POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
giugno 2005
UN FUTURO DA COSTRUIRE
Tutela dei rapporti tra cittadini
Sembra proprio che, in assenza di riferimenti normativi con conseguenti implicazioni legali, i nostri sistemi siano sordi alle istanze vere dei cittadini. L'esempio dell'inquinamento ne è un'ulteriore drammatica conferma; solo da quest'anno, dopo l'entrata in vigore della direttiva europea sembra che sia diventato pericoloso per la salute. La legalità, in molte realtà, e a Milano in modo particolare, è il riferimento ultimo di ogni politica, con i risultati che vediamo, e cioè, nel caso specifico dell'inquinamento, di paurosi ritardi di presa di coscienza, oltre che di interventi. È possibile invertire questa tendenza invocando un ritorno alla lealtà, elemento determinante per il benessere delle collettività? Per rispondere è innanzitutto utile chiedersi se qualcuno dei nostri amministratori abbia una visione su come sarà la grande Milano tra 20, 30 o 50 anni. Visionario è oggi un termine che ha assunto un'accezione negativa, ma la visione dovrebbe essere la caratteristica di ogni programma politico, ridotto ormai ad avere come obiettivo solo una buona gestione ordinaria, come se il pensiero di un futuro lontano fosse contrario all'interesse pubblico. Ma è colpa dei nostri amministratori o è la logica della grande città che è ormai fuori controllo e ingovernabile? Un esempio ci aiuta: molti di noi, nelle passeggiate in campagna o nei sentieri di montagna, salutano amichevolmente tutti coloro che incrociano lungo il cammino. Quando si torna a Milano, le stesse persone diventano ostacoli, nel traffico, in coda negli uffici, e, da piacevoli incontri, diventano antipatici fastidi. Quali sono le ragioni di questa trasformazione? Siamo noi schizofrenici, oppure le grandi città come Milano trasformano i rapporti umani in fastidi da ridurre il più possibile? Una delle chiavi di lettura di questo diverso modo di concepire il prossimo è probabilmente proprio da ricondurre alla sempre maggiore regolamentazione della vita urbana, dove la lealtà tra le persone ha lasciato ormai il posto alla legalità anche in ogni aspetto della quotidianità. Come è possibile conciliare la fiducia con la grande città, complessa, articolata e soprattutto ipercompetitiva? La tolleranza zero, il rispetto della legalità e in generale il rispetto delle regole rappresentano aspetti importanti del vivere comune, ma oggi più che mai affrontare ogni problema singolarmente, senza una visione complessiva rischia di essere inutile, perseguendo esclusivamente quella logica dell'efficientismo, che, presa rigidamente, contribuisce a degenerare ulteriormente i rapporti umani. Chiediamo a chi ci governa, e non solo a loro, di immaginare il futuro, altrimenti il tramonto rischia di trasformarsi velocemente in buio profondo.
Francesco Bertolini

 
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