ottobre 2017
UNA POSSIBILE EVOLUZIONE DEL SISTEMA ENERGETICO MONDIALE
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Siamo tutti convinti da tempo che le energie rinnovabili fanno bene all’ambiente, ma ora un recente studio delle Università di Stanford, Berkeley, Berlino e Aarhus, pubblicato nell’ultimo numero della rivista scientifica Joule, è riuscito a stimare quali potrebbero essere i benefici concreti, nazione, per nazione.
In Italia nel 2050 si potrebbero risparmiare 6.500 euro a testa, con la creazione di mezzo milione di posti di lavoro con quasi 50mila morti in meno per inquinamento.

L’Anev, Associazione Nazionale Energia del Vento che riunisce 70 aziende che operano nel settore eolico, ha reso noto i dati: se il sistema si convertisse a vento, acqua e sole si ridurrebbero fino a 46.543 le morti premature per inquinamento (scenario medio 20.577 decessi evitati) e si potrebbero creare 485.857 nuovi posti di lavoro (al netto dei 164.419 persi nel settore dei fossili).
La domanda energetica scenderebbe del 42,5% grazie al maggior tasso di elettrificazione alle attività di estrazione, trasporto e raffinazione evitate e alla più alta efficienza negli usi finali.

Lo studio analizza la possibile evoluzione del sistema energetico di 139 Paesi sulla base della domanda dei settori trasporti, riscaldamento/raffrescamento, industria, agricoltura, foreste e pesca.
Lo scenario di tutte le rinnovabili “Wws” (wind, water and sunlight) sarebbe raggiungibile all’80% già nel 2030 e al 100% nel 2050.

Per il nostro Paese, i ricercatori stimano che se fino al 2050 non cambiasse nulla (scenario “business as usual”), il carico di domanda complessivo sarebbe di 240,5 GW.
Per un terzo (33,3%) arriverebbe dal settore trasporti, per il 25,8% dal residenziale, per il 25,7% dall’industria, poi al 13,5% dal terziario e all’1,7% da agricoltura e pesca.
Se fosse invece raggiunto il “Wws”, il carico non supererebbe i 134,9 GW (-43,9% rispetto allo scenario a bocce ferme Bau), con residenziale al 32,3%, industria al 25,5%, trasporti al 20,4%, terziario al 19,2% e agricoltura e pesca al 2,5%).

Il costo dell’energia (Lcoe) in Italia scenderebbe: da 9,68 cent di dollaro/kWh nel 2013 a 7,66 cent di dollaro/kWh nel Wws.
Quest’ultimo scenario permetterebbe un risparmio procapite di 382 dollari all’anno, che sale a 7.733 dollari all’anno considerando anche i minori costi climatici (-3.870 dollari/anno) e sanitari legati all’inquinamento (-3.481 dollari/anno).

«L’ANEV a valle dei risultati di questo studio, ribadisce l’importanza strategica del settore eolico e di quello delle Rinnovabili per il nostro Paese e invita i pubblici decisori a non trascurare la rilevanza di questi dati.
Le Energie Rinnovabili sono convenienti e apportano benefici tangibili all’ambiente, all’economia, alla salute dei cittadini. Il Governo italiano non deve sprecare le opportunità che il settore delle Rinnovabili gli offre se vuole garantire un futuro migliore alle generazioni dei nostri figli».

Inoltre il nuovo rapportoEnergy Tecgnology Perspectives (Ept 2017) dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Iea) mette in rilievo gli scenari che, sulla base delle tendenze in atto, al momento possiamo attenderci nel settore dell’energia come conseguenza delle grandi trasformazioni tecnologiche che stiamo vivendo.
Per la prima volta, il lavoro della Iea esamina come le tecnologie pulite, eolico, rinnovabili e auto elettriche, utilizzate al massimo delle loro possibilità, potrebbero portare il settore energetico a porsi obiettivi molto più ambiziosi degli attuali per contrastare i cambiamenti climatici.

L’analisi mostra come i progressi siano stati sostanziali – rinnovabili e auto elettriche – laddove le politiche pubbliche hanno dato segnali chiari.
Di 26 tecnologie energetiche prese in esame nello studio della Iea, sono proprio queste tecnologie insieme a quelle legate allo stoccaggio energetico a poter essere considerate in linea per centrare gli obiettivi climatici. Il tutto non senza fatica, anzi, con molto impegno.

Molte aree tecnologiche soffrono infatti di un sostegno inadeguato. “Con i costi in diminuzione, avremo bisogno di un focus continuo su tutte le tecnologie per raggiungere gli obiettivi climatici a lungo termine”, evidenzia Fatih Birol, direttore esecutivo della Iea, secondo cui “è importante ricordare che accelerare il tasso di avanzamento tecnologico può contribuire a rafforzare l’economia, ad aumentare la sicurezza energetica e al contempo a migliorare la sostenibilità energetica”.

Proprio per l’importanza che riveste, il rapporto sottolinea come sia fondamentale continuare a investire in politiche a sostegno dell’innovazione tecnologica.



Fonti:
energheiamagazine.eu
La Repubblica Economia e Finanza
Youtube

(Foto Pixabay)
Informazioni raccolte da Sergio Saladini

 
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