POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
aprile 2008
GULLIVER A BORGOTASSO
Il dr. Gulliver Jr., medico in pensione della Reale Marina Britannica, gira il mondo con la mongolfiera, copia di quella che il suo quadrisavolo aveva disegnato sul diario di viaggio.
Certo, qualche modernità l’aveva aggiunta, giacca a vento tecnologica in microfibra, gas compresso e bruciatore per l’aria calda, binocolo, altimetro con allarme di quota, GPS.
Un pomeriggio, dopo un pisolino, vede sotto di sé una lunga serie di colline, controlla il GPS, lo trova spento. Accidenti alle batterie. Le mette in carica, il pannello fotovoltaico serve anche a questo, basta avere pazienza. Sa che è pericoloso muoversi senza punti di riferimento e scende.
Vede un campo da calcio, posto perfetto, nessun contadino si lamenterà che gli schiaccia l’erba. Nessuno in giro, lancia l’arpione, scende, lega, assicura, si avvia all’uscita. L’abitazione del custode non c’é.
Pochissimo rumore, voci isolate dai campi, trattore al lavoro ma nessun rumore.
Va verso il centro del paese, campanile e torre medievale, vicine fra loro.
Trova il Municipio, porta aperta, un corridoio, cartello e freccia con “ACCOGLIENZA OSPITI”.
Seduta alla scrivania una donna, sguardo interrogativo ma gentile, affrancato dal sospetto.

Buongiorno, lei è quello della mongolfiera?
Sì l’ho ormeggiato nel campo di calcio, va bene?
Sì, certo. Capisco perché non mi hanno avvisato dal confine, lei è passato sopra di loro, in silenzio. Si fermerà a dormire?Cerca da dormire?
- Sì grazie, devo aspettare che si ricarichino le pile del GPS, c’è un albergo? Una stanza in casa di qualcuno, sarebbe meglio.
Ha ragione, costa meno.
- Non solo, ho modo di conoscere meglio la gente, poi devo scriverne.
Capisco. Per domani dobbiamo trovarle un altro posto, c’è il torneo di rugby dei “sei paesi”, Borgogatto contro Borgoratto.
Mi dà un documento, per favore?
La donna apre il passaporto: bel nome per un viaggiatore, nome d’arte naturalmente.
- No, è della mia famiglia almeno dal ‘600.
Non mi racconterà che quel Gulliver era suo parente?
- Certo, quadrisavolo.
La donna ride.
Guardi che era un’invenzione di Swift, non è mai esistito.
- Se ha letto Swift avrebbe potuto capire: doveva nascondere il vero viaggiatore, il dr. Gulliver. Il miglior nascondiglio è in piena vista. Swift nascose sé stesso dietro un drappiere per smascherare una truffa monetaria degli inglesi, ai danni degli irlandesi naturalmente.
Come vuole. L’accompagno dal Pedotti l’idraulico, ha una stanza per gli ospiti e sarà contento di parlare con lei, è un appassionato di Swift e Kraus. Anche lui scrive per il giornale di qui.
Mr. Gulliver, ha una carta di credito?
- Posso pagare anche in Euro, se vuole.
Non è per quello, è il controllo fiscale che avrebbe dovuto fare in dogana.
- Non capisco.
Con la Gran Bretagna abbiamo una convenzione per i servizi, dobbiamo sapere se lei è in regola col fisco e può accedere a tutti i servizi.
Sirena lontana, in pochi secondi passa un camion rosso, sembrano pompieri.
La donna molla la carta sulla scrivania ed esce in fretta.
Venga, devo andare a vedere cosa brucia.
- Mi scusi, come mai?
Sono quasi alla fine dei sei mesi di Giudice di Pace, ancora per pochi giorni devo verificare.
Corre, seguita da Gulliver Jr.. Mentre corre Gulliver Jr. chiede come mai aveva sentito solo la sirena e non il motore.
Motore elettrico.
- Anche i trattori?
Sì.

Raggiungono i pompieri, fermi davanti ad un pollaio che brucia. Quello che sembra il capo ha il cellulare incollato all’orecchio. Fa un cenno di assenso, chiude la comunicazione, grida: avanti spegnete!
I pompieri, manichette, pompe, spengono in fretta il piccolo incendio, prima che si estenda all’erba secca ed alle fascine. Arrotolano i tubi, caricano, ripartono.
A questo punto Gulliver non si trattiene più e chiede le ragioni dello strano comportamento del pompiere.

Stava facendo il controllo fiscale. Se il proprietario è in regola col fisco ha diritto all’intervento.
- E se fosse stato in arretrato?
I pompieri avrebbero controllato che il fuoco non si estendesse ai campi vicini ed avvisato il proprietario. Che avrebbe avuto la possibilità di spegnerlo da solo o saldare il debito ed ottenere l’intervento.
- E’ così solo per gli incendi? Se uno va in ospedale e non ha versato tutto?
Paga tutte le cure in anticipo, al pronto soccorso lascia una caparra.
- Se è assicurato?
Non ci sono assicurazioni malattia, lo Stato paga tutto, stanze singole a tutti, parenti in camera. I migliori medici, pagati bene. Non serve alcuna assicurazione.
- E per i furti?
Anche per i furti è uguale.
- Come funziona?
Il derubato telefona alla Guardia, sul monitor del centralino appare il codice fiscale, l’estratto catastale, l’auto, i suoi conti col fisco. L’operatore in servizio vede che ci sono problemi e chiede di schiacciare il tasto 1, se vuole l’intervento. Schiaccia e accende un’ipoteca sui propri beni. Dopo ha 24 ore per pagare il debito al fisco o pagare l’intervento della Guardia.
- Quanto costa un intervento per un furto in casa?
Il tempo impegnato di 3 Guardie, un centralinista, l’auto e la benzina, l’ammortamento della caserma, del sistema informatico, delle divise, la quota malattia e vacanze, assegni familiari, il Ministero centrale, quota pensione, quota sistema di sorveglianza generale, relazioni internazionali, corsi di aggiornamento: fra 2.500 e 4.000 €.
- Ma io mi assicurerei contro il furto, non chiamerei nessuno, il ladro scappa e non viene punito, l’assicurazione mi rimborsa.
Mr. Gulliver, è da molto che abbiamo messo a punto il sistema. Il liquidatore controlla se, il giorno del furto, lei era in regola col fisco, se non lo era, lui non può pagarle il danno.
- Scusi, io sono straniero: mi rubano il portafoglio in piazza, cosa succede.
Alla dogana avrebbe dovuto consegnare il suo codice fiscale, il computer controlla se viene da uno stato col quale abbiamo un trattato e se ha pagato tutto. Lei è britannico perciò va bene.
- Se arriva un russo?
Non abbiamo un trattato, potremmo chiedergli una caparra ma preferiamo tirare in lungo finché si stufa e torna indietro.
- Un italiano?
Il trattato c’è ma preferiamo chiedergli anche una caparra e restituirla all’uscita.
- Un italiano residente a Londra?
E’ successo una sola volta. E’ passato con una moto, numero 46, così veloce che abbiamo potuto fermarlo solo all’uscita. Ha pagato l’uso della strada e la tassa sull’inquinamento dell’aria. Per il rumore ha pagato tassa e multa, era proprio troppo.
- Sono stanco, disorientato, possiamo tornare, finire il controllo?
Rientrati, col passaporto e la carta di credito in mano, Gulliver Jr chiede:
- Mi può dire il suo nome?
- Ariel.
Folco De Polzer

 
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