maggio 2018
RICORDIAMOCI: C'ERA UNA VOLTA IL PROGRAMMA
Alla bocciofila, quando si entra a vedere una gara, ti danno un foglio col programma. Al concerto, ti danno un programma, spesso a pagamento, con tutte le notizie che ti servono. Un tempo fuori dai teatri c’erano le locandine del programma. Sulle automobili ci sono i programmi, che gestiscono quasi tutto.

Ma la politica no, eh! Un programma ti lega le mani, una candidata rilevante per nome o bellezza fisica, porta voti e non è impegnativa. Il programma si nasconde.

Se proprio un partito (movimento) getta un sasso, tipo reddito di cittadinanza, subito dopo dice che non avevamo capito. Se un altro dice che butterà fuori tutti quelli che non parlano il suo dialetto, dopo dice: vediamo un momento, l’Europa ecc.

Se poi vai ad una trattativa per formare un governo, non parli degli investimenti sulle ferrovie, per la ricerca scientifica, dei finanziamenti a chi ammoderna l’azienda.

Non hanno neppure il coraggio di dire che aumenteranno le pensioni, vogliono tornare indietro, il progresso inteso come il valzer, che, programmaticamente, gira intorno, gira intorno, gira …
Quello è il diavolo, quell’altro è antipatico, lui poi ha detto che sono uno stronzo, ma guarda come si veste, con quell’altro mai, dovrà stare fuori.

Io sono distratto, lo so, per questo non ho sentito nessuno, veramente nessuno, dire: queste cose devono essere assolutamente fatte, scriviamo un programma di governo.

Perciò invito i tifosi di ogni parte a fare esercizio di modestia, non sono un disastro solo i tuoi avversari, sono un disastro anche quelli per i quali hai votato tu.
Folco de Polzer

 
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