giugno 2020
IN UN ENZIMA MUTANTE, SCOPERTO PER CASO, LA SOLUZIONE PER SMALTIRE E RICICLARE IL PET
Si calcola che annualmente nel mondo si producano 360 milioni di tonnellate di plastica e che la metà circa finisce in discarica o viene abbandonata nell’ambiente.
Di questi, 70 milioni circa sono costituiti da plastica in poliestere (Pet), per intenderci quella che viene comunemente
usata soprattutto per commercializzare acque minerali o bibite.
Il riciclo del PET, pur se ampliamente diffuso, comporta la perdita di qualità meccaniche, la idrolizzzazione risulta poco produttiva (6,7%), pertanto il riutilizzo prevalente è quello di tessuti, mentre per i contenitori viene preferita la sintesi ex novo.

Una recente (casuale) scoperta di alcuni enzimi “rinforzati”, capaci di scomporre in dieci ore il 90% del materiale plastico, sembra destinata a cambiare lo scenario sin qui descritto, permettendo di ottenere un prodotto con eguali proprietà del PET originario, il che consentirebbe di attivare una quasi completa economia circolare.

A svilupparlo sono stati gli scienziati della Portsmouth University del Regno Unito e del National Renewable Energy Laboratory del Dipartimento dell'Energia Usa che stavano esaminando la struttura di un enzima naturale trovato in un centro di riciclaggio dei rifiuti alcuni anni fa in Giappone.
Durante lo studio, però, hanno inavvertitamente apportato alcune modifiche ed hanno scoperto che la nuova versione della proteina, che hanno chiamato Ideonella sakaiensis 201-F6, era molto più efficiente nel "scomporre " la plastica di quella esistente in natura.
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Informazioni sul nuovo enzima sono state illustrate in un recente articolo pubblicato su Nature.
Gli scienziati, dopo avere ottenuto il nuovo enzima lo hanno anche reso stabile a 72° C., poi l’hannno utilizzato su una tonnellata di bottiglie di plastica di scarto, il risultato è stato sorprendente: esse sono state degradate al 90% in sole 10 ore!

Saputo ciò la società francese Carbios ha siglato un accordo di partnership con Novozymes per assicurarsi la disponibilità degli enzimi utilizzati nel processo di bioriciclo del PET,e l’hanno brevettato.
A tale proposito la Carbios ha annunciato l’avvio, entro la fine di quest’anno, del primo impianto dimostrativo che entrerà in attività nel 2021 a Saint-Fons (Francia) in collaborazione con Kem One .
Si stima che, il costo finale sarà solo il 4% di quello della plastica sintetica a base di petrolio, senza uso di solventi e con modesto consumo energetico.

“Questa tecnologia brevettata offre il potenziale per riciclare ripetutamente la plastica PET e spianare la strada per il contenuto di PET riciclato al 100% in nuovi prodotti. In effetti, Carbios ha ottenuto un primato mondiale usando la sua tecnologia enzimatica per creare bottiglie in PET da plastica riciclata al 100%. Questo approccio biologico può gestire tutte le forme di PET (trasparente, colorata, opaca e multistrato) e fibre di poliestere” ha spiegato la società Carbios.

Carbios, oltre all’ accordo con la società di biotecnologie Novozymes per produrre il nuovo enzima su scala usando i funghi, ha stimolato l’interesse di importanti possibili utilizzatori quali L’Oréal, Nestlé, Waters e Pepsi che hanno creato un consorzio per velocizzarne l’immissione sul mercato, prevista per i prossimi 4-5 anni.

Come si può ben vedere la fase sperimentale è molto avanzata e l’utilizzo industriale di questa scoperta è prossimo, il che consentirà la attivazione di un percorso circolare solido proprio perché basato su motivazioni scientifiche, economiche, ambientali.


Fonti:
Nature,
Carbios,
green me,
rainews.it,
rinnovanili.it,
focus.it,
ansa.it,
lifegate.it.


Sergio Saladini

 
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