fabbisogno energetico complessivo medio giornaliero individuale in Alto Adige è assorbito dal riscaldamento domestico che si conferma quindi come il segmento di maggior interesse per il contenimento della spesa energetica.

Eppure una larghissima parte di cittadini non realizza in modo immediato il proprio consumo reale di energia. Questo non solo perché l’energia è espressa in unità di misura di non facile e intuitiva comprensione, come il chilowattora o il chilojoule, ma anche perché non sempre si ha la percezione immediata dei costi o perché sono sostenuti in maniera indiretta – come per esempio accade quando il riscaldamento è condominiale – o perchè, sono ripartiti su fonti diverse alle quali corrispondono modalità di spesa o bollette diverse a seconda della fonte energetica utilizzata – energia elettrica, gas per riscaldamento e cucina, gasolio e altri materiali per riscaldamento come legna, pellet, ecc. carburanti per autotrazione, ecc..

“CasaClima” rappresenta una buona pratica ambientale che ha avuto effetti diretti e significativi sull’economia locale, a dimostrazione come l’innovazione e lo sviluppo di nuove tecnologie possano attivare circoli virtuosi anche in campo economico.

Intorno al progetto si sono sviluppate ricerche e innovazioni tecnologiche per la produzione di materiali sempre più eco-compatibili ed efficaci e per il contenimento dei consumi energetici: dai mattoni ai materiali di coibentazione, dal trattamento naturale del legno alle vernici naturali, dalle scelte progettuali alle modalità di gestione delle risorse domestiche.

Il progetto ha attivato una serie di collaborazioni tra la provincia di Bolzano e diverse università e centri di ricerca italiani per promuovere e sviluppare strumenti legislativi e conoscenze professionali utili a diffondere gli indiscutibili vantaggi di questa nuova forma del costruire, ristrutturare ed abitare anche nel resto d’Italia.

In pratica il marchio “Casa Clima”, ottenibile per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni effettuate con criteri di sostenibilità, ha l’obiettivo di coniugare il comfort abitativo e la qualità della vita con il rispetto dell’ambiente e delle risorse.

Non si tratta di una certificazione ottenibile a posteriori, ma di un progetto più articolato che fornisce il know how necessario allo scopo. È essenzialmente il basso fabbisogno energetico, determinabile attraverso una serie di calcoli, che consente ad un edificio di fregiarsi della classificazione "CasaClima".

In base al consumo annuo di energia per metro quadro, le abitazioni vengono classificate in categorie A, B, C, D, E, F e G in funzione del loro consumo di calore annuo per unità di superficie.

Edifici ricadenti nelle categorie A e B sono definibili “CasaClima”; la categoria CasaClima+ certifica che l’edificio non solo presenta un bilancio energetico bassissimo (inferiore a 50 kWh/m2 annui), ma corrisponde anche a requisiti di eco-compatibilità, come ad esempio la rinuncia per il riscaldamento all’impiego di combustibili di origine fossile, l’assenza di isolanti di materiale nocivo, di impregnanti chimici e di solventi per i pavimenti, di legni tropicali, di pavimenti e infissi in PVC).
Debora Badii - ARPA Toscana
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