POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
giugno 2005
ELETTROSMOG E RADIO VATICANA
Il Tribunale di Roma, ha emesso il 9 maggio 2005, la sentenza di primo grado del processo contro Radio Vaticana per presunto inquinamento elettromagnetico. Più precisamente l’accusa è di “getto pericoloso di cose” in violazione dell’art. 674 del codice penale per il quale “è imputabile di tale reato chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altri uso, cose atte ad offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo atti a cagionare tali effetti”.

La sentenza dispone la condanna a dieci giorni di arresto, con sospensione della pena, del Direttore Generale di Radio Vaticana e del Presidente del Comitato di gestione della Radio, mentre assolve il vice Direttore tecnico. Gli imputati dovranno anche pagare un risarcimento danni alle parti civile costituite nel procedimento: Legambiente, Cittadinanzattiva, Comitati Roma-Nord e Codacons.

La vicenda ha origine nel 2001 quando l’attività del Centro Trasmittente di Radio Vaticana, sito a Santa Maria di Galeria a Nord di Roma, era stata oggetto di critiche per la pretesa mancata osservanza da parte della Radio delle nuove normative italiane sulle emissioni elettromagnetiche. Il caso sembrava risolto nell’estate del 2001 nell’ambito delle trattative tra Italia e Santa Sede in una apposita Commissione bilaterale. Ma, non ritenendosi soddisfatte, alcune associazioni ambientalistiche e persone residenti a Nord di Roma, promossero contro Radio Vaticana una causa penale, con l’accusa, in violazione dell’art. 674 del codice penale, di avere diffuso radiazioni elettromagnetiche atte ad offendere o molestare persone residenti nelle aree circostanti, arrecando alle stesse disagio, disturbo, fastidio e turbamento.

Il processo in una prima fase, si era concluso nel febbraio 2002, con la decisione di non doversi procedere per difetto di giurisdizione, ai sensi del Trattato Lateranense, poiché Radio Vaticana veniva riconosciuta come Ente Centrale della Chiesa Cattolica. Ciononostante, nell’aprile del 2003, la Corte di Cassazione rigettava la precedente interpretazione e rinviava la causa al Tribunale ordinario.

Nel corso della nuova causa, iniziata nell’ottobre 2003, la pubblica accusa evidenziava che negli anni 2001 e 2003 sarebbero stati sforati, nelle emissioni elettromagnetiche, i limiti precauzionali fissati dalla normativa italiana a tutela della persona umana, ed escutendo tutta una serie di testimonianze dibattimentali evidenziava l’esistenza di onde magnetiche in quantità tale da interferire con apparecchiature tecniche, la presenza di malesseri fisici e stati di ansia nei cittadini.
I pubblici ministeri, inoltre, nel corso della requisitoria avevano anche ricordato alcuni dei fenomeni segnalati nel corso delle indagini: citofoni dai quali si sentivano i programmi di Radio Vaticana, disturbi a telefoni, fax computer e vibrazioni di lampadari.

La procura di Roma, inoltre, ha anche aperto un altro fascicolo, basato sempre sul presupposto del presunto inquinamento elettromagnetico a Nord di Roma, dove, a seguito di alcune denunce, si ipotizza il reato di omicidio colposo a carico di sei indagati. Nel corso di questo procedimento, la procura ha anche ottenuto di fare eseguire una perizia per accertare se sia possibile stabilire un nesso di causalità tra l’emissione di onde elettromagnetiche e l’incremento di tumori e leucemie a Cesano e la Storta, aree dove si trovano oltre agli impianti di Radio Vaticana, anche un sito radar della Marina Militare. A questo proposito, è stato presentato al vaglio degli inquirenti un rapporto dell’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio secondo il quale il tasso di mortalità per leucemia infantile a Cesano era tre volte superiore rispetto ad altre zone della capitale.

A commento della sentenza in argomento, una nota del Coordinamento Comitati Roma-Nord, esprime conforto, sia pure non gioia nei confronti della condanna degli imputati, auspicando che si fermi l’inquinamento ambientale determinato da quel nemico invisibile che si chiama elettrosmog e che la tutela della salute dei cittadini prevalga sulle lobby economiche, sugli interessi politici e sugli equilibrismi omertosi degli Enti Locali.
Eneas Ebo

 
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