POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
marzo 2007
UN AMBIENTALISMO CONSAPEVOLE E PROPOSITIVO PER COSTRUIRE INSIEME UN PAESE MODERNO, EQUO, FUNZIONANTE E SOSTENIBILE
CONTRIBUTO DI SINISTRA ECOLOGISTA DI MILANO E LOMBARDIA AI CONGRESSI DS 2007
“Sinistra Ecologista è una associazione di cultura politica ecologista che intende rappresentare unitariamente e promuovere le sensibilità e le posizioni dell’ecologia politica di sinistra. Sinistra Ecologista si costituisce come associazione politica culturale, quale espressione autonoma di una delle culture politiche fondanti il Partito dei Democratici di Sinistra, aperta all’adesione di tutte le persone e ai gruppi sensibili e interessati all’affermazione delle idee e dei principi della sensibilità ambientale e sociale dello sviluppo. Sinistra Ecologista persegue un progetto di modernizzazione ecologica capace di cambiare la qualità dello sviluppo, di realizzare una riconversione ecologica dell’economia, correggendo i modelli di produzione e di consumo, via obbligata per una maggiore equità del mondo attuale, più solidarietà e maggiori possibilità di vita per le future generazioni. Tale progetto richiede movimenti e forze consistenti, sostenute da un’ampia partecipazione e da un vasto consenso.”
(Art. 1 dello Statuto dell’Associazione)

Sinistra Ecologista intende mantenere il suo profilo autonomo, aperto e di casa comune di tutte le donne e gli uomini di sinistra, attenti e sensibili alle tematiche ambientali, iscritti e non iscritti ai Democratici di Sinistra, e di luogo di confronto con i soggetti del volontariato e dell’associazionismo della nostra società. Questo non impedirà a ciascuno di noi, se iscritto ai Ds, di scegliere liberamente la propria collocazione congressuale e all’Associazione in modo unitario, di essere presente con i propri contenuti nel dibattito che in questa fase si svilupperà.

Milano, febbraio 2007

Il ventunesimo secolo pone l’Italia, l’Europa, e il mondo davanti ad una sfida di grande portata ed essenziale per il nostro futuro: coniugare qualità, produttività e sostenibilità.
Il diciannovesimo secolo ha visto la nascita di quel processo chiamato “rivoluzione industriale”: una grande trasformazione economica che da un sistema agricolo-artigianale-commerciale di dimensione prevalentemente locale ha portato ad un sistema industriale, caratterizzato dall'utilizzo di nuove fonti energetiche (come i combustibili fossili) e dalla diffusione della fabbrica come principale luogo nel quale concentrare i mezzi di produzione e il lavoro.
Nel ventesimo secolo, invece, abbiamo assistito allo sviluppo e all’estensione del processo di produzione industriale su scala globale, nonché il suo allargamento a tutti i settori della vita sociale: si parla, infatti, di “nuova rivoluzione industriale” legata al settore dei servizi e resa possibile dall’ introduzione e diffusione dell'informatica con le sue enormi capacità di globalizzazione dei processi.
In due secoli, quindi, siamo arrivati ad un valore del “prodotto globale” e a un grado di sfruttamento delle risorse ambientali ed umane di dimensioni centinaia di volte maggiori che in tutta la storia precedente del pianeta e dell’uomo. E’indubbio che da questo massiccio aumento della produttività sia scaturito un notevole miglioramento generalizzato delle nostre condizioni di vita.

Ma siamo ormai al limite.
Pensare di continuare ulteriormente ed esclusivamente sulla strada della quantità, inseguendo l’equazione “più prodotto = vita migliore” ci appare oggi quantomeno illusorio. Occorre, perciò, passare dall’epoca della quantità a quella della qualità, o, ancor meglio, alla fase del legame indissolubile ed ineliminabile tra quantità e qualità, nell’ottica di un utilizzo sostenibile delle risorse disponibili.
Questo legame, questa fusione, questo patto tra quantità e qualità, basato su principi di equità e di sostenibilità, è l’elemento fondante di Sinistra Ecologista come indicato nell’articolo 1 del suo statuto.

Che lo sviluppo sostenibile sia una strada obbligata è ormai evidente. L’intensità sempre più crescente e la gravità delle conseguenze del cambiamento climatico su scala planetaria è davanti agli occhi di tutti.
Assistiamo, infatti, ad un aumento sempre più marcato della temperatura media del pianeta generato non più da cause naturali, ma dalle attività dell’uomo.
Il Vertice di Nairobi di novembre 2006 sul clima mondiale (COP12), ha sottolineato la crescita esponenziale del riscaldamento terrestre e la gravità delle conseguenze ad esso connesse (siccità, inondazioni, innalzamento del livello del mare, scioglimento dei ghiacci, mutazione profonda delle correnti marine ed atmosferiche a scala globale etc.). Il “Rapporto Stern”, commissionato dal governo inglese e presentato lo scorso ottobre, ha evidenziato il pesante costo economico del cambiamento del clima: “(…)i costi complessivi dei cambiamenti climatici equivarranno ad una perdita minima del 5% del prodotto lordo globale annuo, ora e per sempre. Se si tengono in considerazione una più ampia classe di rischi e di impatti, il danno potrebbe salire al 20% del prodotto lordo e anche oltre (…)”.
La situazione italiana dal punto di vista climatico ed ambientale non è certo migliore: pur se il nostro clima non si può ancora definire tropicalizzato, è comunque vero che sono aumentate le estati eccezionalmente calde con temperature “tropicali”: 6 casi dal 1980 ad oggi di cui, però, 4 casi solo negli ultimi 10 anni. Negli ultimi 50 anni l’Italia è stata inoltre colpita da 6 grandi alluvioni autunnali: ’51 (Polesine), ’66(Firenze), ’93 (Liguria), ’94 (Piemonte), 2000 (Piemonte e Val d’Aosta), 2002 (Lombardia), ed anche in questo caso ben quattro di tali eventi sono accaduti negli ultimi 10 anni.
La condizione dell’ambiente in Lombardia e a Milano risulta, infine, particolarmente preoccupante: il Rapporto ARPA 2005 per la qualità dell’aria riporta superamenti dei limiti di legge di particolari inquinanti (ad es. PM10) per più di 150 giorni all’anno, e percentuali del numero di stazioni che rilevano detti superamenti pari al 100%! Questi dati ci dicono che è necessaria un’impostazione nuova del panorama produttivo ed ambientale lombardo e milanese, che imbocchi finalmente la strada della qualità di sistema, di infrastrutture di trasporto pubblico e privato che siano efficienti e compatibili con il territorio, di infrastrutture verdi come le cinture verdi metropolitane, le reti di mobilità “dolce”, la promozione della biodiversità e nuovi valori per il paesaggio urbano. Questo cambiamento non può più essere rimandato: la nostra economia si basa sempre di più sul “processo” piuttosto che sul “prodotto materiale”, e la possibilità di applicare a questi “prodotti” un alto tasso di valore aggiunto (obiettivo finale di ogni investimento economico) è tanto maggiore quanto più tali processi risultano esclusivi ed applicabili, ovvero di alta qualità e sostenibili ambientalmente. Il panorama produttivo milanese, lombardo ed italiano, e con esso la politica che nel cogliere questi aspetti risulta spesso e sorprendentemente in ritardo, può affrontare le sfide di questo secolo solo suggellando un “patto” strettissimo tra economia ed ambiente, chiave di volta per la sua e la nostra stessa sopravvivenza.

Sinistra Ecologista intende partecipare al Congresso DS 2007 con la coscienza e la consapevolezza che i contenuti e gli obiettivi presentati in questo documento costituiscono una piattaforma essenziale per lo sviluppo e il futuro di un paese e di un partito che desidera porsi come riferimento e guida alla costruzione di un sistema giusto, equo, funzionante e sostenibile.
Condividere questi contenuti vuol dire dare al nostro Congresso un’importante impronta di modernità e di sostenibilità, qualunque siano le posizioni politiche che il momento e il processo congressuale si troverà ad analizzare e a sintetizzare. Questa parola “qualunque” non va però equivocata. Il massimo rispetto per le posizioni e le sensibilità di ognuno di noi, sottende contemporaneamente la massima consapevolezza che il processo congressuale, sia nella sua analisi che nella sua sintesi, dovrà avere come elemento fondante l’ambientalismo. Un ambientalismo moderno, costruttivo, propositivo, aperto e ricettivo (ma non subordinato) ai fenomeni sempre più complessi e difficili con i quali la nostra società quotidianamente si confronta. Un ambientalismo capace di osservare, di ascoltare, di accogliere, di capire, di colloquiare con tutti i soggetti e gli attori della nostra società, ma nel contempo consapevolmente capace di proporre e di produrre, di concretizzare e di costruire, di sintetizzare e di progettare. Un ambientalismo che può, che vuole e che deve saper partecipare alla costruzione quotidiana del mondo in cui viviamo, ma consapevole che se non rispettiamo questo mondo non saremo mai capaci di rispettare nemmeno noi stessi.

SINISTRA ECOLOGISTA – MILANO E LOMBARDIA
Stefano Bertrando
Federico Di Lucchio
Ovidio Diamanti
Gianluca Guzzon
Ignazio Ravasi
Sergio Saladini
Emilio Vimercati
SINISTRA ECOLOGISTA – MILANO E LOMBARDIA

 
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