POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
maggio 2005
LA PERICOLOSA ASSUEFAZIONE AI TROPPI LUOGHI COMUNI
Tutto diventa normale, con il passar del tempo, anche il brutto che sostituisce il bello,in una triste contabilità del quotidiano; è l’assuefazione di un cambiamento che coincide quasi sempre con un peggioramento, e che incredibilmente ci viene, il più delle volte, presentato come occasione di sviluppo e di crescita.
E’ l’assuefazione ai luoghi comuni, alla politiche incentrate esclusivamente sulla ricerca e l’innovazione tecnologica, ormai gli unici concetti che uniscono ogni forza politica; ma quando tutti dicono le stesse cose, attenzione, l’assuefazione dilaga, e il pensiero regredisce.
Investimenti in ricerca e innovazione sono queste le parole magiche di ogni discussione sul futuro.
Tecnologia, tecnologia, tecnologia. Tecnologia per risolvere l’inquinamento, tecnologia per comunicare, tecnologia per avere un campo di campo di calcio
Non siamo più in grado di gestire un prato; dobbiamo, in questa città capitale della ricerca e dell’innovazione, acquistare l’erba finta per poter giocare nella “Scala” del calcio. Mai come in questo periodo tale abbinamento sembra più appropriato a proposito della capacità manageriale di Milano. Sembra un aspetto marginale, ma è rappresentativo della direzione presa, in cui la ricerca e l’innovazione possono sostituire qualunque bene che dovrebbe essere condiviso da tutti, dall’acqua ormai destinata a una privatizzazione spinta fino,in un futuro forse non così lontano, all’aria, quando qualcuno presenterà i risultati di una nuova ricerca in cui, con fanfare e gonfaloni, sarà annunciata l’aria artificiale, pulita, senza batteri, senza zanzare, sempre con temperatura e umidità ideale.
Si vuole trasferire alla natura la logica aziendale della qualità totale, dove niente è fuori controllo, tutto è proceduralizzato in modo da non ostacolare lo “sviluppo”: La crescita del traffico ci ha perfino fatto cambiare il concetto di tempo e spazio; non ha più senso oggi misurare la distanza tra due località, specialmente in un’are metropolitana come quella di Milano, in distanza fisica, ma è ormai divenuta consuetudine definire la distanza in tempo necessario a percorrerla.
In questi giorni è uscito anche in Italia un volume che in Francia è diventato un caso letterario;si intitola “Bonjour Parasse” e illustra i mille modi di sopravvivere in azienda, tra perdite di tempo infinite in riunioni in cui si discute del nulla, tra rapporti gerarchici tipici della vita militare conditi con regole sull’etica e sulla responsabilità sociale dell’impresa stessa. Una delle famose ricerche americane sostiene che in azienda si passa il 33% del tempo a legittimare il proprio ruolo, il 33% a difendersi dalla competizione interna e solo il 33% a lavorare.
Forse tali percentuali sono anche troppo ottimistiche; ma a Milano si deve stare il ufficio 14 ore, magari passandone molte lamentandosi del troppo lavoro al telefono. La pigrizia come strategia di sopravvivenza è l’ipotesi di fondo del libro francese. Sopravvivenza non solo sul posto di lavoro; diamo tempo all’erba di San Siro di crescere.

Per gentile concessione dell’autore , articolo pubblicato l’1/04/05 sul Corriere della sera
Francesco Bertolini

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni