POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
settembre 2008
Agricoltura sostenibile come strumento per la lotta alla desertificazione
Ma cos’è l’agricoltura sostenibile?
Nel corso degli anni l’agricoltura è cambiata radicalmente grazie alle nuove tecnologie, alla
meccanizzazione, all’incremento dell’uso di additivi chimici, alla specializzazione e alle politiche
governative che hanno favorito la massimizzazione della produzione. Questi cambiamenti hanno generato
conseguenze negative quali il depauperamento dello strato arabile del suolo, la contaminazione delle acque
sotterranee e il collasso delle condizioni economiche e sociali delle comunità rurali.
L’agricoltura sostenibile è una pratica di produzione in grado di invertire queste tendenze negative in grado
di integrare tre obiettivi apparentemente inconciliabili: la salute dell’ambiente, il profitto economico e
l’equità socio-economica; è quindi l’abilità di un’azienda agricola di produrre cibo senza causare danni
irreversibili all’ecosistema in cui questo è prodotto. Il concetto ha due facce: una è relativa alla biofisica e
quindi agli effetti a lungo termine delle diverse tecniche agricole sulle proprietà del suolo e sui processi
essenziali per la produttività delle colture, l’altro aspetto invece è socio-economico e legato alla possibilità
per l’agricoltore di ottenere apprezzabili ricavi nel lungo periodo e gestire le risorse fondamentali come il
lavoro.
Le conseguenze sulla degradazione della terra dell’agricoltura insostenibile
L’agricoltura insostenibile ha un impatto forte e diretto perché impedisce al suolo di rigenerarsi
naturalmente, ossia di riprodurre ciclicamente i principali elementi nutritivi e le sostanze organiche necessari
per evitare il suo depauperamento come l’azoto, il fosforo, il calcio e il magnesio. Le principali cause
esacerbanti di questa tendenza naturale, derivano dalla decisione degli agricoltori di massimizzare la
produttività del suolo tramite: l’accorciamento dei cicli di coltivazione e la riduzione dei periodi di maggese,
la rotazione delle colture inadeguata o, ancor peggio, le monocolture e le agricolture intensive, il calpestio
del bestiame al pascolo, gli allevamenti e i pascoli intensivi con conseguente logorio sulla vegetazione, la
separazione tra allevamenti e agricoltura, con conseguente eliminazione della fonte primaria di fertilizzanti
naturali utili per la rigenerazione del suolo, la deforestazione e gli incendi boschivi, ecc.
Il cammino verso la lotta alla degradazione del suolo
L’agricoltura sostenibile rimane l’unico strumento per mantenere e ristabilire la fertilità del suolo usando
fertilizzanti adeguati o preparando compost più appropriati. Il compost è un preparato derivante dai rifiuti
vegetali: fertilizzanti organici, residui della potatura e rifiuti organici domestici. Persino alcune specie
invasive come il giacinto d’acqua, sebbene pericoloso se presente nei fiumi, può essere trasformato in
sostanza fertilizzante atta a fornire gli elementi nutritivi al suolo come il compost.
Anche il bestiame può essere sfruttato per arricchire il suolo, è infatti noto che lo sterco di animale è uno dei
migliori fertilizzanti naturali.
Dal punto di vista strettamente ambientale molti sforzi sono stati indirizzati verso una gestione sostenibile e
una protezione delle risorse naturali e genetiche, inclusa la conservazione della biodiversità nonché del
mantenimento e miglioramento della qualità del suolo, dell’aria e dell’acqua.
Dal punto di vista sociale le iniziative recenti si sono focalizzate in attività che, seguendo un approccio
partecipativo, hanno teso a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni rurali, diversificare le loro
opportunità economiche e di impiego e a migliorare la loro formazione e educazione ambientali.
Per contrastare la desertificazione e la degradazione della terra, la UNCCD cerca di fornire un quadro
universale di legittimità politica e di consulenza per le sue 193 parti contraenti.
Il Piano Strategico 2008-2018 della UNCCD darà maggior rilievo ad aspetti indispensabili per il suo
successo quali il rafforzamento delle capacità, la condivisione di migliori pratiche e di studi di caso, lo
sviluppo di partenariati e la sensibilizzazione di massa nonché gli approcci partecipativi atti a coinvolgere di
più le parti interessate a livello locale e gli agricoltori.
https://www.unccd.int/publicinfo/june17/2008/menu.php?newch=l3
UNCCD

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni