luglio 2019
SULLA NECESSITA' DI APPROCCI INTEGRATI PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE E DURATURO
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Sicuramente i movimenti ambientalisti radicali come “Extinction rebellion” e le marce per l’ambiente dei “Fridays For Future” possono risvegliare la coscienza collettiva e forse, come scriveva Alexander Langer, la conversione ecologica avverrà solo quando apparirà socialmente desiderabile. Ma sicuramente, solo quando gli investimenti in tecnologie sostenibili saranno più convenienti di quelle fossili, il mondo cambierà passo.

Le tecnologie sostenibili esistono già, ma molte non sono ancora alla portata di tutti e manca ancora una visione generalizzata di “Hard Coupling” ovvero di accoppiamento forte tra tecnologie di risparmio energetico e tecnologie di produzione da Fonti Rinnovabili. Indubbiamente la quota delle Rinnovabili sulla produzione mondiale di elettricità, arrivata al 25% nel 2017 è un grande avvenimento, ma è poca cosa rispetto agli immensi sprechi entropici delle tecnologie basate sulla combustione.

Basti osservare come una comune Caldaia a Gas a condensazione, che viene pubblicizzata con un rendimento anche superiore al 100%, se valutata con il Secondo Principio della Termodinamica, riveli un rendimento che fatica ad arrivare al 3%. Questo perché nel focolare viene bruciato del Gas intorno ai 1.500 °C per ottenere acqua calda a non più di 40 °C. rendendo massima la variazione entropica causata dalla pressoché totale irreversibilità del processo di combustione.

Per contro è possibile produrre la stessa acqua calda a 40 °C utilizzando una Pompa di Calore (PdC) con un rendimento di Secondo Principio dieci volte superiore. Se poi il compressore della PdC è alimentato da Energia Rinnovabile, per esempio prodotta da pannelli fotovoltaici, il sistema è a Zero Emissioni di Carbonio.
La Strategia Energetica Nazionale (SEN) ipotizza al 2030 la triplicazione della produzione di Energia Elettrica da Eolico e Fotovoltaico, fino a raggiungere i 112 TWh rispetto ai 38 TWh del 2015.

Se ne può dedurre che, almeno in Italia, si può realizzare un Hard Coupling tra Veicoli Elettrici e Fonti Rinnovabili senza realizzare nessun nuovo impianto di potenza alimentato da combustibili fossili. Infatti, secondo lo scenario della SEN, che ipotizza al 2030, un 5% di Energia Elettrica dedicata al settore dei trasporti per l’alimentazione di Veicoli Elettrici, In Italia si potrebbero alimentare circa 1,2 milioni di EV esclusivamente con fonti rinnovabili.

Insieme alle energie rinnovabili, l'efficienza energetica deve essere una delle pietre angolari di qualsiasi strategia per garantire una crescita economica sostenibile e inclusiva. Essa rimane uno dei modi più convenienti per aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, la competitività e il benessere e ridurre l'impatto ambientale del sistema energetico. L’aumento delle emissioni di CO2 può essere mitigato dall'uso più efficiente dell'energia, migliorando anche la qualità dell'aria globale e contribuendo a ridurre ogni anno milioni di morti premature legate all'inquinamento dell'aria.

Mentre molti governi riconoscono i ruoli significativi delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, generalmente i loro approcci politici seguono percorsi distinti e misure di sostegno differenti. Man mano che crescono le dimensioni e il ritmo del dispiegamento di ciascuno, un approccio integrato diventa sempre più indispensabile.

Nel settore edilizio, che incide per il 31% a livello mondiale e per il 38% nell’UE sui consumi di energia finale, le tecnologie di conservazione, quali: isolamenti degli involucri edilizi, serramenti a taglio termico, doppi e tripli vetri, sistemi di riscaldamento a bassa temperatura accoppiati a Pompe di Calore, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, lampade a LED, consentono già oggi quella “deep renovation” o riqualificazione profonda che consente di abbattere il fabbisogno di energia per riscaldamento, acqua calda sanitaria e illuminazione.

Le competenze ci sono già. Nei laboratori delle Scuole di Architettura, da anni migliaia di laureandi si cimentano nella progettazione di Edifici a Energia quasi Zero (NZEB). Nell’edilizia pubblica si stanno ormai consolidando contratti prestazionali con garanzia di risultato per la riqualificazione di interi parchi edilizi pubblici, tipicamente scuole, che portano a riduzioni del 50% e oltre dei consumi di Energia Primaria. Nel settore dell’illuminazione le gare per la riqualificazione degli impianti pubblici ormai vengono aggiudicate sulla base di riduzione dei consumi elettrici intorno all’80%.

Il sostegno alla transizione energetica deve diventare la priorità dei Governi di tutto il mondo. Una prima priorità politica deve essere l'abbandono graduale e la rimozione progressiva dei sussidi ai combustibili fossili nei paesi che ancora li applicano. In Italia, ad esempio, il Ministero dell’Ambiente ha censito 57 forme di “Sussidi Ambientalmente Dannosi” con un costo per l’erario di 16,2 miliardi di Euro l’anno. L’IEA ha calcolato che nel 2017 i sussidi alle fonti fossili hanno superato i 300 Miliardi di Dollari a livello mondiale, per lo più dislocati nei paesi produttori di Petrolio e Gas.

Last but not least, la transizione energetica implica l’implementazione di legislazioni e regolamentazioni conseguenti, considerando anche le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali. L’aumento delle perdite fiscali che avverranno per la diminuzione delle vendite di combustibili fossili suggerisce che, affinché i governi conservino entrate sufficienti per investire e mantenere le infrastrutture, saranno necessari sistemi di tassazione alternativi.

Ad esempio, la tassazione basata sull'attività dei veicoli, come i prezzi basati sulle distanze percorse (Road Pricing) o sulla congestione, garantirebbe un approccio neutro dal punto di vista tecnologico e un collegamento più diretto tra impatti infrastrutturali e uso dei veicoli.

Però bisogna affrettarsi; come recitava Virgilio: “Sed fugit, interea fugit irreparabile tempus”. Il tempo passa inesorabilmente e siamo ormai molto prossimi al punto di non ritorno.
Sergio Zabot

 
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