POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
luglio 2006
Amare l’Italia, amare i parchi
Le proposte per rilanciare il sistema delle aree protette e costruire la rete ecologica nazionale
LA TUTELA DEL PATRIMONIO NATURALE

La biodiversità rappresenta una delle maggiori ricchezze del nostro paese. Un patrimonio straordinario pari ad un terzo delle specie animali ed alla metà della flora presente nel vecchio continente. Il 20 per cento del territorio italiano è tutelato attraverso la presenza di Parchi, Riserve naturali, siti della Rete Natura 2000 (Siti di interesse comunitario, Zone di protezione speciale) oltre ad altri istituti faunistici, mentre nel 2,5 per cento dei nostri mari sono state istituite ventiquattro aree marine protette.

Tutelare la biodiversità è quindi un dovere morale e civile e rappresenta al tempo stesso anche un significativo investimento globale ed intergenerazionale. Alcune specie faunistiche importantissime per il loro ruolo ecologico, come l’orso marsicano, il lupo o la lontra sono infatti sottopose a crescenti pericoli di estinzione: la conservazione richiede, a partire dai parchi, la tutela unitaria dei loro habitat su gran parte del territorio nazionale, soprattutto del centro e sud Italia.

Dopo i disastri provocati dal governo di centrodestra, che ha teso a svuotare il ruolo di tutela e di valorizzazione dei parchi, occorre ora consolidare le aree protette e contemporaneamente riprendere la via del cambiamento e dell’innovazione avviata con la legge 394 del 1991 e con la legge 426 del 1998. E’ quindi necessario passare dalla semplice gestione dei singoli parchi alla costruzione del sistema nazionale delle aree protette, senza distinzioni gerarchiche tra aree nazionali e regionali, ed avviare, al tempo stesso, la costruzione della Rete Ecologica Nazionale attuando le Direttive Comunitarie su Habitat ed Uccelli.


NUOVA NORMATIVA PER LE AREE MARINE PROTETTE

In questi anni il governo di centrodestra, attraverso il ministero dell’ambiente, ha di fatto bloccato e burocratizzato il ruolo delle Aree Marine Protette. E’ necessario ridefinirne la funzione approvando una nuova normativa nazionale che, in sintonia con i principi della Legge 394 del 1991, preveda un ruolo primario da parte degli enti locali e la partecipazione degli operatori della piccola pesca.

I PARCHI COME VOLANO DI SVILUPPO LOCALE

La forza dei parchi consiste anche nella loro capacità di promuovere uno sviluppo locale sostenibile. Una crescita equilibrata che deve essere basata sul protagonismo della popolazione residente ed in particolare delle nuove generazioni. I giovani rappresentano infatti i soggetti sui quali fare leva per promuovere la ricerca scientifica applicata, la formazione professionale in campo ambientale e una nuova economia “dolce” capace di utilizzare razionalmente le risorse naturali valorizzandole ed incrementandole allo stesso tempo.


IL CONTRIBUTO DELLE ASSOCIAZIONI AGRICOLE

Sono oggi maturi i presupposti per una alleanza strategica tra il mondo rurale e la funzione delle aree protette, favorendo innanzitutto la presenza attiva degli agricoltori nella gestione dei parchi e riconoscendo maggiori diritti e il pieno coinvolgimento nelle scelte a chi vive e lavora nelle aree tutelate. Una soluzione condivisa per favorire e promuovere l’ampliamento territoriale dei parchi stessi o l’inserimento al loro interno di aree agricole che fino ad ora, per diffidenza, malintesi e pregiudizi immotivati, ne sono rimaste escluse.


PROMUOVERE IL TURISMO NATURALISTICO

I parchi possono apportare un contributo straordinario alla promozione dell’immagine complessiva del nostro paese soprattutto per quanto riguarda il turismo naturalistico. Le aree protette offrono infatti l’opportunità di riscoprire ampi territori ricchi di storia, di cultura, di prodotti tipici, di risorse naturali e di beni culturali oltre a rappresentare concretamente modelli di sviluppo socialmente ed ambientalmente sostenibili.


FINANZIARE LO SVILUPPO DEI PARCHI

Lo sviluppo, la crescita, la manutenzione delle aree protette fanno parte dei grandi progetti pubblici e come tali devono essere supportati da finanziamenti adeguati. I parchi salvaguardano infatti risorse naturali rare e preziose, come ad esempio l’acqua e l’aria pure o la biodiversità, di cui possono beneficiare anche le aree contigue. Occorre ora pensare anche a forme di finanziamento integrative come le donazioni, sia da parte delle Fondazioni bancarie che da parte dei privati valutando la possibilità di istituire una apposita Fondazione nazionale preposta alla raccolta ed alla distribuzione di questi fondi.




PER UNA NUOVA GOVERNCE INTEGRATA DELLE AREE PROTETTE

Per rilanciare e attualizzare la missione dei parchi è indispensabile accentuare la partecipazione e l’ampliamento delle funzioni delle comunità locali che devono essere maggiormente coinvolte nella gestione e nella programmazione. E’ indispensabile una nuova “governance” delle aree protette nazionali più aperta al contributo ed alla responsabilizzazione delle regioni, degli enti locali interessati e della associazioni ambientaliste, agricole e venatorie.
Serve quindi una nuova e reale cooperazione tra lo stato centrale, le regioni, il sistema delle autonomie locali e gli attori economici e sociali per aprire una nuova fase, più avanzata, della vita e della funzione delle nostre aree protette. Per questi motivi occorre definire strumenti e sedi permanenti di programmazione concertata per indirizzare le risorse necessarie alla tutela ed alla valorizzazione dei grandi sistemi naturali di cui fanno parte le aree protette: le Alpi, gli Appennini, le aree costiere, le piccole isole e il grande sistema fluviale della valle padana.


LA RETE ECOLOGICA NAZIONALE

Una nuova moderna “governance” del sistema nazionale delle aree protette deve essere finalizzata alla costruzione della Rete Ecologica Nazionale: una struttura innovativa che metta a sistema il complesso e diversificato patrimonio ambientale. La Rete richiede una rinnovata volontà politica che abbandoni tanto le logiche centralistiche quanto quelle di un esasperato autonomismo. Valutazioni parziali che hanno impedito fino ad ora di considerare in modo unitario e cooperativo il complesso delle tutele rendendo impossibile il superamento dei confini amministrativi e della concezione gerarchica dei rapporti tra i diversi livelli dello stato.


NUOVI STRUMENTI TECNICI E NUOVA FORMA GIURIDICA

Per realizzare questi mutamenti strutturali è fondamentale affinare e completare gli strumenti tecnici relativi allo stato del patrimonio naturale italiano, a cominciare dalla carta della natura, per basare e costruire le scelte e gli indirizzi programmatici futuri su rigorosi criteri scientifici.

L’indispensabile ed urgente rilancio dei parchi nazionali richiede inoltre una nuova forma giuridica; una riorganizzazione complessiva che superi la loro appartenenza al parastato e che ridefinisca, al tempo stesso, i criteri di nomina degli organi di gestione che devono basarsi su assoluti criteri di professionalità e di competenza.
Sinistra Ecologista

 
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