giugno 2021
COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE VITADACANI E RETE DEI SANTUARI DI ANIMALI LIBERI
Per la prima volta un'intera mandria di mucche in viaggio verso la libertà.

Finalmente vuota la stalla dei bovini sequestrati per maltrattamento a Cassano d'Adda (Mi). Sarebbero dovuti andare all'asta e finire macellati.

Sono 45 gli animali in salvo, tante mamme con i cuccioli, altre in attesa di partorire.

Tutti vivranno per sempre liberi dallo sfruttamento in rifugi o fattorie, senza finalità produttive. Si può contribuire al loro mantenimento anche adottandoli a distanza.

A quasi due anni dal sequestro penale per maltrattamento e abbandono di animali, nei giorni scorsi le 45 mucche di Cassano d'Adda (Mi) sono salite sui camion che le hanno portate verso rifugi o privati del nord e centro Italia, dove potranno trascorrere la loro vita libere dallo sfruttamento e dalla morte.

È stato un lungo iter quello per arrivare al giorno della partenza, con alcune associazioni impegnate nelle istanze alle autorità competenti e nella ricerca di santuari per animali o persone disponibili ad accoglierle.

Per 26 bovini, tra cui molte madri con i propri vitellini e altre in attesa di partorire, hanno trovato una sistemazione Vitadacani della Rete dei Santuari di Animali Liberi e l'Unione tutela individui (UTI), mentre 19 sono state collocate da un'altra associazione.

“Sembrava un'impresa impossibile salvare una mandria intera e invece ce l'abbiamo fatta – commenta Sara d'Angelo, presidente di Vitadacani - . Abbiamo bloccato l'asta che le avrebbe viste finire al macello e, a distanza di tempo, siamo riusciti a impedire una seconda vendita che non avrebbe lasciato scampo alle mamme e ai loro figli”.

"Dopo richieste, opposizioni e tanto impegno, vedere salire sul camion anche l'ultimo animale e guardare quella stalla finalmente vuota è stata una grande emozione – dicono le attiviste - .
Non ci siamo mai arrese, il nostro obiettivo era scrivere un lieto fine a questa storia di sofferenza per tutti gli animali”.
Una mamma, alla partenza, voleva impedire che caricassero il suo cucciolo sul camion. “Lo proteggeva – prosegue Sara commossa - , caricando chi tentava di farlo salire sul mezzo.

Chissà quante volte le avranno portato via i cuccioli maschi, inutili scarti nella crudele produzione di latte e formaggi. Ma ora sono insieme, per sempre, al sicuro.

Queste mucche sono tra le poche che vedranno crescere i propri figli e avranno la possibilità di preservare i legami familiari.
I rifugi, i santuari, le fattorie e i privati aprendo la loro casa alla libertà di questi animali hanno permesso che si realizzasse quello che, in una società dove ogni giorno milioni di animali vengono sfruttati e uccisi a fini alimentari, possiamo davvero definire un miracolo”.
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Vitadacani e Uti lanciano un appello a chi volesse adottare a distanza una mucca o un vitellino oppure contribuire alle spese per la costruzione di alcuni ricoveri: tutte le informazioni per sostenere gli animali liberati sono pubblicate nella pagina Facebook di UTI,

Per informazioni sulle attività di Vitadacani e della Rete dei santuari di animali liberi, www.vitadacani.org, www.facebook.com/retesantuari


Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Ufficio Stampa Rete dei Santuari di animali liberi in Italia

 
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