edizione numero
283
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
giugno 2010
Il buco dell'ozono non c'è più
Sono passati 25 anni da quando gli scienziati cominciarono a parlarci di una rilevate “smagliatura” che riguardava lo strato di ozono che protegge la Terra e le sue forme di vita dai raggi ultravioletti del sole.
Il fenomeno nel corso di questi anni si ampliava sempre più preoccupando uomini di scienza e politici.
Con il protocollo di Montreal “i potenti” della terra presero atto dei gravi pericoli che tutti noi correvamo, anche dal punto di vista della salute ed introdussero divieti vincolati alla produzione ed emissione degli agenti chimici principali “colpevoli” di questo fenomeno, in particolare dei CFC (clorofluorocarburi).
Nel 1990 più di 90 paesi decisero di sospendere la produzione di gas CFC e nel giro di un decennio il CFC fu sostituto nelle bombolette spray, nei frigoriferi e nei condizionatori per auto, da gas meno dannosi quali gli (HCFC) idroclorofluorocarburi . Oggi la produzione di CFC e le emissioni si sono di fatto annullate ed i gas nocivi presenti in atmosfera stanno gradatamente svanendo.
Sostengono gli scienziati che ci vorranno ancora una ventina di anni prima che il fenomeno si inverta e si assista ad una ripresa della crescita della coltre di ozono negli stati superiori della atmosfera.
Tutto bene allora? manco per niente!
Uno studio apparso recentemente su Geophisical Research Letter sostiene che se è vero che il buco dell’ozono si sta gradatamente chiudendo, questo comporterà la rarefazione dei venti umidi e delle nubi protettrici che contribuivano a schermare la terra, soprattutto nell’ emisfero meridionale, con conseguente aumento della temperatura.
C’è da restare sconcertati!
Il risanamento del buco dell’ ozono, che sembrava essere una delle priorità, per la salvaguardia del nostro pianeta parrebbe ora creare situazioni egualmente dannose ed il polo sud potrebbe diventare ancora più caldo!
Per fortuna gli stessi scienziati non escludono che le alte temperature possano egualmente creare forte ventosità dando vita a nubi con caratteristiche analoghe, se non eguali , a quelle attuali.
Scienza o incoscienza? Tutto ciò mentre gli scettici gongolano e non vedono perché dovremmo modificare stili di vita e di produzione.
Sergio Saladini