Il CESPI di Sesto San Giovanni, del cui comitato scientifico faccio parte, fa un appello a commento del clima che si sta creando nel nostro paese -e, purtroppo, continente: aggiungo io- attorno agli immigrati ed ai Rom e Sinti in particolare.
Mio nonno, membro della Costituente, ha contribuito alla stesura della nostra Carta fondamentale; mio zio, Giudice costituzionale, ha contribuito a difenderla e rafforzarla. Io non ne ho merito, naturalmente, ma sono orgoglioso di una simile eredità e non sopporto l'idea che la mia generazione sia quella che corre il rischio di farsene derubare.
Stanno iniziando dall'anello più debole, gli immigrati con cui, per lavoro, condivido gran parte del mio tempo di vita (due ore di mezzi pubblici, otto di lavoro al giorno): poi, come dice Brecht, passeranno a noi.
Sommessamente, ma fermamente, come Bartleby lo scrivano, io dico: preferirei di no...
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" Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perchè mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
Non possiamo stare zitti. Non possiamo essere indifferenti.
Contro ogni forma di razzismo e di xenofobia il CESPI è impegnato sul piano culturale ed educativo a promuovere conoscenza, incontro e convivenza tra donne, gli uomini e bambini provenienti dai diversi paesi del mondo. Oggi fanno parte della nostra società di cui tutti dobbiamo accettare le regole.
Diciamo con padre Zanotelli: " Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto sicurezza dove clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario (l'11% della popolazione mondiale consuma l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopr
Non possiamo dimenticare che proprio noi italianii siamo stati un popolo migrante, disprezzato, emarginato e criminalizzato in molte nazioni del mondo. Non possiamo tradire il cumulo di dolore e di sofferenza dei nostri nonni "maccaroni". Ma soprattutto non possiamo rinunciare ai principi fondamentali del vivere insieme, enunciati dalla Costituzione repubblicana e dalla Proclamazione universale dei diritti dell'uomo, carte nate dopo la seconda guerra mondiale con le quali, condannando le atrocità del fascismo e del razzismo, si intendeva aprire una nuova strada all'umanità intera.
Protestiamo con forza anche contro la nuova proposta del ministro dell'interno che prevede la schedatura dei bambini Rom. Riteniamo che non si possa immaginare niente di più vergognoso e incivile.
Centro Studi Problemi Internazionali.