giugno 2021
RICORDIAMOCI: L’UMARELL
RICORDIAMOCI
L’UMARELL
A Milano, dicesi “umarell” quel tipo di pensionato, che esce di casa a guardare i lavori. Meglio gli scavi stradali perché può guardare in basso, l’artrosi si sa...
Lui è esperto, faceva tutto, e la sua frase preferita è: “se fa mja insci” che si traduce “non si fa così”. Il dialetto milanese non è per tutti, quindi tradurrò liberamente il suo dialogo apparente. Se risponde a chi gli chiede cosa fa “sum a drè a insegnag a lavurà” tradotto letteralmente sarebbe “sono a dietro a insegnarci a lavorare” ma tradurrò “sto insegnando loro a lavorare”.

L’umarell: ma guarda qua Giovanni, non sanno neanche come si mette la terra, adesso viene giù tutta e devono ricominciare ma quello lì che sta a guardare e non fa un casso perché non glielo dice si vede che non ha proprio voglia di lavorare sarà raccomandato da qualcuno so che c’è una dirigente ai lavori pubblici mi sa che ci va a letto come quel ministro della pubblica istruzione della lega che andando a letto con una provveditrice a Varese ha fatto carriera, da insegnante di ginnastica a ministro come gli avessero messo un missile nel culo e adesso se la tira facendosi chiamare eccellenza certo che non è che prima si stava meglio coi ministri e deputati qualcuno era laureato ma facevano cazzate lo stesso basta vedere i progetti quelli che dovrebbero guardare il futuro non interrompermi Giovanni lo so che tu sei ancora un democristo ma se prima non sapevi perché eri l’ultimo pirla del tuo partito adesso lo sanno tutti ed il peggio non era neanche quello che rubavano per casa fieno in cascina si diceva ma perché hanno fatto il debito più grande del mondo per portare a casa i voti le industrie fasulle che venivano costruite e chiudevano dopo un mese otto bidelli per una scuola venticinque impiegati amministrativi dove ne bastava uno esattamente come i sovietici che negli alberghi per gli occidentali ci mettevano una scrivania con una donna per ogni piano e non erano le russe strafighe che sono arrivate dopo ma contadine rovinate da 5 figli il fazzoletto in testa che facevano i turni e ti dicevano dove sono le scale sono arrivati che i ministeri non avevano i soldi per pagare gli impiegati e i dirigenti davano dei fogli di debito lo stato deve mille rubli che quelli li portavano dal panettiere che pagavano allo stato la farina con i pagherò dello stato noi qui invece stavamo per dichiarare bancarotta tutti ma i creditori si sono fidati di Ciampi vedi che i finanzieri non sono tutti stronzi qualcuno si salva e ci hanno dato altri soldi ma io parlavo dei progetti chi casso ha dei progetti adesso quale stato intendo la vista corta ecco massimo 5 anni gli americani 4 noi di meno perché in parlamento fanno cagare sotto i deputati dicendo andiamo alle elezioni dopo 2 anni che poi non prendono l’indennità e la pensione diventa un casso questi furbi qui adesso hanno anche ridotto tutto e adesso sono lì con le chiappe in mano a piangere perché tra poco tornano a casa e neppure il portinaio li chiamerà onorevole che questa è il motivo principale per fare il parlamentare tanto decidono 4 pirla della direzione del partito movimento e così via che sono l’ da anni se guardi dentro vedi che un La Russa c’era negli anni ’80 la Pollastrini e D’Alema uguale Letta sembra giovane ma è lì da 30 anni Berlusconi corrompeva i socialisti negli anni 80 ma non dire che è colpa loro caro Giovanni la colpa l’è nostra.
Folco de Polzer

 
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