POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
luglio 2008
GULLIVER A BORGOGROSSO II
(Terzo episodio)
- Caro Francesco, dici che la convenienza ha convinto tutti, ma è possibile che da sola …?
Sì, ho semplificato per non farla lunga, se me lo chiedi vado avanti, quando sei stufo fermami.
- Sono qui e non ho fretta.
E’ chiaro che un elemento da solo non può far cambiare un’intera società. Ci vuole un basamento culturale, sul quale costruire i comportamenti. Fu scelta una tecnica semplice, adatta al popolo che era diventato “gente”. Non ragionamenti ma parole chiave ripetute allo sfinimento. Certo, dovevano essere coerenti fra loro, nell’anti-Spock si parlava di regole da dare ai figli anche per rassicurarli, perciò “regole” è diventato un tormentone, ripetuto anche a sproposito, non importava. Non è vero che un bambino è un adulto piccolo, è il contrario, l’adulto è un bambino in un corpaccione imbarazzato, pieno di responsabilità alle quali non sa come sfuggire. O si affida ad un boss oppure segue delle regole. Bisognava aspettare che il boss facesse alcuni errori veramente grossi, come mettere le mani in tasca alla gente, danneggiarli in modo evidente, farli sentire delle nullità.
- Se si guarda la storia tutto questo non può essere sufficiente, ci vogliono delle occasioni esterne.
Bastava aspettare. Era il momento di tremendi aumenti del petrolio, quindi della benzina. La gente andava meno in auto, naturalmente prima i meno ricchi, i quasi poveri, quelli che hanno già impegnato il quinto dello stipendio, poi un mutuo per cambiare la cucina, perché quella vista in tv è più moderna, le amiche la invidieranno. Ad un ministro è sfuggito: “meno male, quei pezzenti non mi ingombreranno più la corsia di sorpasso con la Panda”. Era la pausa di una trasmissione serale. Il microfono era aperto, il giorno dopo lo sapevano tutti. Il boss ha detto che non era vero niente, che lui avrebbe abbassato il prezzo della benzina, che se no i soldi glieli dava lui.
- Ancora mi sembra che non basti.
Si è usata una nuova parola chiave, “disprezzo” invece di mancanza di rispetto. Non si poteva essere delicati, si dovevano usare parole più energiche. (Il boss ci disprezza.) ??? ? Quel ministro ci disprezza tutti. Chi mastica con la bocca aperta ti disprezza, quello col SUV che non si ferma quando sei sulle strisce ti disprezza. Un format televisivo “Il disprezzo”
- Ho capito, tecniche subdole di propaganda, non è una cosa nuova, ma che faceva tutto questo, l’opposizione?
Adesso viene il bello caro Gulliver, l’opposizione era ancora più vecchia della maggioranza, non capiva niente, parlava del nulla, cambiamo il segretario, la gente non ci ha capito. Perciò manfrine, dichiarazioni. Usavano un linguaggio molto corretto, del tipo “quest’azione del governo è una cesura nei rapporti con l’opposizione”.
La casalinga di Borgotasso ha capito “la Cesira”. Ha subito telefonato alla sua amica Cesira per dirle: han parlà de ti in televisiun.
L’opposizione sapeva controllare il partito, curare gli amici, i fedeli, quelli che hanno chiesto un favore, l’apparato insomma, magmatico, fatto da persone di modestia involontaria.
- E allora?
In un convegno c’erano tutti, i capicorrente, capibastone, sottopancia regolarmente eletti. I grandi nomi dei non eletti, persone ridotte ad andare in piazza a Borgogrosso, passare dietro all’intervistato di turno e fare ciao con la manina. Tutti lì a parlare, fare corridoi, accordi storici, prendere posizione su questo o su quello. C’è stato un tragico incidente.
- Ma che incidente?
Una fuga di gas nelle cantine, l’addetto alla sicurezza fa un giro, accende una luce, è venuto giù tutto. Sembrava il Libano.
- L’opposizione decapitata.
Pianti disperati, prima si è data la colpa al boss ma non stava in piedi, non aveva nessun bisogno di farli fuori avevano già fatto da soli. E’ scattata la ricerca di altri dirigenti.
- Non è facile, dove li avete trovati?
Prima le seconde linee dell’apparato, i segretari provinciali, gli assessorini, i quattro sindaci rimasti, si sono precipitati alla capitale, spintoni per entrare. Nessuno si è preoccupato: assemblee nel paese, persone diverse, altri. Quelli che avevano provato a far qualcosa ma, non essendo inseriti nel meccanismo dei favori ricevuti e resi, erano stati delicatamente espulsi. Persone con un lavoro normale, che conoscevano bene la società, problemi, meccanismi, dolori.
Sono andati alla sede, hanno detto: per favore uscite, fate la prima cosa della vostra vita per il bene del paese. Hanno abbassato la testa e sono usciti.
- Va bene, avevate degli eroi nascosti che sono spuntati al momento giusto. Il Demiurgo delle tragedie greche.
Sfotti pure Gulliver. A noi è andata bene, vedi il risultato, non è Utopia, abbiamo problemi ma quasi tutto sta nelle regole.
- Francesco, ci devo pensare, per ora vado a compilare il diario di bordo, dove trovo l’autobus?
Prendo la borsa e vengo con te, ho un impianto idraulico da finire a Borgotasso, dove hai la mongolfiera.
(Continua)
www.officinadellambiente.com
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Folco de Polzer

 
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