POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
novembre 2005
Islam e occidente: il sè e l'altro
Lo sguardo dell’Occidente verso l’Islam e dell’Islam verso l’Occidente è sempre stato determinato da un riflettersi reciproco di immagini e può essere ben definito dalla dialettica tra il Sé e l’Altro.
Da una parte l’Islam ha spesso visto nell’Occidente prima, nel Medio Evo, quel mondo cristiano nei cui confronti rivendicare la missione di Muhammad (Maometto) come sigillo della rivelazione e della profezia, e poi, in età moderna e contemporanea, quella formidabile potenza militare ed economica che lo ha asservito al colonialismo e ha cercato di strappargli la sua identità culturale.
D’altro canto, l’Occidente ha spesso visto nell’Islam quel contraltare nei cui confronti far precipitare il proprio bisogno di identificazione (per una stimolante analisi delle simmetrie tra i due interlocutori si veda E. Pace, Islam e Occidente, Edizioni Lavoro, Roma 1999).
E’ con le Crociate, per esempio, con la guerra santa contro l’Islam miscredente bandita dal papa Urbano II nel 1095, che l’Europa scopre di essere tale, e lo scopre proprio in alternativa all’Islam.
E’ naturale che questo rifrangersi di specchi ha portato ad opposizioni e contrasti, e la storia dei rapporti tra Islam e Occidente si è, a causa di un costante malinteso (come dice Franco Cardini, Europa e Islam. Storia di un malinteso, Laterza, Roma-Bari 2001), divaricata sul filo dei conflitti.
Ma la storia dei rapporti tra Islam e Occidente è anche la storia di un meticciato culturale – per usare una parola oggidì oggetto di un certo dispregio -, fecondo invece di scambi e di interazioni, sia sul piano scientifico, sia sul piano filosofico ed istituzionale.
L’Occidente ha dimenticato le sue radici islamiche che invece sono ancora presenti a partire dal linguaggio più comune e quotidiano. Parte non indifferente della terminologia commerciale e navale, per esempio, ha origini arabe: da magazzino ad ammiraglio, da carovana a fondaco.
L’espressione “scacco matto”, in sé incomprensibile per chi non sappia che gli scacchi sono di origine orientale, non è altro che l’italianizzazione di una frase persiana: shah mata, cioè “il re è morto”.
Non vale allora la pena di sapere come e dove l’Islam ha contribuito alla civiltà dell’Occidente in campi più importanti del gioco? E così comprendere che tra noi e l’Islam non ci sono solo divisioni, ma strette connessioni di civiltà?






Per chi è interessato ad approfondire l’argomento si consigliano, dello stesso autore:

Introduzione alla filosofia islamica, Laterza 2004
Il Corano e la sua interpretazione, Laterza 2004
Storia dell’Egitto contemporaneo, Il Mulino 2005
(a cura di) Dizionario dell’Islam, BUR 2005
Massimo Campanini

 
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