luglio 2005
MILANO: VERSO LA PRIMAVERA 2006... IN 'CANTIERE'
MILANO. Il 24 giugno scorso, presso la sala Alessi di Palazzo Marino, si è svolto il primo incontro de “il Cantiere per Milano”, sotto gli auspici dei gruppi consiliari dell’Unione di Milano. Hanno partecipato esponenti di tutte le forze politiche dell’Unione, associazioni, comitati e molti dei componenti del variegato mondo della sinistra milanese.
Al tavolo delle presidenza, tra gli altri, Marilena Adamo, consigliere e vice presidente del consiglio comunale, che ha moderato per gran parte della serata gli interventi con aplomb britannico.
L’assemblea cittadina, molto partecipata, ha dato il via al tentativo di costruire il programma partecipato del centro sinistra in vista delle elezioni comunali 2006.
Nell’appello, letto in apertura della serata, si è sottolineata la necessità di mettere in atto un’iniziativa quale quella del Cantiere al fine di cambiare la politica e l’amministrazione comunale di Milano attraverso un’alleanza vasta e plurale, che tenti di attuare delle azioni che si occupino di invertire il ciclo dello sviluppo rallentato, di qualità della vita, ambiente, welfare, cultura, casa mobilità, sicurezza, lavoro e formazione.
Il documento d’intenti, distribuito all’inizio della serata, contiene il nocciolo delle nuove politiche da sviluppare nel programma di governo per le prossime elezioni amministrative con il contributo di tutte le soggettività che parteciperanno al Cantiere. Si parla, tra gli argomenti trattati, anche di un modello di sviluppo capace di coniugare coesione sociale ed eccellenza, uso compatibile del territorio, salvaguardia del welfare, innovazione e crescita economica. Il tentativo è quello di fare diventare Milano la capitale dell’innovazione in tutti i campi. A tal fine non si potrà fare a meno, nell’ambito dell’area metropolitana, di occuparsi del diritto alla mobilità e di quello ad avere un ambiente sano.
Non vengono dimenticati, sotto il titolo della città pubblica, i trasporti, l’energia e l’acqua che costituiscono delle grandi risorse per i cittadini da utilizzare anche come fattore d’impulso significativo per l’economia locale. Altro elemento da valorizzare è la cultura per fare ritornare Milano ad essere un punto di riferimento tra le grandi città europee ed internazionali.
Nel dibattito che ha fatto seguito si è parlato di un po’ di tutto.
Primarie si, primarie no, candidato sindaco, programma, appello all’unità a tutte le forze della città per presentare un centro sinistra unito, ricordando che, durante le cinque giornate di Milano, i cittadini milanesi uniti affrontarono gli austriaci. Non poteva mancare un riferimento alla “teoria della dittatura elettiva” dell’attuale sindaco Alberini.
Da più parti sono stati richiamati temi della partecipazione, della democrazia, del rinnovo della classe dirigente e dell’esigenza di lavorare per fare diventare Milano la capitale della politica ma anche della morale.
Nel sintetizzare, quello che sembrerebbe importante, in vista del prossimo appuntamento elettorale, sarebbe il tentativo di ciascuno, attraverso l’impegno e la responsabilità personale, di attenuare l’ampiezza della delega politica lasciata agli amministratori e, per quanto difficile, un maggiore sforzo della società civile, cominciando dal basso, al fine di partecipare al ricambio della attuale classe dirigente.
Eneas Ebo