novembre 2019
LA COLTIVAZIONE IDROPONICA
Per coltivazione idroponica o idrocoltura s'intende la tecnica di coltivazione fuori dal suolo: la terra è sostituita da un substrato inerte (argilla, perlite,vermiculite), fibra di cocco ,lana di roccia, zeolite, ecc.
La pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dall'acqua e dai composti (per lo più inorganici) necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla normale nutrizione minerale.

La tecnica è altrimenti conosciuta con il termine di idrocoltura. La coltura idroponica consente produzioni controllate sia dal punto di vista qualitativo sia da quello igienico-sanitario durante tutto l'anno.
La coltivazione fuori suolo presenta degli evidenti vantaggi in situazioni ambientali dove il terreno non è in condizione di far crescere la coltura in modo ottimale, come ad esempio roccia o terreni eccessivamente sabbiosi.

Un altro vantaggio di questo tipo di coltivazione è il minor utilizzo di acqua per ottenere il medesimo risultato, indicativamente di un decimo rispetto alla coltura in terra, rendendo questo sistema particolarmente utile in quelle situazioni ambientali dove la scarsità di acqua rende difficile o addirittura impossibile la coltivazione di ortaggi.
Da non sottovalutare l'aspetto ambientale visto che l'utilizzo dei fertilizzanti è mirato e non ci sono dispersioni nel terreno, l'utilizzo di diserbanti è assente, mentre l'utilizzo di antiparassitari è decisamente ridotto.

Attualmente sono disponibili in commercio dei fertilizzanti biologici che danno la possibilità, utilizzando un impianto idroponico, di ottenere un prodotto biologico (ma ora non certificabile in base al Regolamento(CE)N.834/2007).
In termini qualitativi il prodotto mostra uniformità di dimensione e caratteristiche oltre che qualità organolettiche costanti in tutta la produzione, qualità richieste dalla distribuzione organizzata ai produttori di frutta e ortaggi.
foto

Recentemente la stampa si è occupata di un ingenere italiano Leone Magliocchetti Lombi , che in condizioni ambientali estreme, come quelle di Gibuti, ove le temperature oscillano intorno ai 40 gradi e le piogge sono un evento raro , ha attivato un orto dove ogni i 25 metri quadri si producono 60 cespi di insalata ed il controllo avviene a distanza attraverso un uso ingegnoso della rete.

I problemi che ha dovuto affrontare sono stati tanti, la scarsità d’acqua in natura e che oltretutto risultava fortemente salina, una temperatura elevata, la indisponibilità di terreno adatta alla coltivazione di qualsivoglia pianta, ortaggio o verdura commestibile.
L’utilizzo della tecnologia idroponica è stata la soluzione trovata.

Un geniale sistema di sensori ed una applicazione appositamente creata consente all’orto di comunicare eventuali necessità o particolari situazioni.
“All’inizio, tutto ciò che avevo era un database online con una singola tabella dove si registravano i dati.
Nel tempo si è trasformato in una applicazione web capace di mostrare dati interpolati, mandare email e fungere da dashboard per intervenire manualmente su azioni di routine.
Un controllo totale e diretto sull’orto in qualsiasi momento”.
foto

La gestione di questi orti ed in particolare il dosaggio di nutrienti ed il controllo di salinità dell’acqua è consentito in remoto attraverso dati ed informazioni che dall’orto stesso derivano e che consentono il dosaggio degli elementi utilizzati.
La soluzione trovata consente , grazie ad un sistema di pompe, di immettere i nutrienti necessari anche in base alla temperatura dell’aria e all’intensità della luce del sole.

Questo programma si chiama Arduino ed è un “meravigliosamente stabile, economico, affidabile, piccolo computer che può essere programmato per compiere azioni di routine, come accendere e spegnere le lampade o la pompa, ad esempio” dice l’ing. Magliocchetti.
foto

Il tutto può essere seguito anche attraverso un normale smartphone.


Fonti:
Wikipedia,
Mashable italia,
facebook.

La redazione

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni