febbraio 2010
Capolavoro, ma anche no.
Avatar
Regia : James Cameron;; USA 2009; Durata: 160’
Difficile fare una recensione in un clima di tifo da stadio: estimatori e detrattori si confrontano con iperboli, metafore e citazioni, a mio parere degne di altri soggetti.
Ebbene sì, a me Avatar non è piaciuto, l’ho trovato noioso, prevedibile e banale.
Non sono in grado di parlare degli aspetti tecnologici, ma, in quanto spettatore, ritengo di avere il diritto di ragionare solo sul risultato: cosa mi sollecita, cosa mi ha coinvolto, cosa mi ha detto, cosa mi ha fatto pensare e sentire, queste sono le domande che mi faccio quando vado a veder un film.
In questo caso mi sono annoiata.
Non solo perché la grafica, pur essendo forse la cosa migliore del film, risulta nuova solo a chi non abbia avuto la possibilità di godere di Moebius e di Miyazaki, ma anche perché il tema”politico” la scelta di campo contro la propria parte, ha visto opere cinematografiche che mi hanno regalato ben altre emozioni, faccio di seguito solo un piccolo elenco: Piccolo grande uomo, Soldato Blu, Mission, Balla coi lupi…. ; dal punto di vista della favola fantascientifica, credo basti ricordare Guerre Stellari.
A questo punto, essendo la cosa controversa, ho pensato di cedere la parola ai critici, in modo che ciascun lettore possa misurarsi con chi ha visto “un altro film”...
Roberto Escobar La stampa
(...) Non ha potenza narrativa, la vecchia storia raccontata da Cameron. Non ha l'epica tradizionale del western, non ha quella reinventata a metà degli anni 70 da George Lucas con la saga Star Wars, e non ne ha una qualsiasi altra. In essa c'è invece una grande inventiva grafica. Con un uso intelligente e creativo delle riprese dette motion capture e della tecnica tridimensionale (...)
Luca Mastrantonio Il riformista
(…) Avatar non è semplicemente un film, o kolossal che dir si voglia: è una cosmogonia, una battaglia tra mondi. (...) Avatar è un meraviglioso tripudio di forme biologiche fantasiose (...). Irrompe nel nostro immaginario collettivo di ieri, oggi e domani. (...) Avatar è innovativo, globale, epocale. Una favola morale come ogni racconto fi fantascienza. Con implicazioni teo-cosmiche, perché mostra altre forme di vita non create da dio (...). La sconcertante bellezza estetica e la potenza melodrammatica del film addolciscono e rendono appetibili, al palato del suo pubblico planetario, contenuti politicamente eversivi. (...)
Mariarosa Mancuso Il Foglio
(…) "Avatar" non cambierà la storia del cinema. Solo la classifica degli incassi. (...)
Ma neanche possiamo farci piacere un film di cui sentiamo chiacchierare da anni, e alla prova dei fatti ha personaggi meno interessanti, meno simpatici e meno espressivi di un ammasso di ferraglia arrivato dal futuro che si chiamava Terminator. (…)
Michele Serra La repubblica
(…) Avatar ti seduce a strati, a gragnuole, a bordate, come se ormai la meraviglia si dovesse e si potesse raggiungere solamente per accumulo, per quantità stordenti, e mai per sottrazione, per concentrazione, per intuizione. Il vuoto e il silenzio, la riflessione e l'elaborazione psicologica sono gli unici effetti speciali che mancano in Avatar, ma probabilmente questo è un problema solo per chi non ha i neuroni già impostati per l'iperbole sensoriale nella quale vivono e crescono i nostri figli. Impareranno a difendersi da soli, o forse hanno già imparato. (…)
Licia Riva