gennaio 2021
L’ELLEBORO: DELICATO FIORE INVERNALE
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E bastava la letizia di un fiore a riportarci alla ragione.
(Alda Merini)


L’elleboro, helleborus, appartiene alla famiglia delle ranunculaceae ed è una pianta perenne molto rustica. E’ originaria dell’Europa centrale e in natura si sviluppa nel sottobosco e nei prati di montagna. Sono piante facilmente riscontrabili anche in natura, si trovano ai margini dei boschi collinari, in zone semi ombreggiate e abbastanza umide, spesso sul greto di piccoli corsi d'acqua stagionali.

Cresce in ciuffo e può raggiungere i 30 cm di altezza. Le foglie sono frastagliate di un verde più o meno scuro ed i fiori che ricordano le rose di macchia, sono generalmente di colore bianco e porpora, ma esistono anche varietà di colore delicatamente rosato, verde, crema.

Si tende a porli a dimora in un luogo dove il piede della pianta sia riparato, mentre la parte aerea sia esposta al sole; in questo modo l'apparato radicale non subisce la siccità estiva e gode di un terreno quasi sempre fresco e spesso umido.

Essendo un fiore invernale viene chiamato dagli inglesi Christmas flower che lo considerano il fiore natalizio per eccellenza. In Francia, invece, viene chiamato rose de nöel, mentre in Germania è popolarmente conosciuto con due nomi christrose o schneerose. In Italia viene chiamato rosa di Natale e secondo la tradizione cristiana italiana si narra che le piante di elleboro nacquero nei pressi della stalla dove Gesù venne alla luce.
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Presente nella flora selvatica italiana, l’elleboro fa parte della cultura e delle tradizioni del nostro Paese; oggi, partendo dalle specie selvatiche, sono state create molte splendide varietà.
Già nell’antichità la pianta dell’elleboro era conosciuta per le sue proprietà allucinogene tanto che i romani le attribuivano il potere di guarire dalla follia e dagli stati malinconici. Per queste sue proprietà veniva ritenuto capace di evocare gli spiriti dell’aldilà, ed era considerato fra le piante usate dalle streghe per le loro pozioni magiche.

Il suo nome viene dal greco ed è una parola composta: "elein" (che significa ferire) e "bora" (che significa cibo mortale); e infatti l’elleboro è una pianta molto tossica, nessuna parte della sua pianta può essere ingerita.

Nel linguaggio dei fiori, l’elleboro a seconda del colore ha diversi significati, per esempio: il bianco indica una domanda di matrimonio mentre il colore porpora è una supplica a metter fine a dei tormenti.

Anche nella mitologia greca la pianta dell’elleboro ha la sua storia: era associata a Crono, re dei Titani e padre di Zeus. L’indovino e guaritore greco Melampo, con i vapori sviluppati dall’ebollizione di una pianta di elleboro, guarì le figlie del re Proteo dalla crisi di follia che le aveva colpite e che le induceva a tramutarsi in vacche. Grazie agli effluvi di quest’erba, anche Ercole fu liberato dalla demenza a cui lo aveva condannato Era.
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Essendo un fiore che fiorisce nel periodo invernale, nella tradizione Cristiana una antica leggenda spiega perché l’elleboro è chiamato anche "rosa di Natale": la notte della nascita di Gesù, un povero pastore di nome Madelone, vide i re Magi e altre persone che si recavano alla grotta con dei doni e lui cominciò a piangere perché non aveva nulla da donare, nemmeno un umile fiore. Un angelo si impietosì e trasformò le lacrime cadute nella neve in un bellissimo fiore bianco screziato di rosa: così nacque la rosa di Natale.

Nella tradizione popolare contadina la presenza dell’elleboro nei campi aveva una funzione profetica, in quanto i contadini credevano di poter avere una previsione sull’andamento del raccolto contando il numero di piante cresciute nel loro orto.
Al giorno d’oggi è una pianta ancora utilizzata in India dove la si brucia accanto al letto delle partorienti affinché lo spirito degli dei entri nella mente del neonato e il parto diventi più veloce.


Fonti:
www.giardinaggio.it
ilgiardinodeltempo.altervista.org
www.viridea.it


(foto Anna Zacchetti)
Anna Zacchetti

 
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