POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
marzo 2007
Un pasto o un pieno?
Tra le diverse forme di concorrenza che la mondializzazione del mercato ha indotto, ve ne sono di nuove che è opportuno si conoscano e si capiscano: in questi ultimi anni abbiamo dovuto fare i conti, in particolare, con la cosiddetta feed-food competition. e la food-fuel competition.

Di che si tratta?

Nel primo caso, “feed-food competition”, si tratta della concorrenza tra i produttori di cibo per l’uomo e produttori di mangimi per gli animali da allevamento.

Nell’articolo pubblicato il mese scorso abbiamo ricordato come è la stessa Fao a denunciare i danni che l’attuale domanda mondiale di carne produce, oltre che alla salute, all’ambiente, sia per quanto riguarda la produzione di emissioni, ( che in termini di CO2 equivalente è superiore alle altre forme di gas serra prodotti), sia per quanto riguarda il cambiamento d’uso dei suoli (responsabile per oltre il 70% della deforestazione nell’America del sud per far luogo a pascoli).

Oltre a questi danni occorre ricordare l’incremento esponenziale di produzioni destinate alla alimentazione animale, soprattutto soia, in Uruguai, Brasile, Argentina, paesi che sono divenuti tra loro concorrenti consumando, ma per lo più esportando, mangime animale.

Da ciò i più volte ricordati danni conseguenti alla espansione di monoculture che vanno a sostituire quelle precedentemente destinate a foresta, invase poi da strade e mezzi di trasporto, ma anche a danno delle colture locali destinate, precedentemente alla alimentazione umana di sussistenza.

Sempre più diffuse sono inoltre le coltivazioni transgeniche che molti Stati stanno autorizzando per tenere alta e garantita quantitativamente la produzione.

Per non parlare dei danni sociali connessi allo sradicamento di contadini dal loro ambiente rurale per trasformarli in braccianti agricoli.

Semplificando si può perciò dire che per dare da mangiare agli animali destinati ad alimentare le popolazioni più ricche si impoveriscono quelle più povere.

“ Food-fuel competition” è invece la concorrenza tra produzioni agricole per l’alimentazione e quelle che opportunamente trattate sono destinate a diventare carburanti vegetali.

Di recente molte nazioni latino americane attratte dalla forte espansione della domanda di carburanti vegetali stanno rapidamente espandendo le produzioni di canna da zucchero, mais, palma da olio, soia finalizzate alla produzione di etanolo e biodisel.

Molte sono le politiche nazionali mirate ad incentivare e concedere sussidi agli imprenditori affinché riorientino le produzioni agricole, generalizzando monoculture intensive, provocando la cancellazione di ogni altra forma di vegetazione, l’impoverimento dei suoli, l’inquinamento delle falde.

Per noi europei la sostituzione di carburanti minerali con carburanti vegetali è tuttora visto come obiettivo positivo, da perseguire, ma ciò che sta avvenendo in America del sud richiede a tutti di valutare e considerare molto attentamente i pro e contro.

Anche in questo caso, come già si disse per il consumo di carne, la risposta va ricercata nel cambiamento di uno stile di vita e di consumo più che nel considerare immutabile la domanda di carburate e sostituirne semplicemente l’origine da non rinnovabile a rinnovabile.
Sergio Saladini

 
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