aprile 2009
Luoghi comuni 2
Gli shoppers
Leggo sulla Repubblica del 25 febbraio 2009 un titolo che denuncia: “Contrordine: i sacchetti di plastica non inquinano”. La cosa mi incuriosisce perché corrisponde a quanto io avevo sempre pensato, ma l’articolo, in realtà, si limita a riferire delle diatribe tra chi non vuole e chi invece esige le borse di plastica per la spesa.
Ma permettetemi di render conto della mia convinzione.
Gli shoppers, mi dicono, ci mettono oltre mille anni a distruggersi completamente. Quindi, deduco, non emettono alcunché nell’ambiente. Perciò, almeno dal punto di vista chimico, si può dire che non inquinino. Sì, mi si obbietterà, ma si vedono in giro dappertutto e, in mare, uccidono anche i pesci. OK, allora si tratta per lo più di inquinamento ottico, no? Quando, durante una piacevole passeggiata, ci capita di pestare accidentalmente una cacca di cane, immediatamente ce la prendiamo col padrone del cane; non ci sogniamo neppure di intraprendere una campagna per lo sterminio di massa di tutti gli animali da compagnia: ragionevolmente, il nostro obiettivo è l’inciviltà dei padroni. Ma non sembriamo essere molto conseguenti con i sacchetti di plastica, perché in questo caso, addossiamo direttamente la colpa ai sacchetti in quanto tali. Sì, magari imprechiamo anche con chi li lascia in giro, ma siamo essenzialmente convinti che la soluzione possa essere solo l’eliminazione del sacchetto dal mercato. Non ho mai sentito richieste di sanzioni per chi abbandona i sacchetti in giro, come invece esistono, e pesanti, per chi non elimina la cacca del proprio cucciolo… ma già, i sacchetti non fanno tenerezza come i piccoli Labrador…
Ma lasciamo stare le nostre incongruenze e torniamo agli shoppers: io personalmente ne faccio uso, un buon uso, oserei affermare. Portata a casa la spesa, tengo i sacchetti da parte ed utilizzo quelli in migliori condizioni per riportarmeli al supermercato per gli acquisti successivi: gli altri li utilizzo per la “differenziata” (dovremo pur usare qualcosa per portare i rifiuti ai punti di raccolta? I sacchetti di carta si sfondano con i rifiuti umidi e comunque costano di più, anche in termini di emissioni durante la loro produzione).
Chi usa borse di tela, o comunque riutilizzabili, deve per forza comprare i sacchetti (di plastica) per la spazzatura: io no, uso quelli della spesa, che riesco ad utilizzare più volte. Perché comprare i sacchetti alla cassa è indice di scarsa attenzione ambientale, mentre comprarli sugli scaffali è considerato un comportamento virtuoso?
Gli shoppers sono in polietilene ad alta o bassa densità (HDPE o LDPE): oltre ad essere perfettamente riciclabili, producono anche più energia, se portati in inceneritori o compattati in ecoballe, di quanta ne producano i sacchetti di carta… comunque non mi preoccuperei troppo dell’efficienza energetica dei combustibili da rifiuti (CDR)… tanto ci sarebbero sempre i sacchetti comprati esclusivamente e solo per buttar via il pattume, la rumenta, les ordures, la basura, the rubbish… o comunque vogliate chiamare i residui dei nostri consumi.
E vale, ancora una volta, il discorso che, se non utilizzassimo il PE per i sacchetti, le bottiglie ed altro, dovremo probabilmente bruciare in torcia quantitativi più elevati di quel che resta del petrolio dopo la raffinazione per produrre carburante.
E, infine, permettetemi una considerazione sulla normativa. Abbiamo visto quali e quanti problemi producano, anche ai governi locali e nazionali, i rifiuti solidi urbani (vedi Napoli, per esempio). Quando compro un prodotto qualsiasi, a parità di qualità e costo, scelgo sempre quello con minor quantità di imballi. È fantascienza immaginarsi che un governo proponga un disegno di legge per limitare gli imballi dei prodotti di largo consumo? Quando vado alla Coop e compro una bistecca me la incartano in un foglio composito di carta impermeabilizzata (non riciclabile) e plastica (HDPE) che, se voglio riciclare debbo poi separare dalla carta (sempre che non sia troppo sporca). Quindi mettono il mio pacchetto in un sacchetto di plastica, che io successivamente riporrò in un altro sacchetto di plastica… perché? Un bagno schiuma è in un flacone di plastica, che è in una scatola di cartone, sigillato da un foglio di polietilene termo-retraibile… perché? Una confezione di uova può essere formata da un vassoietto termoformato in polistirolo, avvolto da una foglio di cartoncino patinato, imprigionato a sua volta nel solito termo-retraibile… perché? Qualcuno lo proibisca, per favore!
Stefano Ferioli