marzo 2020
L’IRIS: L’ARCOBALENO DEI FIORI
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Conosciuto anche come giaggiolo, l’iris appartiene alla famiglia delle Iridaceae e il suo nome in greco significa "arcobaleno". Il nome scientifico Iris è di origine antichissima, il filosofo greco Teofrasto, parlava di un fiore chiamato Iris dai Greci. Nella mitologia greca Iride, che era la messaggera degli Dei, per consegnare le sue missive si serviva dell'arcobaleno per raggiungere la Terra dall'Olimpo e viceversa. E l'iris fu chiamato in questo modo proprio perché la sua vasta gamma di colori disponibile in natura, ricorda quelli dell'arcobaleno.

Si racconta che la prima specie di iris sia stata trasferita dalla Siria in Egitto dal faraone Thutmosis, dove questo fiore fu amato soprattutto per la sua eleganza.
Gli Egizi coltivavano questa pianta e sia i Greci che i Romani ne usavano la radice rizomatosa per profumare cosmetici o per farne medicamenti.
Fu Carlo Magno a portare gli iris in Francia mentre gli Arabi li diffusero in Spagna.
Questo fiore viene comunemente chiamato anche "giaggiolo", "iride di Firenze", "fior di San Marco", "fiordaligi", "giglio di Santa Caterina".
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È una specie spontanea e rustica, ne esistono circa 300 specie ed è particolarmente diffuso nei fossi, nei canali e nelle zone paludose dell’Italia del Nord. Ha un rizoma carnoso e ramificato, da cui nasce un fusto eretto, alto dai 40 cm al metro. Ma gli iris sono anche piante da giardino molto resistenti e facili da curare. Se ne trovano in natura di molti colori, addirittura di più tonalità nello stesso fiore. Le nuances del viola e del blu sono le più diffuse ma ormai è facile trovarne sul giallo, l'arancio e addirittura il rosso. Anche il fogliame dell'iris è ornamentale: dal colore verde-azzurrognolo e dall'originale forma di spada, le foglie contribuiscono, insieme alla bellezza dei fiori, a decorare le aiuole.

Secondo una leggenda il Re Luigi VII di Francia (1120-1180) scelse questo fiore come simbolo della nazione: mentre tornava da una battaglia, passò accanto ad un campo di iris e rimase incantato per la bellezza dei colori. Il fiore fu chiamato "Fleur de Louis" che in seguito fu confuso con il giglio, il "Fleur de Lis" e nel Medioevo si cominciò a spargere erroneamente la voce che l'emblema di Francia fosse il giglio. Lo stesso errore si fece anche in Italia: anche sullo stemma della città di Firenze comparve ben presto il giglio che in realtà era un iris.

In generale, nel linguaggio dei fiori, l'iris porta la buona novella ed é simbolo di buon augurio e di fedeltà. Come tanti fiori a seconda del colore viene assegnato un diverso significato. Se giallo indica una grande passione amorosa mentre bianco rappresenta la purezza. L'iris blu rimanda alla fede e alla speranza; viola é l'emblema della saggezza. Proprio per questo spesso viene donato alle feste di laurea. Anche in Asia l'iris era considerato un fiore dal significato importante: era utilizzato infatti come talismano efficace contro le forze oscure del male. Addirittura fu disegnato sulle armature degli eserciti in guerra, per proteggerli dalla morte e dai nemici. In Giappone infatti, l'iris è rimasto uno degli emblemi nazionali.

I rizomi dell’Iris sono stati a lungo utilizzati nell'industria profumiera, oggi la polvere di Iris o giaggiolo viene usata come ingrediente nei dentifrici, come base per le ciprie e come fissativo per il profumo del pout-pourri.
Pare che il profumo ricavato dai rizomi dell’Iris fosse il preferito di Caterina de’Medici, che portò con sé in Francia il segreto di questa essenza, che da lei prese il nome di “acqua della regina”.

A Firenze vi sono “il Giardino dell’Iris”, nati su progetto iniziale dell’architetto G. Zetti e inaugurato nel maggio 1957. Nasce con lo scopo di dare ospitalità ad un Concorso Internazionale annuale per le migliori varietà di Iris, il “Premio Firenze”, bandito per la prima volta nel 1954. Il Giardino dell’Iris è gestito dalla Società Italiana dell’Iris, costituita a Firenze nel marzo 1959 principalmente con lo scopo di gestire il Giardino, e per tutelare le numerose raccolte di piante ad esso pervenute.

Iris
…celesti giaggioli
sono i fiori piu' belli della terra,
vere orchidee dei poveri
che nemmeno li guardano
e servono soltanto con le foglie
alle verdi battaglie dei bambini:
con quel colore e quell'odor di cielo
mescolato al colore e all'odore
del mare tra gli scogli,
con i bocciuoli chiusi nei cornetti
di carta velina
come confetti,
e dentro i fiori spogli
quelle sottili lingue
d'un giallognolo ghiaccio peloso
per spazzolare le giubbe
verde smeraldo da postiglione
delle cetonie
e giacche di fustagno dei maggiolini..."

(Da: "I fiori che amo" di Corrado Govoni)


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Note:
www.inseparabile.com/pianteefiori/Iris
www.tuttogreen.it/iris-giaggiolo
www.giardinaggio.it
stilenaturale.com/il-giaggiolo-fiorentino/
www.ortobotanicoitalia.it/toscana/firenze

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(foto di testa Pixabay)
Anna Zacchetti

 
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