agosto 2020
In cammino per la cura della casa comune.
“La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare…spero che questa lettera enciclica..ci aiuti a riconoscere la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta”.

Così diceva Papa Francesco nell’ enciclica “ Laudato si”.
Recentemente,il 18 giugno, in coincidenza con il quinto anniversario dell’Enciclica ” Laudato si’” il Vaticano ha reso pubblico un documento intitolato “In cammino per la cura della casa comune“, redatto dal “Tavolo interdicasteriale della Santa Sede sull’ecologia integrale”.

Il documento si rivolge a tutti, ma in particolare ai membri della Chiesa ed ai politici e contiene indicazioni di buone pratiche che partendo dalla educazione e conversione toccano aree di intervento concrete sia nelle famiglie, che nelle scuole e negli ambiti che più direttamente possono consentire, se modificati, di ricostruire un creato a misura delle vere esigenze di ogni singolo uomo (alimentazione, acqua, energia, uso della terra, salute dei mari, economie circolari ,ecc) in tutto il mondo.

La concomitanza del periodo covid ha , di fatto, impedito una giusta considerazione del documento, ma esso ci appare davvero uno strumento importante nell’ orientare e guidare i comportamenti individuali e colletivi.
Difficile riassumerlo per cui si invita caldamente che è interessato a leggerlo integralmente su www.snpambiente.it .
Ci limiteremo pertanto a cogliere alucuni passaggi a che appiono essenziali per la sua comprensione.

Si parte da una considerazione relativa alla profonda crisi morale e culturale che investe la nostra socirtà segnata da un antropocentrismo esaperato che ha alterato gli equilibri tra essere umano e natura, ricordando quanto era presente anche nella enciclica, più volte citata, ove si sostiene che “non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi e c’è bisogno di costruire leadership che indichino stade, cercando di rispondere alle necessità delle generazioni attuali includendo tutti, senza compromettere le generazioni future”.

“ Tutto è collegato”
“Il libro della natura è uno e indivisibile”.
Si è detto come partendo dalla necessità di una conversione si arrivi poi ad indicare terreni concreti su cui operare.

Alimentazione.
Nelle società più sviluppate (Sic!) si assiste alla contraddizione di una povertà e malnutrizione spesso ancora presente e di contro al diffuso spreco alimentare , a giovani generazioni colpite dall’obesità ed a malattie connesse alla eccessiva e cattiva alimentazione.
Davvero precise le indicazioni di buone prassi che attengono alla necessità di eliminare l’uso dei pesticidi, alla promozione di una effettiva sicurezza alimentare, al favorire i produttori di alimenti su piccola scala, ma intgrati tra loro, alla migliore cura degli animali allevati, al rispetto e ripristino dei paesaggi agricoli, alla riforestazione, ecc (pagg 120-123)
Acqua.
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Per quanto attiene all’uso dell’acqua che si considera elemento essenziale per il benessre umano ed animale si indicano alcuni comportamenti quali la sobrietà nel suo consumo e la promozione del suo riuso, alla necessità di politiche pubbliche per poter avere acqua potabile fruibile e accessibile economicamente.
Privilegiare l’irrigazione “goccia a goccia” e non quella massiva, recuperare le acque reflue per usi ulteriori, in sintesi “ codificare ad attuare “l’accesso all’acqua potabile come diritto fondamentale ed universale”
( pagg, 129-131).

Energia.
Il concetto base è quello di un sistema energetico sostenibile e che consenta di raggiungere tutte le comunità locali.
Centrale il passaggio verso forme di produzione energetica sostenibile ovvero dai combustibili fossili ‘carbone, petrolio, gas ‘ dall’uso di risorse rinnovabili, anche attraverso la diffusione di forme di produzione decentralizzate e nei paesi sviluppati la sobrietà nell’uso sposando tutte le opzioni di risparmio e minor consumo che le nuove tecnologie hanno messo a disposizione.
Utilizzare forme di trasposto di merci e persone meno inquinanti, ecc. (pagg 138-141).

Mari.
“La saggia amministrazione di beni comuni quali gli oceani ed i mari in generale, esige che l’umanità si doti di strutture e meccanismi proporzionali alla complessità della loro gestione”.
Molte le buone prassi suggerite: non usare il mare quale una discarica, debellare la pirateria ed il commercio illegale, garantire le condizioni di vita e lavoro dei marittimi, migliorare i sistemi di allerta per tifoni e tsunami, tutelare la biodiversità, combattere la pesca intensiva, applicare il diritto del mare rafforzando la cooperazione internazionale per l’assistenza in mare, la sorveglianza sulla pesca, la lotta all’inquinamento, ecc. (pagg 151-157).

Economia circolare.
Veniamo a quella che considero il messaggio più politico del documento ovvero la decisa opzione verso una economia circolare, anche qui partendo dalla enciclica “Laudato si” che diceva “ L’ecologia integrale esige una nuova concezione economica nella quale la produzione di ricchezza possa migliorare e non distruggere il nostro mondo”.
L’economia circolare viene vista come una alternativa all’economia tradizionale ( produrre, utilizzare, smaltire) capace di mantenere il più a lungo possibile le risorse per la produzione, ricavarne il massimo valore possibile anche recuperando prodotti e materiali alla fine di ogni ciclo di vita.
Così, si dice nel documento, si devono rivedere le relazioni tra mercato/consumo/risorse naturali per andare verso il superamento del concetto di rifiuto, perchè tutto ha un valore!
Ciò nel tentativo di favorire una crescita circolare, sostenibile, equilibrate ed inclusiva.
Di contorno l’impegno alla pulizia di spiagge e città, l’uso di imballaggi riciclabili o biodegradabili, l’uso condiviso di veicoli ed attrezzature, ecc. (pagg 151-164).

Clima.
Sempre dalla enciclica papale“ Il clima è un bene comune di tutti e per tutti….i cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive, politiche e costituisco una delle principali sfide attuali per l’umanita”

La qualità del clima ,il riscaldamento globale sono le conseguenze delle tante azioni singole e collettive dell’umanità, con responsabilità diverse, ma con la ricaduta di effetti negativi soprattutto sui più poveri, i più vulnerabili , quelli che si trovano in zone geografiche più a rischio e che hanno minori risorse per contrastare questi effetti: si pensi ad esempio all’agricoltura , settore economico più esposto.

Il primo percorso di azione indicato è quello educativo a partire dai più piccoli, alla sensibilizzazione che combattere l’inquinamento vuol dire migliorare la salute, creare una economia sana, favorire l’uso di energie alternative, bloccare il disboscamento dei polmoni del pianeta, quali l’Amazzonia ed in genere favorire il rimboschimento, supportare gli strumenti internazionali mirati al miglioramento del clima, definire a livello internazionale la categoria di profugo/rifugiato climatico, assicurando così misure adeguate per la loro tutela giurica ed umanitaria. (pagg 203-210).

Considerazioni finali: quanto sono lontane queste considerazione ed indicazioni della agenda dei dibattiti politici nostrani ed in genere dei paesi più sviluppati, che abisso tra le meschinerie populiste e nazionaliste ed il respiro di questo documento e soprattutto quanto poco ascoltate sono queste parole anche dai paesi che si dicono professare la religione cattolica ed i cristiani in genere.

Fonti:
l’osservatore romano,
SNPA,
legambiente.

Sergio Saladini

 
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