POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
ottobre 2007
A seguito delle denunce di Legambiente la Corte Europea condanna l'Italia per le opere realizzate durante i Mondiali di sci a Bormio
E' di oggi 20 settembre la notizia che la Corte Europea, a seguito di una denuncia presentata da Legambiente, ha condannato l'Italia per le opere realizzate in occasione dei Mondiali di Sci “Bormio 2005”. “La Repubblica Italiana - si legge nella sentenza - è venuta meno agli obblighi ad essa imposti dalla direttiva del Consiglio europeo relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica...” In particolare la Corte accusa l'Italia di non aver svolto un'adeguata valutazione ambientale delle opere che invece hanno avuto un significativo impatto sul Parco Nazionale dello Stelvio, inoltre di non aver attuato misure compensative che tutelassero il rispetto del territorio. “Purtroppo per il nostro Paese, si tratta di una sentenza dura ma giusta, che sanziona la grave spregiudicatezza con cui la Regione Lombardia ha pensato di fare carta straccia di tutte le norme di tutela dell'ambiente naturale nel più grande Parco Nazionale delle Alpi – dichiara Sergio Cannavò, coordinatore del Centro di Azione Giuridica di Legambiente -. La sentenza di oggi dimostra inoltre quanto fossero corrette le nostre segnalazioni, prima, e denunce dopo delle illegalità che, con la scusa di evento sportivo, si stavano perpetrando.

La denuncia di Legambiente venne inviata alla Commissione Europea nel 2003, subito dopo l'abbattimento del bosco di Santa Caterina Valfurva che avrebbe dovuto ospitare le competizioni femminili del Mondiale di Sci del 2005. Una devastazione realizzata senza tenere conto delle norme di tutela imposte dalla UE per i Siti naturalistici di Interesse Comunitario. Purtroppo questo non fu l'unico dei danni ambientali provocati al Parco Nazionale dello Stelvio: dopo il taglio del bosco venne eretto un gigantesco ponte di 50 metri, per i due terzi abusivo, costruito per collegare due piste da sci, sul quale pende ancora un ricorso al Consiglio di Stato. E ancora: una grossa fetta di montagna fu tagliata per realizzare dei parcheggi, ad oggi non ancora ultimati, che hanno devastato il torrente Frodolfo all'ingresso della frazione di Santa Caterina Valfurva. Infine le opere raggiunsero altissima quota con la realizzazione dell'albergo 'Sunny Valley', un vero e proprio ecomostro spacciato per rifugio, a 2800 metri di quota, su cui le indagini della Magistratura sono state misteriosamente ridimensionate a seguito del trasferimento degli agenti della Polizia Forestale che vi stavano lavorando e dai cui riscontri erano scaturiti i primi avvisi di garanzia per irregolarità e abusi edilizi. Nonostante i contorni opachi della vicenda “Mondiali di sci 2005”, Legambiente vuole trarre una lezione positiva dalla sentenza europea: “Quello di oggi è uno smacco internazionale che deve suonare come monito – conclude Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia -, i grandi eventi internazionali possono e devono essere occasioni preziose per programmare investimenti capaci di migliorare l'ambiente e i luoghi in cui si svolgono. Lo abbiamo chiesto, e non ottenuto, per i Mondiali in Valtellina. Questa sentenza è un motivo in più per essere convinti sostenitori di queste tesi: a cominciare dall'Expo 2015, la Lombardia deve assumere la sfida della sostenibilità ambientale dei grandi eventi come irrinunciabile elemento vincente, anche nella competizione per l'assegnazione della candidatura, ma in primo luogo come opportunità per le comunità locali”.
Legambiente

 
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