edizione numero
283
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
ottobre 2005
La sindrome di Kiribati
Leggendo l’editoriale di Sergio Saladini “La sindrome della rana bollita” del giugno 2005 (ovvero se prendete una rana e la mettete in una pentola d’acqua e sotto accendete un fuoco, questa non si accorgerà di quanto sta succedendo, ma dopo un po’ sarà bollita senza accorgersi) mi è venuta in mente la storia dell’arcipelago dell’Oceano Pacifico, in Polinesia, dell’arcipelago delle Kiribati, meglio conosciuta come “Sindrome di Kiribati”.
Questa storia, realmente accaduta, può essere assunta come metafora di quello che può accadere all’economia del mondo intero.
Cercherò, sinteticamente, di descrivere la vicenda: le isole Kiribati furono scoperte dagli spagnoli, ma furono le spedizioni inglesi a portare le isole sotto influenza dell’Impero Britannico che, non a caso, vennero chiamate Gilbert Islands dal nome del Comandante Gilbert.
Prima protettorato e nel 1915 colonia, gli inglesi scoprono che il sottosuolo dell’arcipelago era ricco di fosfati materia prima preziosa. L’economia di quello sperduto arcipelago si trasformò, d’incanto, in un’economia di mercato industriale. Le entrate crescevano rigogliose, ed una linea di navi solcava l’oceano per trasportare la materia prima alle industrie dell’Europa.
Per buona parte del XX secolo l’economia di Kiribati si è sviluppata in maniera così costante e sostenuta da assurgere a caso da manuale dell’economia classica. Ma i giacimenti minerari, prima o poi, si esauriscono.
I capitali si esauriscono anche presso la banca della natura, se tutti corrono a prelevare e nessuno si cura di ripristinare. Negli anni ’70 del XX secolo le isole si ritrovano improvvisamente senza più entrate. La florida economia crolla in modo repentino da assurgere, ancora una volta, a caso da manuale.
Il primo stadio della sindrome è di “non coscienza” di quello che è accaduto, ma la sindrome si evolve portando ad un altro stadio, di assoluta “ipercoscienza”.
Infatti, nelle isole, tutti si sono accorti che l’umanità intera sta dilapidando il capitale della Natura, la quale per eccessiva emissione di gas serra da parte dell’uomo, può portare ad un cambiamento generale del clima, con aumento della temperatura media e del livello medio dei mari.
A scomparire, stavolta, non sarebbe solo l’economia di Kiribati. Gli abitanti dell’arcipelago inviano in tutto il mondo i loro eco-diplomatici per avvisare il pianeta del rischio che sta attraversando.
Questa storia vuole dimostrare che l’esaurimento delle risorse a causa di uno sfruttamento cieco ed incontrollato a l’inquinamento degli ecosistemi locali e globali, non si limitano a peggiorare lo stato dell’ambiente e, quindi, a ledere il diritto, riconosciuto di noi tutti a vivere in un ambiente sano, ma hanno effetti diretti, visibili e notevoli sull’economia dell’uomo.
L’esaurimento delle risorse naturali e l’inquinamento ambientale devono essere considerati fattori che influenzano lo sviluppo economico.
A causa di questi fattori l’economia delle isole è collassata.
Le isole Gilbert ottennero l’indipendenza nel 1972 col nome di Kiribati.
Federico Di Lucchio