gennaio 2021
EFFIMERI BENEFICI
Partiamo dalle risultanze della ricerca “Milano sostenibile” condotta da Lifegate e centrata sullo stile di vita dei cittadini milanesi in questo periodo di pandemia.
La ricerca è stata presentata il 19 novembre durante il “Forum regionale per lo sviluppo sostenibile” organizzato dalla Regione Lombardia.

Il dato in cui si riassume la ricerca è questo: l’83% dei partecipanti all’indagine ha dichiarato che finita l’emergenza sanitaria si renderà necessario cambiare stile di vita rendendolo più sostenibile.
Ancora più interessante è la maggiore percentuale (90%) registrata tra i giovani con età compresa tra 18 e 24 anni.
Quindi sembra sia cresciuta la consapevolezza dei cittadini, ma essi ritengono anche che debbano cambiare i comportamenti e le scelte del sistema produttivo.

Le aziende produttrici devono incrementare la sostenibilità dei beni prodotti(92%), soprattutto attraverso piani di sviluppo che si protraggano negli anni con benefici crescenti(87%), utilizzando meno materie plastiche; devono aumentare gli investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili(88%), ma anche i comportamenti degli utilizzatori finali devono essere coerenti privilegiando la mobilità pubblica, utilizzando mezzi di trasporto elettrici , quali auto, moto ,bici, monopattini, meglio se in elettrici in share.
Ma come dice il famoso detto tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare!

E ben vero che l’emergenza COVID ha fatto registrare in tutto il mondo, nei primi mesi del 2020, una riduzione di circa il 9% delle emissioni di anidride carbonica e che tale dato è trainato dalla Cina con il – 18% e poi nei mesi successivi dagli USA, dalla UE e dalla GB tutte con -25%.
Ed in Brasile -31% ed in India -44% si sono raggiunti livelli davvero alti.

La ricerca indica nella diminuzione della mobilità, nella minore produzione di energia elettrica, nel calo della produzione industriale i fenomeni che hanno maggiormente inciso.
Nei singoli paesi europei si registra analoga tendenza ed in Italia, in particolare, nel periodo gennaio/agosto 2020 comprendendo quindi un periodo durante il quale le restrizioni erano divenute da poco meno rigide, si è registrato un calo del 12%.

Milanesi e cittadini di tutte le nazioni del mondo la pensano di conseguenza.
Allora tutto bene? Purtroppo no!
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Nei mesi a cavallo dell’estate ovvero in corrispondenza delle minori restrizioni legate ai comportamenti dei singoli e dei vari soggetti ai quali conseguono significative emissioni in aria, si è registrato un “rimbalzo” significativo e “nei mesi di luglio e agosto, sono 39 i giorni in cui si è superato il volume di C02 emesso rispetto allo stesso giorno del 2019”.

“Se, infatti, la riduzione delle emissioni legate ai trasporti sembra maggiormente persistente, gli altri comparti, dall’industria alla produzione di energia elettrica, hanno ripreso a ritmo sostenuto sia le attività sia l’emissione di anidride carbonica.”
Ricordiamo infine che per il nostro Paese l’Ispra stima che nell’intero 2020 le emissioni si ridurranno del 7.5% e, spiegano che “tale riduzione non contribuisce alla soluzione del problema dei cambiamenti climatici, che necessita invece di modifiche strutturali, tecnologiche e comportamentali che riducano al minimo le emissioni di gas serra nel medio e lungo periodo”.

Analogamente lo sostiene l’Enea sottolineando che “in uno scenario di ritorno dell’attività economica, su livelli precrisi, è plausibile che la traiettoria delle emissioni torni a non essere in linea con gli obiettivi al 2030!...

Se dunque il taglio nelle emissioni di gas serra che verrà registrato a fine 2020 si prevede sarà molto vicino a quello necessario (su base annuale) per rispettare l’Accordo di Parigi sul clima, nel 2019 ove a Pil quasi fermo è stato raggiunto poco più di un terzo del target...
Dopo il calo eccezionale del 2020, il rimbalzo del Pil nel 2021 potrebbe essere molto importante contribuendo a una crescita sostenuta delle emissioni se non verranno prese adeguate contromisure, come ad esempio adeguati investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili”.


Conclusione il raggiungimento dei target di riduzione delle emissioni previsti dagli accordi di Parigi si allontana.





Fonti:
Corriere della Sera.it,
Immagina.eu, nature.com ,
green report.it.

Sergio Saladini

 
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