POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
marzo 2006
DESIDERARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Avete presente la pubblicità di qualche tempo fa del consorzio CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) dove una mamma canticchiando serenamente getta rifiuti nel box del figlio ricoprendolo?
E’ una pubblicità che inquieta e angoscia ma che allo stesso tempo non lascia un senso di impotenza e frustrazione in chi la guarda perché è evidente che quello scenario è legato alla semplicità di un gesto che potrebbe semplicemente non essere fatto. E’ un comportamento cioè su cui abbiamo completa capacità di intendere e volere.
Ma l’istinto di sopravvivenza della specie e l’amore che ci lega ai figli spesso non sono sufficienti a garantire un comportamento sostenibile, quello umano è un altruismo egoistico che vuole vedere anche nell’immediato il risultato (guadagno) delle sue azioni.

Occorre fare i conti con questa duplice natura umana e rendere lo sviluppo sostenibile socialmente desiderabile (Langer).

Il consorzio Comieco proprio a questo scopo vuole monitorare e andare incontro all’evoluzione della società dei consumi per poter programmare consapevolmente il futuro della raccolta differenziata.
A questo proposito in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università degli studi di Milano Bicocca ha svolto uno studio sui nuovi stili di vita della società che ha messo in evidenza la necessità di evoluzione che deve avvenire soprattutto dal punto di vista della logistica. Non solo sono da ripensare gli spazi domestici dedicati alla raccolta, purtroppo sempre più ridotti ma anche quelli semi-pubblici spesso mal sfruttati (spazi comuni condominiali) e pubblici che addirittura nella maggior parte dei casi non sono affatto organizzati (palestre, cinema, locali, aereoporti…).
Contemporaneamente si tratta non solo di incrementare la raccolta in termini di spazio ma anche di tempo. L’individuo deve poter raccogliere ovunque e sempre perché è sempre più mobile, non consuma solo dove vive ma sempre più in giro, per strada, fuori casa per il pranzo e non è più pensabile che sia lui a recarsi presso i punti di raccolta ma sono questi punti a doverlo seguire e a dover essere sempre presenti per incentivarlo alla raccolta.
Con questo scenario si rischia però di far passare che la buona riuscita della raccolta differenziata possa dipendere quasi esclusivamente dall’azione del cittadino. In realtà il sistema di raccolta è ben più complesso e funziona se e soltanto se anche gli altri due anelli funzionano. Il cittadino raccoglie, il comune organizza e gestisce la raccolta e gli impianti si occupano dello smaltimento o recupero. Mentre il primo e il secondo anello della catena se non funzionano si vede subito, il terzo anello non si vede ed è forse il più pericoloso.
E’ di questo elemento che l’informazione al cittadino deve arricchirsi, ovvero del dove vanno a finire i suoi sforzi, eliminando i luoghi comuni legati alla raccolta differenziata come “tanto non serve a niente” oppure “tanto finisce tutto nello stesso posto”. Occorre recuperare credibilità nel sistema.
E si sa che la fiducia si impiega una vita a conquistarla, un attimo a perderla, e chissà quanto a recuperarla.
Barbara Bonori

 
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