edizione numero
283
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
giugno 2007
Cerco l’estate tutto l’anno
… E all’improvviso eccola qua… A parte quello che cantava Celentano, su “suggerimento” di Paolo Conte, anche quest’anno ci siamo: è previsto un caldo anomalo in giugno, a ondate, che potrebbero essere brevi… e letali? Per gli anziani, per esempio, che sono quelli meno tutelati dalla forza fisica innegabile dei più giovani e dalla forza finanziaria di uno stipendio, anche se ormai pure quello appare una chimera sbocconcellata dalle mille e più spese che “fioriscono” come erbacce nel nostro quotidiano. Però: non scherziamo! C’è gente ultraottantenne che sopravvive (e non sto scherzando) con ottocento euro al mese. Come fanno questi poveretti a installarsi un impianto di condizionamento nelle case? Come fanno ad uscire e farsi la spesa per mangiare ogni giorno, quando la temperatura si avvicina ai quaranta gradi? Quando i bastoni si conficcano in un asfalto reso morbido (sabbie mobili per Occidentali?) dal caldo eccessivo? Allora va bene: mi vado a vedere il sito del Ministero della Salute al link “Estate sicura: vincere il caldo”. Vedo che mi rimandano alle linee guida del Governo. Ma, navigando con il mio “macinino” (un PC bofonchiante che forse avverte il caldo come tutti, ma è anche vecchio e ansimante come gli anziani suddetti) mi accorgo che le linee guida sono ancora quelle del 2006 e se le salvo sul desktop non arrivo a nulla, perché non c’è un dannato programma che me le apra. Non nego di essere un’impedita dei mezzi informatici… prima di diventare hacker ed entrare nel sito della NASA, del Pentagono o della CIA ed avere un mio “perché” modificando programmi a favore di un’etica ormai perduta per i “poveri della Terra”… me ne mancano così di michette (per usare un’espressione popolare a me cara)! Allora che faccio? Leggo qua e là quello che riesco. Per esempio il call center 1500 “Emergenza caldo” attivato anche per il 2007 sui rischi delle ondate di calore. Il call center in questione funzionerà a partire dal 1° giugno fino al 31 agosto, dalle 8.00 alle 20.00, “operatori appositamente formati, insieme a personale medico, risponderanno ai quesiti degli utenti e offriranno informazioni su:
• consigli su come difendersi dal caldo
• indirizzi e numeri utili dei servizi socio-sanitari attivati sul territorio
• segnalazioni delle ondate di calore sulle 17 città [Milano è una di queste N.d.R.] monitorate dal Dipartimento della Protezione civile.
Il servizio, gratuito [e meno male! N.d.R.], si rivolge a tutti i cittadini e in modo particolare agli anziani e alle categorie a rischio.”
Quindi, alla fin fine, sono queste le misure essenziali approntate: tu telefoni e ti dicono che fare.
Bah, sarei anche tentata di provare, ma temo una performance poco efficace. Non so: mi verrebbe una voce tremolante emulando quella di un’ultraottantenne affannata dall’ipertensione? Nel dubbio lascio perdere, ma rifletto con le capacità di un’ultraquarantenne che è assolutamente al di fuori dai “massimi sistemi”.
Ricordo estati calde (o per meglio dire caldissime) in passato (facciamo gli anni Ottanta): di solito erano a Milano in luglio, perché ad agosto cominciavano i temporali (“temporale d’agosto rinfresca il bosco”), ricordo sì l’asfalto che si scioglieva sotto le scarpe e ognuno poteva dire di che marca fossero le “tennis” del passante precedente: Nike, Puma, Adidas. Ricordo che quasi nessuno aveva in casa un impianto di condizionamento (io non ce l’ho ancora adesso: uso le docce fresche prima di dormire e non mi svegliano neppure le cannonate fino alla sveglia!). C’era un caldo boia in luglio, perché la Pianura Padana, si sa, è la terra promessa per coloro che cercano un lavoro, ma è ben lontana dall’essere i Caraibi in quanto a brezze che scuotono le palme e invitano a un bagno ristoratore nell’azzurro di chiare, fresche e dolci acque… eh: non si può avere tutto! Ora l’impianto di condizionamento ce l’hanno quasi tutti e questo comporta (non per fare i moralisti, ma è così) un ulteriore surriscaldamento dell’aria intorno a noi che camminiamo per strada. Eh beh, se quando passo sui marciapiedi mi arrivano “zaffate” di aria ancora più calda di quella che già circola comunemente, so bene che la suddetta deriva dal ricambio generato dagli impianti di condizionamento degli appartamenti, dei negozi, dei bar, dei supermercati, dei ristoranti e di qualsiasi altro locale che ne faccia uso. Emergenza energia? Black out previsti per l’estate incombente? È un maledetto cane che si morde la coda: ho caldo e quindi accendo il condizionatore, se accendo il condizionatore non solo produco più calore all’esterno a discapito di chi non se lo può permettere, ma consumo più energia finché arrivo al black out e quindi non ce n’è più per nessuno!
Buon senso, sarebbe la formula.
Già: bella scoperta!
Gloria de Pace