luglio 2015
IL TIGLIO, ALBERO E SIMBOLO
foto Il tiglio selvatico era già noto a Greci e Romani e veniva usato come pianta da ombra.
Allo stato spontaneo lo si trova dal livello del mare fino ai 1.400 metri di quota, assieme a roverella, rovere, cerro, pioppo tremolo, betulla e faggio.

Il nome deriva dal greco ptilon (= ala), per la caratteristica brattea (le brattee sono foglie trasformate che proteggono il fiore e il frutto dal gelo e dai parassiti) che facilita la diffusione eolica dei grappoli di frutti.
I fiori che si sviluppano nel mese di giugno hanno un profumo dolce e intenso , si aprono in innumerevoli ombrelli giallo e verde chiaro, attirando nuvole di api.

Il tiglio è un albero dal tronco robusto, alla cui base si sviluppano frequentemente numerosi polloni, e con una chioma larga e tondeggiante. Ha foglie alterne, asimmetriche, dal margine variamente seghettato.

In Europa se ne trovano due varietà (Tilia cordata e Tilia platyphyllos), ma quella più diffusa è il tiglio comune (Tilia vulgaris), che nasce dall’incontro di queste due varietà.

Per i celti e i germani il tiglio era importante anche perché lo strato interno della sua corteccia (libro) forniva le fibre con cui venivano tessuti gli abiti.

Il legno del tiglio è biancastro e omogeneo, molto leggero e quindi è idoneo a lavori di intaglio, intarsio, scultura e parti di strumenti musicali .In particolare è utilizzato per i corpi di chitarre e bassi "solid body" in liuteria elettrica. La varietà utilizzata è normalmente indicata con l'inglese basswood.

I semi contengono un olio che ha il sapore e l'aspetto simili a quello dell'olio di oliva e le sue foglie vengono utilizzate per alimentare il bestiame.

I fiori invece forniscono il nettare per il miele, e vengono utilizzati per la preparazione di infusi e tisane
Con le fibre della sua corteccia si fanno stuoie, cestini, carta e corde.

Il tiglio è un albero molto longevo, può vivere fino a 1000 anni.
Per molti popoli europei dei tempi antichi, in particolare per i popoli slavi, il tiglio è un albero sacro. Le città tedesche avevano spesso nel loro punto centrale un piccolo gruppo di tigli destinato a luogo d’incontro . Era anche usanza piantarli nei luoghi destinati per gli incontri commerciali, poiché si considerava che la presenza del tiglio potesse donare calma e benessere alle persone e quindi favorire la comprensione nelle relazioni.

I tigli sono anche alberi ornamentali e utilizzati sia nei viali che per i parchi e i giardini.
A Berlino era molto famoso un viale lungo ben un chilometro chiamato Unter den Linden (sotto i tigli), voluto da Federico Guglielmo I di Prussia che andava dal suo castello fino al parco di caccia di Tiegarten. Nel 1700, Federico I lo ampliò facendolo diventare una delle più importanti vie della città. I tigli hanno sempre animato questo viale passando nel tempo da sei file a quattro. Nel 1935 furono completamente rasi al suolo dai nazisti perchè ostacolavano lo svolgimento delle parate militari e solo dopo la guerra furono ripiantati.

A Merano in Via Carlo Wolf c'è il più lungo viale di tigli d’Europa. Si sviluppa su 1,4 chilometri e conta 306 tigli, dei quali oltre la metà hanno un diametro di oltre 50 centimetri. D’estate il filare degli alberi compongono un bellissimo corridoio verde sgargiante.

Tra i tigli ultrasecolari si può citare quello del cimitero di Macugnaga che si ritiene sia stato messo a dimora nel 1200 e che ha circonferenza di base di 7 metri, e quello di S.Orso in Aosta che pare sia a dimora dal 1500.

A Casola (CT) è stato curato un tiglio monumentale e con cerimonia pubblica il paese ha posto sotto l’albero di oltre 400 anni una targa commemorativa con dedica e ha celebrato la sua rigenerazione distribuendo ai cittadini piccole talee da piantare per far crescere i figli di questo grande albero, che ha accompagnato molte generazioni.

Gli antichi consideravano il tiglio così benefico per gli uomini, che veniva ritenuto un simbolo di amicizia e fedeltà. Veniva piantato nei giardini intorno alle case credendo che il tiglio potesse proteggere dal malocchio.

In Germania il tiglio è quasi un albero simbolico della Nazione perchè la sua presenza s’intreccia alla storia di Sigfrido. Difatti quando decise di immergersi nel sangue del drago per diventare invulnerabile non si accorse che una foglia di tiglio, caduta da un albero che stava lì vicino, non aveva permesso al sangue di bagnare completamente la sua schiena.



I tigli in una poesia di Pier Paolo Pasolini:

Il giorno della mia morte

In una città, Trieste o Udine,
per un viale di tigli,
quando di primavera
le foglie mutano colore,
io cadrò morto
sotto il sole che arde,
biondo e alto,
e chiuderò le ciglia
lasciando il cielo al suo splendore.

Sotto un tiglio tiepido di verde,
cadrò nel nero
della mia morte che disperde
i tigli e il sole.
I bei giovinetti
correranno in quella luce
che ho appena perduto,
volando fuori dalle scuole,
coi ricci sulla fronte.

Io sarò ancora giovane,
con una camicia chiara,
e coi dolci capelli che piovono
sull'amara polvere.
Sarò ancora caldo,
e un fanciullo correndo per l'asfalto
tiepido del viale,
mi poserà una mano
sul grembo di cristallo.

Pier Paolo Pasolini, Saggi sulla letteratura e sull’arte, 2 voll., Meridiani Mondadori.



Fonti:
www.elicriso.it
www.meran.eu
www.girasoliazzurri.wordpress.com
www.treedom.net
www.rete.comune.civitanova.mc.it
www.trafioriepiante.it
it.wikipedia.org
Anna Zacchetti

 
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