maggio 2008
Cinque passi avanti da formica e venti passi indietro da… rinoceronte
Quante volte ci è capitato di elogiare i Paesi stranieri e denigrare il nostro? In alcuni casi lo abbiamo fatto persino rivolti agli stranieri stessi che ci ascoltano con sguardi compiaciuti e perplessi. Eh già, si diranno: “Ma chi gli impedisce di migliorare, essendo loro poi che decidono?”. Poverini non sanno che qui non si decide un tubo, qualcuno glielo dovrà pur spiegare! Poi ci sono gli stranieri cattivi, l’ “orda di barbari”. Goti? Celti? Unni? Galli? Longobardi? Mah, di barbari ne abbiamo visti tanti nell’alto medioevo, prima o poi venivano a scornarsi (e qualche volta non era neppure una metafora) tutti con Roma. Che buffo popolo il nostro! Passiamo dall’esterofilia all’orgoglio nazionale senza soluzione di continuità: come ballerine ubriache. Per certi guizzi di genialità e di creatività siamo spesso stati vicini al concetto di civiltà: se non c’era Marconi volevo vedere come si arrivava al blackberry e alle mail che si mandano mentre qualcuno seduto di fronte sta parlando invano; e se non c’era Leonardo volevo vedere come faceva Duchamp a mettere i baffi a una signora. Ma, adesso come adesso, languiamo nelle retrovie della provincia che abbrutisce. Quante volte abbiamo sentito l’espressione “fuga di cervelli all’estero”? Devo dire che a me evoca un’immagine cinematografica del neorealismo in cui un pollo dalla testa mozzata è ancora in grado di fare qualche passettino di terrore e… l’orrore che suscita un simile ricordo mi si mescola agevolmente all’orrore di certe situazioni all’italiana, di certi famosi personaggi all’italiana, di certe dichiarazioni sparate lì per lì, proprio come se si avesse la testa mozzata. E poi quali sono di solito gli stranieri che non si meritano il titolo di “orda di barbari”? Dunque, se devo pensare ai volti ispirati di certi Italiani che pronunciano la loro lode allo straniero in gamba, quali sono le frasi che seguono? Beh, di solito si citano gli Svedesi e comunque gli Scandinavi in generale, i Tedeschi, gli Svizzeri (!) che hanno salari straordinari, sanno come far girare l’economia nei loro Paesi, godono di splendidi servizi sociali e, guarda caso, se non pagano le tasse vengono stangati senza neppure riuscire a dire: “Ja?”. Come può essere tutta questa ammirazione per gente moderna e onesta? Ma loro pagano le tasse senza tante storie, seguono le regole dell’educazione civica come se fosse la cosa più normale del mondo. Qui se si parla di tasse, anzi no: qui si parla di tasse (a partire da chi ci governa) come se fossero una piaga implacabile e la più grande aspirazione (a partire da chi ci governa) è tentare di trovare il modo più astuto per evaderle… Oh, il gesto sublime dell’evasione!!! Ancora non è ben chiaro il concetto che la gabella non è più diretta alle tasche del signorotto villanzone che esercitava il diritto dello ius primae noctis, ma che si dovrebbe tramutare nei famosi servizi sociali. Cari Scandinavi e Germanici che siete i maghi dello stato sociale, avete un sacco di idee su come far funzionare le cose per tutti, avete insegnato a tutti noi come si rispetta l’ambiente, come si tratta il patrimonio naturale, come si arriva ad uno sviluppo sostenibile, voi che siete stati i primi nel mondo occidentale a capire quanto la tutela dell’ambiente fosse un atteggiamento assolutamente fondamentale per il miglioramento della qualità della vita, a capire che eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende, porti a uno squilibrio per cui a farne le spese sarebbero innanzi tutto le nostre generazioni future. Sempre voi cari popoli del Nord avete fondato i movimenti verdi e avete speso generosamente le vostre energie per diffondere il messaggio di armonia tra evoluzione culturale e risorse naturali. Voi che continuate a diffondere questo benedetto messaggio anche a noi nipoti di Marconi e Leonardo e Francesco d’Assisi e Colombo e Dante e tutti gli altri nonni nostri che non sono così famosi. Già, perché continuate? Perché sperate di farcela? Ostinati! Dannatamente ostinati nell’insistere con l’educazione ambientale e il monitoraggio delle acque sotterranee e di superficie, dell’aria, del suolo, la diffusione dei marchi ambientali, le attività di promozione della ricerca e di diffusione delle innovazioni di tecnologie ecologicamente compatibili e tutto quanto avete in quelle teste bionde, che una volta indossavano con disinvoltura copricapo a cui erano applicate corna di animali da voi stessi cacciati (pare che non sia vero, però a noi piace immaginare così). Allora ex Vichinghi, Normanni, Celti, Galli, ecc, ne volete sapere una? Noi ex popolo di santi, poeti, navigatori ed eroi, ecc., sapete che cosa siamo in procinto di fare? Attenti eh Vichinghi, attenti, perché ne vale la pena: ABOLIREMO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE. Ecco! Ed è inutile che sbarrate i vostri occhioni azzurri. E tenetevi stretti gli elmi, che se vi cadono su un piede dalla parte delle corna…
Gloria De Pace