POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
gennaio 2008
L’ESALTAZIONE DELL’ EFFIMERO
L’anno è finito e le luci non si sono ancora spente del tutto. A partire da novembre dello scorso anno, come tutti gli anni, sono comparse per le strade di Milano le luminarie. Milano si è accesa nelle sere e nelle notti invernali per ricordare a tutti che il Natale e il nuovo anno sarebbero stati viatico di felicità e di buon umore.
Ma il 2007 è stato diverso. Le luci non sono apparse solo sulle grandi vie dello shopping e sulle strade centrali della Città affollata di turisti e da cittadini in cerca di regali. In quelle vie cioè dove gli stessi commercianti chiedono e pagano di tasca loro le luci della ribalta che servono anche, e soprattutto, a vendere di più.
Tutta Milano è stata accesa. Anche le strade con solo negozi che vendono generi di prima necessità e le grosse vie di comunicazioni dove le automobili sfrecciano a velocità improbabile erano miracolosamente illuminate.
Quelle luci in eccesso, in zone prive di negozi e ricche di brutture, non avevano nessun motivo di esistere. Il Comune di Milano (ovvero i suoi abitanti) ha speso, per esplicita volontà esclusiva e rivendicata del suo Sindaco Moratti, un milione di euro: 5 volte di più dell’anno precedente! Un milione di euro in un periodo storico italiano ed europeo particolare dove non passa giorno senza che si senta dire che le famiglie non arrivano alla fine del mese o che le persone muoiono sul posto di lavoro per le precarie condizioni che sono costrette a sopportare.

Ma non è questo il punto. Tutti noi saremmo contenti di investire soldi per una città bella e vivace. Nessuno di noi (credo e spero) è invece contento di accendere le luci su alberi anneriti e soffocati dai gas di scarico come un triste sfavillio che abbaglia le brutture per nasconderle.

Sono state accese le luminarie dappertutto per manifestare agli abitanti ed ai visitatori che si sta realizzando il risanamento della città che sarà più bella, più allegra ed efficiente. E’ la politica dell’inganno, del liberismo senza limiti, che governa da troppo tempo Milano e che sta minando la nostra capacità critica. E’ la sfacciata volontà di vendere sogni. Come quel tale che tra la folla eccitata salta sul cofano di un auto e annuncia la nascita di un nuovo partito che non esiste. E’ un abbaglio, una luce artificiale su un albero morente.

Milano non è più un centro industriale, manifatturiero e culturale e poco per volta si sta sfaldando come testimoniano i cantieri perenni, le strade irrespirabili, le difficoltà a circolare per ciclisti e pedoni, il traffico ogni volta bloccato dalla pioggia, la gente incattivita e scortese, i servizi pubblici che non funzionano, le vie dei ricchi belle e sgargianti e le vie dei poveri sempre più povere, il razzismo dilagante, la politica fatta con la pancia per ottenere il consenso del popolo bue.

E la Moratti cosa fa? Ci mette sopra delle luci e ci dice che siamo tutti allegri e felici. Stiamo assistendo all’esaltazione dell’effimero, all’esposizione di illusioni che nascondono l’incapacità di realizzare progetti perché sbandierare con enormi manifesti la realizzazione di piste ciclabili, del verde urbano e di servizi sociali è più facile e forse anche sufficiente a farci credere che Milano sta cambiando e che presto sarà bella, ridente e funzionale.

Noi, almeno noi, non ci caschiamo.
Ma chi dovrà votare per Milano candidata all’EXPO 2015?
Michele Arcadipane

 
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