POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
dicembre 2009
I dubbi di un ignorante
I dubbi di un ignorante

Oggi, 26 novembre, trovo su la Repubblica, un inserto speciale di 8 pagine sul nucleare. Bene, mi dico, così forse riesco a comprendere meglio i termini della questione, malgrado abbia fatto il “classico” e la mia professoressa di fisica non fosse una di quelle che ti fanno appassionare alla loro materia.

A bocce ferme io sarei per evitare il ritorno all’atomo, ma cerco di spogliarmi dei miei pregiudizi e di documentarmi lasciando da parte le mie convinzioni, che del resto hanno una debole base scientifica.

Leggo: tre interventi a favore del nucleare e tre contro: a favore Umberto Veronesi (oncologo), Patrick Moore (già fondatore di Greenpeace) e Carlo Bernardini (docente di fisica), contro Giovanni Valentini, Maurizio Ricci (entrambi giornalisti) e Jeremy Rifkin (economista)… e già mi vengono i primi dubbi da ignorante. Quella dei due giornalisti è evidentemente un’opinione, forse più documentata della mia, ma pur sempre un’opinione. Finalmente un fisico, Bernardini, che per ora mi sembra l’unico che abbia le carte in regola. Rifkin dovrebbe parlarmi dei costi delle centrali… Veronesi è un medico e mi aspetterei che mi parlasse di quanto sia cancerogena l’esposizione alle radiazioni, magari delle scorie, e non dei problemi di sicurezza o dell’efficienza delle centrali di terza generazione, dei quali immagino ne sappia poco più di me. Moore, poi, mi stupisce… ha cambiato opinione dai tempi della fondazione di Greenpeace ed è arrivato alla conclusione che ora il nucleare è OK, un po’ come Bondi che era comunista ed ora è tra i più zelanti servitori dell’Utilizzatore Finale. Bondi l’ha fatto evidentemente per il proprio tornaconto, ma bisogna capirlo: scrivendo pessime poesie non si campa; e Moore? Ma pazienza… voglio capire e continuo a leggere.

Cerco di schematizzare i punti salienti delle posizioni a favore e di quelle contro (tra parentesi in corsivo, qualche dubbio dell’ignorante):

A FAVORE DEL NUCLEARE:
Veronesi
-Fonti rinnovabili:
.Solare: costi di trasformazione dei pannelli troppo alti (per il nucleare no?)
.Eolico: non sempre o ovunque c’è vento
.Idroelettrico: già sfruttato al massimo, non ampliabile
.Geotermica: processi di estrazione lunghi e costosi (il nucleare non costa nulla?)
.Biomasse: terreni sottratti all’agricoltura e all’alimentazione
-Il rischio incidenti è ridotto al minimo: Cernobyl è stato un errore umano, ma ora è tutto automatico (siamo certi che gli automatismi non sbaglino mai?)
-Gli altri paesi hanno centrali nucleari: sono tutti incoscienti? (e se la risposta fosse sì?)
L’energia nucleare è naturale: il sole è un’enorme centrale atomica (sì, ma è abbastanza lontano dal mio giardino)
Moore
-Energia pulita, senza emissioni di gas serra (anche l’arricchimento dell’uranio è a zero emissioni?)
-Il carbone, al contrario del nucleare, produce:
.Enormi quantitativi di CO2
.Piogge acide
.Smog
.Malattie respiratorie
-È la fonte meno cara: alto costo di capitale, ma costo dell’energia bassissima (ma io, in bolletta, non pago tutti e due i costi?)
-Sicurezza. Il reattore di Cernobyl era mal progettato ed è stato l’unico caso a produrre vittime: solo 56 morti (al momento dell’esplosione, ma non mi pare si contino tutti i contaminati e quelli che continuano tuttora a morire di cancro), contro 5000 morti all’anno nelle miniere di carbone (e dagli col carbone! Quante vittime fanno le bio-masse?)
-Le scorie: in 40 anni si degradano a livello di assoluta non pericolosità (ma in quei quarant’anni, quanta gente uccidono?). Le scorie, oggi, possono essere maggiormente “spremute” e quindi, in definitiva, sono meno.
Le nuove centrali non sono vulnerabili da parte di attacchi terroristici (neanche le due torri del World Trade Center dovevano esserlo…)
Bernardini
-parlare ora di Cernobyl è come parlare di dinosauri quando ci sono i cavalli (vogliamo far estinguere anche loro?)
-le centrali nucleari avanzate sono ormai sicure
-le scorie: è un problema di difficile soluzione “politica”, ma ormai le scorie sono a bassa attività e sono controllabili e manipolabili senza rischi
-più preoccupante è il tellurio di cadmio contenuto negli impianti fotovoltaici
le scorte di uranio sono ridotte, ma incrementabili: si può estrarre uranio dall’acqua di mare (sì, 3 milligrammi per tonnellata di acqua… uranio omeopatico)

CONTRO IL NUCLEARE
Valentini
-Rapporto sfavorevole costi / benefici
-Insicurezza in Italia per:
.Altissima densità demografica
.Sismicità molto elevata
-Malgrado l’evoluzione tecnologica, la sicurezza non è ancora garantita al 100% (forse neanche la sicurezza di una scampagnata in auto è garantita al 100%)
-Stesso livello di rischio anche per lo stoccaggio delle scorie, per millenni (Valentini! Non hai intervistato Moore, che dice che l’orizzonte temporale è di 40 anni!)
-L’effetto NIMBY (not in my backyard) determina un elevata instabilità sociale (come un qualsiasi termo-valorizzatore)
-Come in Italia non abbiamo petrolio, così non abbiamo neppure uranio
-Abbiamo poca acqua e una centrale nucleare ne consuma tantissima
Impatto ambientale delle centrali e delle torri di raffredamento (basta che poi non mi si venga a sostenere lo stesso argomento per le pale eoliche)
Ricci
-costo elevato dell’energia: le banche non considerano le centrali investimenti redditizi (le banche però consideravano redditizie le azioni argentine)
-costo di costruzione delle centrali eccessivo e imprevedibile (se è per questo non è molto prevedibile neppure il costo di costruzione di una villetta)
-imprevedibilità, quindi, del costo dell’energia alla fine, visto che il costo di costruzione incide per il 95% sul costo dell’energia prodotta
-da aggiungere al bilancio già negativo:
.costi di adeguamento degli elettrodotti (ma non ci sarebbero comunque anche per una nuova centrale a gas?)
costi per il sito di stoccaggio delle scorie (già, perché tanto le scorie del termoelettrico le stocchiamo nell’ambiente, che non costa nulla)
Rifkin
-i privati non ci investono perché è dubbio il ritorno del capitale
-fonti rinnovabili ed energia diffusa sono economicamente più a portata di mano
-le nuove centrali nucleari costano il 50% di più di quelle a gas (bhe, ma se non inquinano potrebbe essere un costo eco-sostenibile)
-più centrali ci sono, più diminuisce la sicurezza rispetto a sabotaggi e atti di terrorismo
il problema delle scorie non è ancora nemmeno lontanamente risolto: trasporto, stoccaggio e smantellamento delle centrali non sono ancora gestibili in sicurezza (Rifkin e Bernardini, evidentemente, si sono tolti il saluto)



Sono contento perché, anche se ci ho messo un po’ di tempo e fatica per sintetizzare i vari argomenti, sono sicuro che ora abbiate tutti le idee più chiare. O no? Io personalmente ne so quanto prima e, se facessero di nuovo un referendum sul nucleare, voterei come l’altra volta: no, per piacere. Foss’anche per un elementare e banale principio di precauzione… lo uso per la soja transgenica, perché non dovrei usarlo per il nucleare? Ma si sa, noi ignoranti abbiamo paura della nostra ombra…
Stefano Ferioli

 
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