edizione numero
283
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
settembre 2007
La mia giornata antisprechi
Prendo spunto dall’articolo di Fulco Pratesi, pubblicato dal “Corriere della Sera” del 24 aprile 2007 per esprimere tutta la mia ammirazione al Presidente del WWF Italia.
Ammirazione per il suo coraggio di raccontare la sua giornata anti-sprechi ad una platea vastissima qual è quella del quotidiano milanese.
Un coraggio, devo ammetterlo, che a me manca ma che mi trova personalmente solidale.
Anche io mi sento impegnato in un’azione contro gli sprechi da diverso tempo.
Forse consapevole che “se non si comincia dal comportamento di ciascuno di noi, sarà difficile, con la siccità alle porte, garantire un uso sostenibile di questo sempre più prezioso liquido (l’acqua)”.
Se accanto a sostenibile affianchiamo “sviluppo” si ha lo sviluppo sostenibile, che nel 1987 la World Commission on environmental and development, nota come Commissione Brundland, lo definì come quello che “soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”.
Ma dopo vent’anni esatti siamo consapevoli di quello che sta accadendo?
Ma la responsabilità può essere imputata anche al singolo comportamento “scorretto” oppure si fa spallucce perché l’azione di un individuo non può venire considerata alla stregua di chi ha grandi responsabilità come uno Stato o una grande o media impresa?
Io sono fortemente convinto che anche il singolo può dare il suo concreto contributo, anche piccolo, e tanti piccoli contributi generano un grande sforzo.
Anche Paperon de’ Paperoni, lo zio di Paperino, ricordo che citava sempre che 1 cent. sommato ad altri cent, forma 1 dollaro e così via.
Un uso consapevole dell’acqua e dell’energia può sicuramente influire in un prossimo futuro.
Ora, per non essere da meno con il prestigioso amico del WWF Italia cito due esempi:
1) è sempre stato detto “meglio la doccia che il bagno”, sarà anche vero, ma io ho sempre espresso i miei dubbi in proposito e nell’articolo vi sono anche dei numeri eloquenti: doccia giornaliera (50 litri X 7gg = 350 litri) bagno settimanale (100 litri). Senza arrivare al caso suesposto si possono anche fare bagni a giorni alterni ed arrivare al consumo pari alla doccia settimanale. Ma quello che vorrei ora dire è: ma la doccia è veramente di 50 litri? Io faccio docce rapide e veloci, penso di consumare meno di 50 litri, ma mi è capitato di sentire di docce “lunghe”, addirittura nelle esposizioni di show-room del settore si vedono docce dotate di sedie, oppure piatti doccia ampissimi, per docce multiple non certo per ridurre i consumi dell’acqua…
D’altra parte anche i messaggi trasmessi alla televisione o al cinema, la doccia pare tutt’altra cosa che un luogo dove lavarsi, ma soprattutto un pensatoio per riflettere sulla giornata appena trascorsa.
Ripeto: una doccia consuma veramente 50 litri?
Poi possono essere adottati anche altri comportamenti quotidiani riguardanti la pulizia e igiene della persona come ad esempio lavarsi i denti utilizzando lo spazzolino inumidito col solo dentifricio e risciacquare solo alla fine e, per i maschietti, per farsi la barba è sufficiente colmare il lavandino d’acqua, chiudendolo col tappo, e poi lasciarla scorrere terminata la rasatura;
2) personalmente, per quanto riguarda il consumo di energia, quando termino il mio lavoro in ufficio, ed essendo quasi sempre uno degli ultimi ad uscire in quanto quasi sempre uno degli ultimi ad iniziare, faccio una ricognizione nelle altre stanze e noto, quasi sempre per disattenzione o per non curanza, PC accesi o spenti ma con i LED accesi, luci delle stanze vuote accese. Anche in questo caso, si può contribuire al risparmio energetico con un piccolo gesto che certo non risolverà il problema definitivamente ma che ci può rendere consapevoli e partecipi alla difesa dell’ambiente, così tanto bistrattato e non considerato fino a quando il danno ormai sarà irreversibile.
Bisognerà attendere lo scioglimento della calotta polare o l’estinzione di varie specie animali o vegetali per capire che si è intrapreso un vicolo cieco e bisogna immediatamente cambiare tendenza partendo dal singolo comportamento di ognuno di noi?
Federico Di Lucchio