POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
giugno 2009
Programma della coalizione Lista Penati
REAGIRE DI FRONTE ALLA CRISI
La crisi che ha colpito l’economia e le società mondiali impone che tutte le istituzioni svolgano un ruolo di sostegno per le persone che sono penalizzate e di promozione di iniziative capaci di aiutare l’economia e il lavoro guardando al futuro.
I dati dell’area metropolitana milanese, la più sviluppata e ricca di risorse e talenti, parlano di una difficoltà reale di interi pezzi del sistema produttivo e della chiusura di tante piccole e medie aziende, di una crisi che, per la prima volta, coinvolge in modo significativo anche il mondo delle professioni, il ceto medio che a Milano rappresenta una parte vitale e importante . Qui la crisi occupazionale moltiplica insieme alle difficoltà di tanti lavoratori dipendenti che perdono il lavoro e devono ricorrere agli ammortizzatori sociali, i limiti di un welfare che non tutela in alcun modo le partite IVA e la gran parte dei
lavoratori a cui è scaduto il contratto a termine, che vivono di prestazioni occasionali e che hanno perso il reddito. C’è un ulteriore aggravamento delle condizioni di vita degli anziani soli che a Milano costituiscono una parte importante della popolazione.
Aiutare le famiglie e le persone più in difficoltà di fronte alla crisi deve continuare ad essere come è stata nell’ultima fase di questa legislatura la priorità per l’Amministrazione provinciale. Il compito delle istituzioni è rassicurare chi oggi è smarrito, preoccupato per il proprio futuro, costretto a fare i conti con una diminuzione delle aspettative personali e famigliari.
Non si tratta solo di impegnare risorse significative come è stato fatto mettendo a disposizione 25 milioni per aiutare le famiglie e il lavoro, ma anche di fare della Provincia una sede di governo che aiuti il rilancio dell’area metropolitana milanese che ha in se risorse e opportunità che vanno valorizzate e indirizzate ad un progetto condiviso di sviluppo economico, ambientale e sociale.
Ancora di più in una fase tanto difficile come questa serve che ognuno non si senta solo e che le istituzioni si presentino con buone pratiche di governo, soluzioni amministrative efficaci, con la capacità di agire guardando ai tempi di chi ha bisogno e non a quelli della burocrazia. Occorre proseguire sulla strada tracciata in questi 5 anni di una Provincia capace anche di reinventarsi per essere al servizio dei cittadini nella quotidianità del loro vissuto.
Non si esce dalla crisi pensando di tornare alla situazione precedente. Si deve uscirne superando i vecchi modelli e progettando una modernità capace di non ripetere gli errori e di guardare alla qualità della vita sul pianeta.
Valorizzare l’ambiente, fare scelte che riducono i consumi di energia, limitare l’inquinamento acustico, intervenire sulle fonti di inquinamento, sono scelte che devono segnare una nuova stagione economica fondata su questi principi, che incentivi i comportamenti e gli interventi ecologicamente compatibili e penalizzino gli altri, che
scommetta sulla capacità di innovare, di mettere in campo nuove tecnologie. Diventa prioritaria la scelta di cosa e come produrre guardando alla qualità e alla sostenibilità.
Qui c’è la grande opportunità di sviluppo e di rilancio per l’economia milanese che possa concorrere sul terreno della capacità di innovazione.

SOSTENERE I REDDITI E IL LAVORO, PROMUOVERE L’INNOVAZIONE
Investire risorse per aiutare, insieme ai comuni, le famiglie più in difficoltà, finanziare le associazioni che si occupano degli indigenti e costruire con i sindacati iniziative che consentano il reimpiego di chi ha perso lavoro è la strada intrapresa e su cui occorre proseguire. In particolare occorre valorizzare ulteriormente il ruolo dell’agenzia per la formazione e il lavoro con particolare attenzione agli over 40 che perdono il lavoro. Così come serve proseguire sulla strada del sostegno allo sviluppo e dell’innovazione delle imprese, investendo sulle idee e la qualità favorendo la nascita di nuove imprese,
favorendo l’alta tecnologia, l’innovazione ambientale, il risparmio energetico, sostenendo, in collaborazione con le università milanesi forme di incubazione di impresa, completando la banda larga per dare servizi alle istituzioni e ai privati, aumentando l’efficienza e diffondendo la rete WI FI.
INVESTIRE SULLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE E SUL COMMERCIO
Sostenere le piccole e medie imprese significa, per la Provincia, favorirne l’innovazione, creare opportunità di crescita, promuovere la qualità dei prodotti e sostenere l’informatizzazione.
Sostenere il commercio, soprattutto quello di vicinato significa riconoscerne il ruolo di servizio ma anche di aggregazione e rivitalizzazione che può svolgere nei quartieri, e aiutare la messa in sicurezza dei negozi più esposti alla criminalità. L’idea che la vita
sociale si sposti dai quartieri nei Centri Commerciali è una idea che rende più povero e insicuro il territorio e che vogliamo contrastare.
SERVE UN PIANO CASA VERO
L’area metropolitana milanese ha un grande bisogno di case per rispondere a domande differenziate (lavoratori temporanei, studenti universitari, anziani ecc.), ma soprattutto mancano opportunità abitative, non solo per chi è indigente, ma soprattutto per i
lavoratori dipendenti e le giovani coppie che non possono accedere alle case popolari ma, al tempo stesso, non possono permettersi i costi che il mercato propone. L’idea della giunta di Milano di aumentare notevolmente il numero degli abitanti nei confini del comune è sbagliata, accentuerebbe i problemi di una città già densamente abitata. Serve invece pensare in termini di Grande Milano e di città metropolitana. Serve promuovere la costruzione di migliaia di appartamenti a canoni contenuti anche incentivando il riuso dei centinaia di edifici di terziario inutilizzati. Serve cambiare un’idea per cui l’intervento pubblico sulla casa si esaurisce con la costruzione di quartieri popolari sulla base di un modello antico che produce ghetti e non aiuta tanti. Vogliamo nuove case trovando soluzioni che impediscano ulteriore consumo di suolo. Vogliamo mettere terreni pubblici a disposizione di chi costruisce garantendo una parte di edilizia sociale e la creazione di
opportunità in affitto a canoni convenzionati per chi guadagna fino a 30mila euro. La Provincia su questo deve svolgere, come sta facendo, un ruolo importante: quello di coordinare i comuni ed individuare le aree pubbliche che possono consentire interventi in
questo senso, facendosi promotrice e parte attiva di un Piano Casa per l’area metropolitana milanese che abbia queste caratteristiche.
INVESTIRE SULLA MOBILITÀ SOSTENIBILE È CONDIZIONE PER LO SVILUPPO
Il tema del traffico, dell’inquinamento che produce, dei limiti che determina alle attività economiche rallentando gli spostamenti delle merci e del tempo che ruba a tanti cittadini costretti ogni giorno a passare ore per muoversi, si può affrontare solo guardando alla
dimensione metropolitana ed intervenendo su questa complessità. Occorre proseguire nella realizzazione di opere viarie indispensabili per decongestionare le tangenziali e la stessa città di Milano come la Pedemontana e la TEM, realizzando anche per la Tangenziale est esterna il coinvolgimento pieno dei comuni e delle comunità, già
realizzato per la Pedemontana, per migliorare i progetti dal punto di vista ambientale e territoriale e garantire con il consenso dei cittadini le opere ma anche i necessari risarcimenti ambientali insieme alle dovute mitigazioni. In questo contesto diventa anche decisiva l’attenzione alla viabilità locale e alla tempestività degli interventi su questo
settore.
Mentre devono proseguire queste realizzazioni occorre aprire una nuova fase. Ma la scelta di fondo è quella di spostare sempre di più sul trasporto pubblico ed, in particolare, quello su ferro, il traffico da, in e per Milano. Per questo occorrono risorse
significative e in questo senso va la proposta di chiedere a chi usa le tangenziali un contributo (molto contenuto per i pendolari, più alto per i mezzi inquinanti) da destinare alla realizzazione di nuovi collegamenti su ferro, soprattutto metropolitane, all’utilizzo
delle reti oggi in disuso o resi disponibili dalla trasformazione dell’Alta Capacità e al miglioramento delle condizioni per i pendolari.
Accanto a ciò occorre rendere conveniente l’uso del mezzo pubblico non solo velocizzandolo, ampliando le reti, soprattutto verso il sud, e migliorando la qualità dei servizi rinnovando i mezzi per renderli meno inquinanti, ma anche introducendo un
sistema tariffario integrato che non penalizzi i cittadini che devono venire a Milano dall’hinterland, per questo continuiamo a proporre e a lavorare per la tariffa unica almeno per gli abbonamenti extraurbani che non possono più essere penalizzati.
In questo quadro e con queste finalità deve essere istituita l’agenzia metropolitana per la mobilità per una politica capace di garantire il diritto alla mobilità per tutti.
Infine la Provincia deve proseguire ed accrescere l’impegno, già concretamente portato avanti in questi anni, per favorire la mobilità ciclistica con programmi, progetti e investimenti adeguati, anche incentivando il bike sharing.

CONIUGARE SICUREZZA, COESIONE SOCIALE E CONVIVENZA CIVILE
Serve investire di più sulla presenza delle forze dell’ordine, liberarle da ruoli amministrativi per impegnarle sul territorio. Per questo abbiamo messo a disposizione lavoratori socialmente utili per i ruoli amministrativi e abbiamo sostenuto le iniziative dei comuni volte a garantire una maggiore funzionalità dei presidi delle forze dell’ordine sul
territorio o a sostenere altre iniziative di presenza nei luoghi più sensibili (le scuole o i parchi) e di vita associata.
Non ci può essere una percezione di sicurezza in una società frantumata e divisa, in cui ognuno si sente solo, in cui governano le paure e la diffidenza in cui ogni problema,
come vorrebbe la Lega, deve trovare un nemico su cui scaricarlo anziché una soluzione.
Ma non ci può essere una convivenza ricca, il senso di vivere in una comunità in qualche modo rassicurante se non si garantisce ai cittadini il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, se non si interviene sul degrado urbano che comunica abbandono, se
non si recupera l’idea di una legalità fatta di diritti ma anche di doveri rispetto a cui non devono esistere zone franche, se le vittime vengono abbandonate a se stesse. Non esiste né sicurezza né coesione sociale se anziché governare i problemi di convivenza si grida
all’emergenza, si fa propaganda ma non si fa nulla per risolverli. Se gli Enti Locali invece di combattere il degrado e favorire la riappropriazione del territorio da parte dei cittadini, si arrogano funzioni che non hanno si alimentano paure ma non si da sicurezza.
Dire, come abbiamo detto nessun campo abusivo vuol dire basta a insediamenti che rendono la vita dei quartieri più difficile, che offendono la dignità dell’uomo e spaventano, ma vuole anche dire basta a chi da anni dice via tutti ma poi non fa nulla per creare alternative, per governare effettivamente i problemi.
E per ciò che riguarda la Provincia vogliamo svolgere un ruolo nelle scuole per rilanciare una seria azione di educazione alla legalità, sapendo che recuperare anche la cultura del rispetto delle regole diventa il primo passo per rafforzare la coesione sociale, rafforzare
l’idea di interesse generale e di comunità.
Non far sentire sole le persone di fronte ai pericoli è ciò che le istituzioni devono fare, ma ciò significa prima di tutto essere a fianco delle vittime di chi subisce i reati, le violenze.
Per questo sosteniamo ogni iniziativa sia indirizzata ad assistere le vittime, materialmente e psicologicamente.
LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE È UNA RISORSA E UN’OCCASIONE, NON UN VINCOLO
Facciamo nostro l’obbiettivo definito dall’UE dei 3 venti: più venti per cento di fonti energetiche rinnovabili, meno venti per cento di emissioni di anidride carbonica e meno venti per cento di consumi energetici entro il 2020.
L’area milanese può quindi diventare uno dei motori nazionali della svolta necessari per contrastare le tre crisi del nostro tempo: quella economica, quella energetica e quella climatica.
Oggi servono politiche che riducano l’inquinamento, difendano la salute dei cittadini e impediscano un ulteriore consumo di suolo in una realtà già fortemente urbanizzata.

Questi obbiettivi attraversano tutte le nostre proposte: sulla mobilità, sulla casa , sullo smaltimento dei rifiuti, così come scritto nel piano provinciale dei rifiuti approvato di recente, garantendo l’autosufficienza della provincia mettendo in campo ogni iniziativa
possibile per incentivare la raccolta differenziata e diminuire la produzione di rifiuti e, se necessari, con impianti tecnologicamente avanzati, poco inquinanti e capaci di produrre altre convenienze e sull’acqua su cui la provincia ha costruito un piano che, mantenendo pubblica la rete e la gestione di un bene tanto prezioso, ha definito un sistema tariffario
sostenibile per i cittadini e che consente anche quegli interventi sulle reti necessari per ottimizzare la distribuzione ed evitare gli sprechi.
Per noi resta prioritario l’impegno a promuovere un piano di riconversione energetica degli edifici pubblici a partire dalle scuole, e a supportare i comuni che hanno sottoscritto con la commissione europea il “patto dei sindaci” per intervenire per l’efficienza
energetica.
In questo quadro la salvaguardia del Parco Agricolo Sud Millano e dei suoi confini ed il mantenimento di una governance della provincia diventa sia l’elemento decisivo per realizzare, attorno e all’interno della città di Milano, quella cintura di aree verdi e agricole
che deve diventare un polmone vitale per tutta la Metropoli, ma anche un territorio in cui rilanciare e valorizzare produzioni agricole ed alimentari di qualità in un contesto di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale presente, dei navigli, delle opportunità
per il tempo libero a contatto con la natura. In questo quadro siamo contrari a realizzare nel Parco impianti di forte impatto ambientale come i termovalorizzatori. Vogliamo continuare a lavorare per i Piani di Cintura con l’obbiettivo di creare 5 grandi parchi con il
coinvolgimento dei comuni e delle associazioni del territorio a partire da quelle degli agricoltori. In questa direzione vanno le politiche di governo coordinate del territorio provinciale già realizzate o avviate (i parchi sovra comunali, il metro bosco, la grande cintura verde con l’obbiettivo di 3 milioni di alberi, i piani d’area, ecc.) e anche il ptcp
che l’ostruzionismo del centrodestra ci ha impedito di approvare e che ci impegniamo ad approvare così come è stato presentato.
L’EXPO: UN’OCCASIONE PER TUTTI I MILANESI
Molte delle cose che proponiamo possono trovare nell’expo del 2015 un volano positivo insostituibile: gli interventi sulle infrastrutture e sui trasporti, la valorizzazione dei temi legati al Parco Sud e all’alimentazione che è il tema che caratterizzerà la manifestazione,
la possibilità di valorizzare in quel contesto ogni capacità di innovare e di produrre Alta Tecnologia. Per questo abbiamo sostenuto in maniera decisiva la candidatura e oggi ci battiamo perché gli investimenti promessi ci siano e perché la potenzialità per l’oggi e per il futuro dell’evento non sia soffocata da pastoie burocratiche e scontri di potere.
Si è perso un anno per responsabilità del centrodestra, per le sue divisioni, le sue lentezze, una discussione più sugli assetti di potere che sulle cose da fare, che ha prodotto ritardi, sprechi e conflitti di interesse.
Oggi serve rilanciare progettazione, coinvolgimento ma anche intervenire, in accordo con i sindacati e con il sistema delle imprese per impedire le infiltrazioni della criminalità organizzata che sono un pericolo concretissimo e controllare i cantieri per garantire
sicurezza del lavoro e combattere il lavoro nero.

Il ruolo della Provincia deve essere decisivo nei prossimi anni per garantire il pieno coinvolgimento di tutti i comuni nella costruzione di una manifestazione che deve essere una opportunità per tutta l’area metropolitana, che deve guardare all’interesse di tutti i
cittadini e non solo di una parte dell’economia.
L’importanza dell’Expo non inizia e finisce con la manifestazione vera e propria. Deve esser un grande investimento sul futuro di quest’area, deve essere una occasione per fare l’interesse di tutti, deve lasciare realizzazioni, infrastrutture e opportunità economiche e
di lavoro anche per il dopo 2015.
AIUTARE LE FAMIGLIE E LE PERSONE: INTEGRAZIONE, SOSTEGNO E SVILUPPO SOCIALE
La Provincia deve continuare a sostenere, in collaborazione con i Comuni interventi rivolti ad estendere la rete dei servizi e delle opportunità per le famiglie, per esempio insistendo nel sostenere la costruzione di una rete di asili più diffusa ed efficiente, e per le persone in difficoltà. Ciò vale tanto più in una area metropolitana in cui sta aumentando la povertà
e in cui convivono etnie diverse.
L’ulteriore rafforzamento dei servizi per il lavoro che accanto alla formazione favoriscono l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro è, ancora più oggi, di fronte alla crisi un impegno trai principali per la Provincia.
Il sostegno garantito dalla Provincia alla rete di associazioni che ha consentito la presa in carico di persone in difficoltà e la costruzione di progetti di sostegno e di inserimento per i soggetti deboli, è stato in questi anni una delle cifre principali dell’ Amministrazione. Un impegno che vogliamo rinnovare nei prossimi anni. A partire dalle politiche di
integrazione fin dalla scuola e dallo sviluppo di una rete di servizi alla persona, soprattutto agli anziani, che sfrutti le nuove tecnologie e la banda larga investendo su telesoccorso, telecontrollo e telediagnosi.
LA SCUOLA NON È SOLO UN EDIFICIO
Occorre proseguire il piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, per ridurre i consumi energetici modificando gli impianti esistenti e per l’abbattimento delle barrierearchitettoniche.
Ma la nostra Provincia vuole contribuire a costruire iniziative sul terreno, decisivo per il futuro, della formazione. I tagli imposti dal governo richiedono, anche alla Provincia, la capacità di intervenire per garantire la tenuta del sistema formativo e l’accesso a tutti.
Il CISEM è stato in questi anni uno strumento importante per valorizzare la scuola pubblica e la formazione degli insegnanti e resta una priorità su cui investire.

ESTENDERE I DIRITTI
I cambiamenti demografici, con l’invecchiamento della popolazione e con la presenza di tanti immigrati che vivono e lavorano qui producendo ricchezza e rendendo multietnica e multiculturale la nostra realtà, l’evoluzione delle scelte di vita personali, e della stessa
composizione dei nuclei famigliari richiedono una riflessione che deve associare a nuove domande, nuove opportunità, doveri e diritti.
In questo senso va l’impegno profuso dalle provincia per ampliare i servizi che possano consentire alle donne di conciliare lavoro e famiglia, la propria piena realizzazione, una maggiore sicurezza e pari opportunità sul terreno dell’accesso alla politica.
In questo senso il tema dell’integrazione non può essere disgiunto, in una logica di cittadinanza che associa diritti e doveri, dalla possibilità per chi risiede qui da anni di poter partecipare alle scelte sul governo locale anche esercitando il diritto di voto alle
elezioni amministrative.
In questo senso ai giovani serve dare strumenti per affrontare il futuro, favorire l’espressione della propria creatività, liberare dai vincoli che rendono impermeabili mondi e professioni per chi è giovane, dare l’occasione a chi vuole farsi una vita propria di trovare casa a costi accessibili.
PROMUOVERE L’ EGUAGLIANZA TRA UOMO E DONNA
Ogni donna è fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese. Sostenere l’integrazione in ogni ambito, famiglia, lavoro, politica, ricerca è una tappa necessaria per la costruzione di una società più equa, più libera e più forte. Continueremo quindi a lavorare con cittadine e cittadini, amministratori e amministratrici, associazioni, università, sindacati e
organismi di parità. Rafforzeremo le strategie e le azioni intraprese in questi ultimi cinque anni per promuovere azioni positive, per programmare interventi di formazione, promuovere studi e ricerche.
Siamo impegnati a combattere la violenza alle donne attraverso il sostegno dei centri e delle associazioni antiviolenza, la raccolta e il monitoraggio dei dati sul fenomeno, la formazione degli operatori e la produzione di strumenti di sostegno.
LA CULTURA , PER UNA LEADERSHIP INTERNAZIONALE
Il segno di qualità che la Provincia ha dato in questi anni alla propria iniziativa culturale è il punto di riferimento che deve guidare anche le scelte future. Serve sostenere insieme la produzione culturale e la sua diffusione territoriale.
Casa delle Culture del Mondo, Spazio Oberdan, Museo della Fotografia e Museo del lavoro sono i nuovi luoghi della cultura che la Provincia ha saputo creare e che costituiscono un punto di partenza decisivo per il futuro. Accanto a ciò resta il tema di rafforzare le eccellenze di Milano (Scala, Triennale, Piccolo Teatro) e creare appuntamenti di qualità, come abbiamo fatto con la Festa del Teatro e la Milanesiana.
La Provincia insieme ai comuni è stato l’unico interlocutore per la rete diffusa di chi produce e promuove cultura con Metro cult, InContemporanea, l’Agenzia del cinema milanese. Vogliamo continuare a valorizzare la ricchezza dei nuovi creativi e l’innovazione artistica che Milano esprime e che spesso vive fuori dai circuiti ufficiali. In
un’area ricca di energie culturali come la nostra, le istituzioni debbono svolgere soprattutto un ruolo di regia, dare valore all’esistente e promuovere le esperienze capaci di stimolare la partecipazione attiva dei cittadini ai processi creativi e alla elaborazione di progetti culturali.
Rendere l’area milanese una metropoli vivace interessante, aperta, accogliente. Cioè davvero internazionale. Questa è la sfida che una buona politica per la cultura deve raccogliere. In vista dell’Expo 2015, e oltre.
GOVERNANCE
In questi anni la presidenza di Filippo Penati ha dato alla Provincia un ruolo inedito nella realtà metropolitana, ha avuto la capacità, al di là delle stesse competenze della Provincia, di intervenire sui problemi reali dell’oggi e del futuro, ottenendo risultati importanti anche grazie al coinvolgimento dei Comuni e alla scelta di collaborazione tra le Istituzioni guardando all’interesse generale.
Questa area metropolitana ha però bisogno di qualcosa di più. Di una istituzione capace di governare, e coi poteri per farlo, la dimensione complessa dei problemi che solo con politiche d’area possono essere risolti. Le possibilità future di sviluppo per Milano e la stessa possibilità di continuare a competere con le più importanti realtà europee si giocano proprio sulla volontà di creare una governance forte dei processi. Serve istituire la Città Metropolitana. Tra due anni c’è l’occasione di eleggere il nuovo governo metropolitano e avviare una nuova fase nella storia della nostra provincia: noi lavoreremo per questo con convinzione e determinazione.
Contemporaneamente lavoreremo per proseguire la ristrutturazione delle aziende pubbliche, precisandone i compiti, riducendone i costi, eliminando gli sprechi e diminuendo il numero degli amministratori. Rendendo sempre più trasparente il lavoro dell’Amministrazione utilizzando le nuove tecnologie per rendere conto ai cittadini del
nostro operato e favorirne il controllo e la partecipazione.


In allegato il Programma della Sinistra per la Provincia

 
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