edizione numero
283
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
giugno 2005
TRAFORO DEL GRAN SASSO, LABORATORI DI FISICA NUCLEARE E SICUREZZA: BISOGNA SCOPRIRE LE CARTE E I PROGETTI
Oggi durante una conferenza stampa gli esponenti del Comitato per la Tutela delle Acque del Gran Sasso d’Italia, del WWF e dell’Abruzzo Social Forum hanno espresso una cauta soddisfazione per il trasferimento dei fondi originariamente destinati al Terzo Traforo del Gran Sasso ma contemporaneamente hanno sollevato forti dubbi sull’operato del Commissario Straordinario per l’Emergenza Gran Sasso Balducci che ora si trova a gestire i fondi e sulla mancanza di coinvolgimento della società civile nelle scelte che riguardano gli esperimenti condotti all’interno dei laboratori che tuttora utilizzano migliaia di sostanze pericolose all’interno della montagna.
Il commissario si trova ormai a gestire non solo amplissimi poteri ma anche enormi risorse finanziarie pari a circa 60 milioni di euro. Finora l’operato del Commissario è stato caratterizzato da una completa assenza di trasparenza nei confronti della società civile che pure è stata parte fondamentale prima e durante l’emergenza nell’individuare responsabilità, problemi e possibili soluzioni. Il Commissario si è finora sottratto a qualsiasi tipo di confronto pubblico e non ha dato la necessaria pubblicità a tutti gli atti e le opere finora approvati. Le opere di messa in sicurezza interessano aree estremamente delicate da un punto di vista idrogeologico che assicurano l’acqua potabile a centinaia di migliaia di persone e che determinano la ricchezza naturalistica del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Dichiara Corrado Di Sante, dell’Abruzzo Social Forum “Gli interventi nel sistema Gran Sasso potenzialmente possono avere effetti su ben 4 province (Teramo, Ascoli Piceno, Pescara e L’Aquila). Non è possibile che sulle scelte che riguardano il futuro della montagna più importante dell’Appennino non ci sia chiarezza e coinvolgimento della popolazione. Popolazione che per prima, nel silenzio colpevole e nell’inerzia di tante istituzioni, ha portato avanti con dignità una lotta che ha fatto emergere tutti i problemi connessi alla presenza del laboratorio di fisica nucleare. Per questo le tre organizzazioni chiedono a gran voce di essere coinvolte nei processi decisionali gestiti dal Commissario al fine di poter portare serenamente il proprio contributo di conoscenze che spesso superano quelle degli stessi enti pubblici coinvolti”.
Dichiara Dante Caserta “Oltre alle richieste avanzate nei confronti del Commissario voglio ricordare che non è stato dato seguito alla richiesta proveniente dalla società civile di istituire un tavolo di confronto tecnico-scientifico sugli esperimenti in corso e in programma nei Laboratori del Gran Sasso. Infatti sottolineiamo che tuttora sono in corso nei Laboratori due esperimenti che coinvolgono l’uso di circa 900 tonnellate di acqua ragia minerale (esperimento LVD) e di 1300 tonnellate di 1,2,4 trimetil-benzene (esperimento Borexino). Ricordiamo che vi è stato un processo che ha sancito le responsabilità degli allora responsabili dei Laboratori del Gran Sasso e di alcuni ricercatori per aver scaricato proprio l’1,2,4 trimetil benzene nelle acque di un Parco Nazionale. La storia dei Laboratori è tale che appare evidente la logicità della nostra richiesta di partecipare alla valutazione del grado di compatibilità di alcuni esperimenti al di là dei lavori di messa in sicurezza. E’ compatibile con l’ambiente la presenza di migliaia di tonnellate di sostanze pericolose poste a pochi metri da uno degli acquiferi più importanti d’Italia all’interno di una montagna carsica? Esiste la sicurezza assoluta, cosa che non crediamo possibile raggiungere, o gli abruzzesi si trovano a dover accettare un pur minimo rischio? E in questo caso, non hanno il diritto a decidere assieme alle istituzioni e ai laboratori che livello di rischio può essere definito accettabile visto che in caso di incidente grave è il loro territorio e la loro salute ad essere messi in pericolo?”
Dichiara Piero Angelini del Comitato per la Tutela delle Acque del Gran Sasso d’Italia “E’ importante mettere mano non solo all’aspetto economico ma anche smantellare quell’architettura legislativa che poneva il terzo traforo e l’ampliamento dei laboratori tra le opere strategiche per l’Italia. Per questo devono essere cancellate: la legge n.366 del 1990 che prospettava lo scavo di altre due camere dei laboratori e del terzo tunnel del Gran Sasso, la parte della legge obiettivo che include il Terzo Traforo tra le opere strategiche e l’accordo Stato-Regione Abruzzo che riprende le previsioni della Legge Obiettivo”.
INFO:
Dante Caserta, 3358155085, Corrado Di Sante, 3403701978, Piero Angelini, 3687210415
WWF