dicembre 2009
Poesie e pensieri d’acqua
Vicenda d'acque (Atonia Pozzi)
La mia vita era come una cascata
inarcata nel vuoto;
la mia vita era tutta incoronata
di schiumate e di spruzzi.
Gridava la follia d’inabissarsi
in profondità cieca;
rombava la tortura di donarsi,
in veemente canto,
in offerta ruggente,
al vorace mistero del silenzio.
Ed ora la mia vita è come un lago
scavato nella roccia;
l’urlo della caduta è solo un vago
mormorio, dal profondo.
Oh, lascia ch’io m’allarghi in blandi cerchi
di glauca dolcezza:
lascia ch’io mi riposi dei soverchi
balzi e ch’io taccia, infine:
poi che una culla e un’eco
ho trovate nel vuoto e nel silenzio.
Milano, 28 novembre 1929
Silenzi (Emily Dickinson,135)
”L’acqua, la insegna la sete.”
Haiku
(Matsuo Basho)
Nello specchio antico
D’acque morte
S’immerge
Una rana.
Risveglio d’acqua.
(Ozaki Osai)
Nel buio di un pozzo
ravviso il mio volto
(Naito Joso)
“Ho visto il fondale dell’acqua
e rieccomi qui”
Sembra dire il musetto
di un anatroccolo
Il grande Oceano ( Pablo Neruda)
….
Non è l’ultima onda col suo peso di sale
quella che stritola cosate e produce
La pace di sabbia che attornia il mondo:
è il volume centrale della forza,
la potenza diffusa delle acque,
l’immoto deserto pieno di vote.
….
Chiare fresche dolci acque ( Francesco Petrarca)
…….
Cerchi nell’acqua ( Memo Remigi)
Cominciavi così, coi tuoi primi perché,
sulle rive dell’acqua che cantava per te
tra i discorsi del vento e la tranquillità
di un canale fra i campi e il mulino che va
era il tuo passatempo, quando stavi laggiù,
fare cerchi nell’acqua, non chiedevi di più.
(P.B. Shelley)
Ci fermamma
accanto agli stagni
Cche giacciono sotto
i rami del bosco
ognuno sembra
un piccolo cielo,
di colpo inghiottito
in un mondo di sotto
(P. Neruda)
Penso ad un giorno rotondo
violetto trasparente
di zucchero a grappoli
e di grani spessi e azzurri che sgocciolano
nella mia bocca
le loro coppe colme di delizia
(E. Dickinson)
Cadde una goccia di pioggia gigante
poi, come si fossero disgiunte le mani
che reggevano le dighe,
le acque straziarono il cielo,
e tuttavia scansarono la casa di mio
padre, svellando solo un albero
…..
(F.G. Lorca)
…O pioggia silenziosa, senza burrasca,
senza vento, pioggia tranquilla e serena
di campane e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia
quando amorosa e triste cadi sopra le cose…
O pioggia francescana che porti in ogni goccia
Anime di fonti chiare e di umili sorgenti.
…O pioggia silenziosa che gli alberi amano
E sei al piano dolcezza emozionante…
(P.Neruda)
Datemi
il silenzio
l’acqua
la speranza
Nel Cimitero Protestante di Roma, c'è una tomba senza nome, su di essa un epitaffio recita:“Qui giace uno il cui nome fu scritto sull'acqua”
Quel qualcuno è in realtà uno dei più grandi poeti inglesi: John Keats.
da “Marcovaldo – Dov’è più azzurro il fiume” di ITALO CALVINO
“E’ quella la via”, si disse Marcovaldo. Ma il fiume lì in città, che raccoglieva spazzature scoli e fogne, gli ispirava una profonda ripugnanza. “Devo cercare un posto, - si disse – dove l’acqua sia davvero acqua, i pesci davvero pesci. Lì getterò la mia lenza”. Le giornate cominciavano ad allungarsi: col suo ciclomotore, dopo il lavoro Marcovaldo si spingeva a esplorare il fiume nel suo corso a monte della città, e i fiumicelli suoi affluenti. Lo interessavano soprattutto i tratti in cui l’acqua scorreva più discostata dalla strada asfaltata. … a un tratto, spostando certi rami, vide, a poche braccia sotto di sé, l’acqua silenziosa – era uno slargo del fiume, quasi un piccolo calmo bacino -,d’un colore azzurro che pareva un laghetto di montagna.
da “Acque” in “Parnassius”, EMI, CD 1993 di FRANCESCO GUCCINI
(…) E l’acqua passa e gira
e colora e poi stinge,
cos’è che mi respinge e m’attira;
acqua come sudore,
acqua fetida e chiara,
amara senza gusto né colore.
Ma l’acqua gira e passa…
E mormora e urla, sussurra, ti parla e ti schianta,
evapora in nuvole cupe rigonfie di nero
e cade e rimbalza e si muta in persona e in pianta
diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero.
Ma a volte vorresti mangiarla sentirtici dentro,
un sasso che l’apre, che affonda e sparisce e non sente,
vorresti scavarla, afferrarla, lo senti che è il centro
di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente.
Acque del mondo intorno
di pozzanghere e pianto
di me che canto al limite del giorno,
fra il buio e la paura
del tempo e del destino
freddo assassino della notte scura