novembre 2017
FRED BUSCAGLIONE
Fred Buscaglione, nome d’arte di Ferdinando Buscaglione (Torino 23 novembre 1921- Roma 3 febbraio 1960) è stato un cantautore, polistrumentista e attore.
Nato a Torino , mostrò sin da piccolo una grande passione per la musica.
A undici anni fu ammesso al Consevatorio Giuseppe Verdi di Torino, che però abbandonò dopo tre anni di frequenza un po' per la scarsa simpatia rispetto alla musica classica e un po' perché le non floride condizioni economiche della sua famiglia (il padre era pittore edile, la madre portinaia e occasionalmente insegnante di pianoforte) lo costrinsero a cercare lavoro prima in piccoli impieghi da fattorino e poi da apprendista odontotecnico
Era ancora adolescente quando iniziò ad esibirsi nei locali notturni della città come cantante jazz: come polistrumentista era in grado di suonare diversi strumenti, dal contrabbasso, al violino,al pianoforte, alla tromba.

Un giorno, durante una sua esibizione al Gran Caffè Ligure, venne notato da uno studente di giurisprudenza, appassionato lettore di libri gialli di nome Leo Chosso. Nacque così un sodalizio artistico che durò fino alla prematura scomparsa di Fred.
Durante la seconda guerra mondiale venne richiamato sotto le armi e distaccato in Sardegna, dove si mise in luce organizzando spettacoli per le truppe. Venne fatto prigioniero dagli statunitensi, fu contattato dai fratelli Franco e Berto Pisano che lavoravano per la radio alleata e per radio Sardegna, allora diretta da Jader Jacobelli.

Questo gli permise di continuare a fare musica e di sperimentare le nuove sonorità e i nuov ritmi che venivano dagli Stati Uniti.
Dopo la fine della guerra Buscaglione rientrò a Torino e ricominciò a suonare, prima in orchestre di altri, poi fondando un proprio gruppo, gliAsternovas. Iniziò quindi una vita randagia fatta di spettacoli in locali notturni di varie città d'Europa, talvolta anche di infimo ordine.

A Torino dal 1946, Fred aveva ricominciato a frequentare assiduamente l'amico Leo Chiosso, con il quale iniziò a comporre canzoni. Il rapporto tra i due era praticamente simbiotico, al punto che si trasferirono nello stesso palazzo, in due appartamenti dirimpetto l'uno all'altro.
Trascorrevano giorni e notti intere insieme a chiacchierare a scambiarsi idee, battute e frasi musicali che Leo annotava e Fred accennava sulla tastiera del pianoforte.

Molto spesso si trattava di canzoni un po'strampalate, che parlavano con ironia di "bulli e pupe", di New York e di Chicago, di duri spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell'alcool.
Nacquero così le canzoni che lo fecero conoscere in tutta Italia, molte delle quali eseguite dal vivo in concerto e registrate su disco, alcune in coppia con la moglie Fatima quali: Che bambola!, Teresa non sparare, Eri piccola così, Love in Portofino, Porfirio Villarosa , Whisky facile.

Fred si calò nel personaggio, facendosi crescere un paio di baffetti e presentandosi in scena in doppiopetto gessato e cappello a larghe falde, ispirato aClark Gable e ai gangsters americani come.
La sua discografia, nonostante la brevità della sua carriera, è folta. Nel 1956 incise numerosissime canzoni e in quello stesso anno uscirono i suoi primi 33 giri. Eppure non fu facile per lui trovare una casa discografica che accettasse di incidere quelle canzoni così trasgressive e inconsuete per l'epoca. Le sue prime incisioni risalgono al 1952, alcuni pezzi standard del repertorio jazz per l'etichettala Voce delPadrone (oggi pressoché introvabili), ma nessuno si sentiva di dargli l'opportunità di incidere le "sue" canzoni.

Nel 1949 a Lugano in un cabaret conobbe un'artista magrebina, Fatima Ben Embarek, meglio conosciuta con il nome d'arte di Fatima Robin’s, che si esibiva nello stesso locale come acrobata e contorsionista insieme al padre e alla sorella. Fred iniziò a farle una corte serrata ma doveva fare i conti con l'ostilità del padre della ragazza e finì per organizzare con lei una romantica fuga in una notte di neve, su una slitta trainata da un cavallo. I due si sposarono nel 1953 in chiesa, dopo la conversione di lei al cattolicesimo, e lei iniziò con il marito una nuova carriera come cantante.

Il loro rapporto fu tenero ma a volte burrascoso, costellato di liti e riappacificazioni puntualmente scandite sulle pagine dei rotocalchi. Quasi sempre era la gelosia di Fatima a far scoccare la scintilla dell'ennesimo litigio. La coppia si separò definitivamente nell'ottobre del 1959. Ma nel gennaio del 1960 i due si rividero a Firenze, a causa di impegni artistici concomitanti (lui al River Club, lei allo Chez Moi), e Buscaglione si trattenne in città anche dopo la fine delle sue serate fiorentine. Giravano voci di una riconciliazione tra i coniugi, alimentate dal fatto che Buscaglione promise di tornare nel capoluogo toscano per nuove esibizioni a febbraio, ma il destino non gliene diede il tempo.
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Alla fine degli anni cinquanta Fred Buscaglione era uno degli uomini di spettacolo più richiesti, e non solo come cantante. Era dappertutto: nelle pubblicità, alla televisione e nei film, prima con brevi apparizioni canore, poi in ruoli autonomi incarnando quasi sempre la figura del simpatico spaccone.

Forse stanco del suo personaggio di "duro", sul finire degli anni cinquanta Fred iniziò ad incidere canzoni melodiche, talvolta scritte anche da altri autori come: Guarda che luna, Non partir (di Giovanni D'Anzi e Alfredo Bracchi) e Al chiar di luna porto fortuna (scritta da Carlo Alberto Rossi)).

Tre settimane prima della morte, in un'intervista al quotidiano Stampa Sera espresse l'intenzione di ritirarsi nel giro di due anni, affermando: «Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, ed io tornerò ad essere solo Ferdinando Buscaglione».

Buscaglione morì improvvisamente all'alba del 3 febbraio1960, a soli 38 anni, in un incidente d'auto, mentre rientrava all'hotel Rivoli dopo aver trascorso la notte esibendosi in un night di via Margutta a Roma.

La sua auto, giunta all'incrocio fra via Paisiello e viale Rossini nel quartiere romano dei Parioli, si scontrò con un camion carico di porfido guidato dal ventiquattrenne Bruno Ferretti, che tentò di soccorrerlo insieme a un metronotte e a un passante. Fermarono un autobus dove caricarono il cantante, che giunse però troppo tardi all'ospedale.


Fonti:
You tube,
Wikipedia.

Meloman

 
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