giugno 2021
IL SAMBUCO
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In questa stagione passeggiando per la campagna si possono vedere dei grandi arbusti con delle infiorescenze bianche ad ombrello, sembrano dei pizzi appoggiati sulle foglie. E’ il sambuco.

La pianta di sambuco (Sambucus) è un grande arbusto in genere alto fino a 4-5 m, ha una chioma espansa ed è originario degli Stati Uniti e dell’Europa. Oggi il sambuco nero ha una ampia distribuzione geografica, che va dall’Europa (fino al Caucaso) e al Nordamerica.

Lo si può trovare comunemente lungo le siepi campestri, lungo i canali e corsi d’acqua, nei boschi planiziari e submontani e presso i casolari di campagna, nonché alla periferia delle città, dove rappresenta un relitto della vegetazione spontanea. E’ un cespuglio con molti fusti che partono dal terreno.

Vive soprattutto nei luoghi con terreno ricco di umidità e di sostanza organica per questo lo troviamo spesso tra le siepi, i fossi, i boschi ombrosi vicino ai torrenti, e addirittura lo si può trovare come intruso in ordinati parchi pubblici. L’unica cosa che queste piante non tollerano è, però, la siccità. Sopporta una temperatura che varia da –20 a +45°C.

Vivono bene sia al caldo come al freddo, ma non amano i venti salmastri: sono infatti inadatti alle zone costiere.

Ha rami grossi dalla corteccia grigia con un andamento arcuato e ricadente. La sezione dei rami del tronco è caratteristica perché presenta il midollo centrale bianco, leggerissimo, compatto, soffice ed elastico; tanto che anticamente veniva anche usato dai bambini che intagliando i rami e svuotandone il midollo usavano il pezzo di ramo ottenuto come cerbottana per lanciare palline di stoffa o spruzzare acqua.
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I fiori sono di piccole dimensioni, organizzati in infiorescenze ad ombrella grandi fino a 20 cm; prima eretti, poi reclinati; hanno calice corto e campanulato, corolla composta da 5 petali color avorio, a volte rossastri, di forma ovale. La fioritura avviene da maggio/giugno.

I minuscoli fiorellini bianchi profumatissimi in agosto si trasformano in piccole bacche nero-violacee in grappoli, sferiche e lucide, piene di succo viola che vengono utilizzati in vini, succhi, gelatine e marmellate e anche come esca per la pesca dei cavedani.

L’uso del Sambuco è molto vario infatti con i fiori è possibile fare uno sciroppo, da diluire poi con acqua, ottenendo una bevanda dissetante che è molto usata in Tirolo, in Carnia e nei paesi nordici e dell'Europa orientale.

Dai fiori inoltre si ricava un estratto che viene utilizzato per la produzione della sambuca, liquore a cui ha dato il nome ma che, nelle ricette attuali, è prevalentemente basata sull'anice stellato. Sfruttando poi la fermentazione dei funghi Saccharomyces presenti naturalmente sui suoi fiori, si può realizzare il cosiddetto spumante di sambuco o spumante dei poveri.

Si possono gustare anche i fiori fritti dal dolce sapore.
A Palazzo Adriano di Palermo i fiori freschi vengono usati per la realizzazione di un pane tipico, chiamato in dialetto "Pani cu Savucu", ossia pane con il Sambuco.

Con i frutti del sambuco si può fare un’ottima confettura di cui non si deve abusare per le sue proprietà lassative.
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Il suo nome Sambucus nigra deriva dal greco sambyke ossia strumento musicale, che per l’appunto si fabbrica con i rami svuotati del midollo e nigra dal colore dei suoi frutti.

Il Sambuco era in alcune zone considerate un albero benaugurante, che teneva lontani gli spiriti maligni.
Il Sambuco è una pianta che ha ispirato molte leggende e superstizioni: si racconta che il suo legno si utilizzò per costruire la croce su cui Gesù venne crocifisso e l’albero al quale Giuda Iscariota si impiccò dopo il suo tradimento; è per questo che è diventato quindi un simbolo di sofferenza.
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La pianta di Sambuco, chiamata anche “pianta del Flauto Magico” perché utilizzata per intagliare il flauto di cui si narra nella celebre opera di Mozart, prende il nome dalla Sambuca, uno strumento a corde di forma triangolare suonato dagli antichi greci e romani.

Il profumo ed il sapore del Sambuco fanno parte della cultura e della tradizione di Chiaromonte, in Basilicata. tanto che, ogni anno, nel paese si festeggia la Giornata del Sambuco, durante la quale si può assistere e prendere parte a convegni, gare culinarie, e degustazioni di ricette preparate con il Sambuco e di prodotti del Parco del Pollino. Il tutto accompagnato dalla musica e dalle atmosfere gioiose tipiche dei giorni di festa.

«Di chi è questo odore?» «Questo odore
è del sambuco.» «Del san cosa?» «Del sambuco,
d’una pianta diversa dal pino sotto cui siamo passati
tante volte in questa falsa estate;
coi fiori del sambuco la nonna, la nonna Maria,
faceva la gazosa.» «Sì, è morta.»


(da Giorgio Orelli, A Lucia, poco oltre i tre anni, in Sinopie, ora in Tutte le poesie,)


Fonti:

www.turismo.it/gusto/articolo/art/la-magia-del-sambuco-a-chiaromonte-id-6890/
wwww.inherba.it/sambuco-pianta-della-tradizione/
it.wikipedia.org/wiki/Sambucus
www.noisiamoagricoltura.com/pianta-di-sambuco/
passioneinverde.edagricole.it/scheda/sambuco-
www.loscrivodame.com/il-sambuco/


(foto Anna Zacchetti)
Anna Zacchetti

 
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