POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
maggio 2006
PASSAGGIO A NORD-EST
Lettera aperta ai presidenti di Camera e Senato per l’elezione del Presidente della Repubblica
“riceviamo e ben volentieri pubblichiamo”.



Le elezioni politiche appena concluse hanno confermato che il Paese non è ancora riuscito a superare la strada della democrazia imperfetta, per incamminarsi sulla via della democrazia dell’alternanza.

L’anomalia del bipolarismo italiano è stata estrinsecata dalla prassi seguita nella legislatura appena conclusa, dove l’azione della maggioranza di governo, nonostante fosse stata eletta con un sistema maggioritario uninominale, è stata caratterizzata da una continua logica proporzionale e di scambio ininterrotto tra i partiti che la componevano.

Anche la campagna elettorale per il rinnovo del parlamento non è stata diversa, presentando uno scontro con importanti connotati ideologici fortemente pervaso dalle esigenze di visibilità rese ancora più accese dall’applicazione della nuova legge proporzionale.

Il clima politico post elettorale non sembra favorire il cammino del Paese verso una compiuta democrazia dell’alternanza, ma si colora di un populismo irresponsabile con il fine principale della delegittimazione dello schieramento avversario.

Un primo passo nella direzione di una compiuta alternanza, può essere fatto, in occasione dei prossimi appuntamenti istituzionali, eleggendo un Presidente della Repubblica che sia espressione di uno spazio politico nuovo, non identificabile con uno dei due poli, ma espressione di un’area che faccia riferimento a tutti i riformismi.
Un tale candidato potrebbe essere Riccardo Illy, attuale Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ed espressione di quell’area riformista liberal-democratica, cattolico-democratica, social-democratica e ambientalista che supera i confini ideologici dell’Ulivo e della Casa delle Libertà.

I riformisti provenienti dalle diverse tradizioni politiche italiane, superando il senso di appartenenza all’uno o all’altro polo, potrebbero proporre al parlamento di eleggere alla più alta carica dello Stato, un leader che si è dimostrato affidabile, espressione del territorio e non dei vertici di partito, e dotato di una sua autonomia nei confronti dei partiti stessi.

In tal senso, Riccardo Illy potrebbe dare un contributo insostituibile nell’attuare il mandato presidenziale settennale con il fine di traghettare il sistema Italia dal bipolarismo imperfetto verso una democrazia compiuta.
Eneas Ebo

 
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